Commento al Vangelo di domenica 22 giugno 2025.
Autore: Mons. Piero Malvaldi
1264. IN CAMMINO – Yuma
C’è stato un film (“quel treno per Juma”) in cui un pistolero accetta di accompagnare al carcere di Juma un bandito… Non ricordo un granché; ricordo soltanto che Juma era una casa di reclusione con una triste fama per la durezza dei suoi carcerieri… direttore compreso.
Juma quindi, nella mia immaginazione, è una parola che evoca violenza, cattiveria, sangue, impiccagione ecc.
Adesso seguitemi con attenzione nello svolgimento dei fatti. Avendo saputo, casualmente, che la cagnolina-mamma della mia piccola e dolcissima Lola era in zona ho deciso di farle visita convinto che l’incontro tra le due cagnette – la mamma e la figlia – potesse essere d’utilità a entrambe: la mamma sarebbe stata felice di rivedere sua figlia e … viceversa.
Invece…
Le cose sono andate in modo difforme rispetto alle mie previsioni e ai miei desideri. Appena ci siamo presentati si è fatta avanti una cagnetta sovrappeso che ha iniziato subito ad abbaiare come una forsennata (sostenuta in questo da un’altra furiosa bestiola di buona taglia…).
Ho cercato di tacitare i due animali indirizzando loro parole gentili ma non c’è stato niente da fare. Continuavano a latrare indispettiti per la presenza della povera Lola… che, con gli occhi mesti e la coda fra le zampe, tremava impaurita.
Per fortuna è uscita la padrona che è riuscita ad allontanare il cane più grande e a calmare la mamma-cane chiamandola per nome: “Yuma, Yuma, stai brava… è venuta la tua piccolina a farti visita”.
A senire il nome della bestiola mi si è gelato il sangue…
E infatti Yuma mostrava i denti abbaiando furiosa… Al che sia io che la padrona della cagnolina abbiamo pensato che forse era il caso di rimandare l’incontro ad altro momento.
E così è stato. Siamo risaliti in macchina … io avvilito e la Lola distrutta psicologicamente al punto da abbandonarsi sul sedile posteriore dell’auto in preda a pseudo-conati di vomito.
Povera Lola! A scusante della mamma-cane aggiungo che Yuma mi sembrava cecuziente… forse non l’ha riconosciuta. Il prossimo incontro, su terreno neutro, andrà senz’altro meglio.
1263. IN CAMMINO – Tema della maturità
Fra i titoli – tutti molto interessanti – che sono stati proposti ai giovani quello che più mi è piaciuto è stato quello sul “rispetto”.
Ne avevo accennato ai giovani di quinta del Liceo cittadino (tutte le classi) parlando del GIUBILEO che, almeno nel significato biblico originario (cfr. Levitico), prevede uno speciale “rispetto” per le persone, per gli animali, per la natura…
Nell’anno giubilare infatti la Bibbia vuole che le discordie famigliari vengano sanate col perdono (concetto questo che prevede appunto il rispetto per gli altri e per le loro idee), che gli schiavi per debiti (ma anche per sconfitta militare) tornino liberi alla loro famiglia, che la natura (terra) non venga sfruttata ma lasciata incolta, che gli animali possano godere di un appropriato riposo quotidiano e di foraggio abbondante ecc.
Ma la vera novità, nonostante si tratti di testi antichi, sta nell’affermare, per bocca del profeta Isaia al capitolo 43, che l’uomo e la donna in quanto tali richiedono rispetto assoluto: “tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, dice il Signore”.
Il concetto biblico di rispetto va inteso in senso attivo e passivo.
Ogni essere umano deve “rispettarsi” (col riposo, l’aggiornamento, lo sport ecc.) ed essere rispettato (da chiunque… quindi anche dallo Stato che non può imporre con la legge la fine della vita (eutanasia, aborto, pena di morte) o, con la guerra, lo sterminio degli innocenti.
Chissà se i giovani avranno ricordato questi spunti così interessanti…