1262. IN CAMMINO – Fervono i lavori (2)

Dopo la chiesa di Roma Imperiale siamo passati a sistemare il Parco delle Canossiane.

La prima Messa festiva sarà Domenica 29 Giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, alle ore 19.00 ma il Parco sarà agibile per i fedeli da MARTEDI’ 24 GIUGNO festa di San Giovanni Battista, patrono di Firenze.

Da molti anni ormai affidiamo al Santo i nostri piccoli celebrando PER loro e CON loro la festa. È un momento bello che coinvolge anche i genitori, i nonni, le suore e i catechisti.

Lo scorso anno il maltempo ci impedì di festeggiare. Speriamo che quest’anno il tempo sia clemente e ci consenta sia la celebrazione sia la distribuzione dei gelati.

I palloncini non si possono più lanciare al cielo… pare che inquinino e quindi per non alimentare polemiche inutili non ci saranno… Pazienza!

Concludo ringrazando tutti coloro che stamani, con un caldo asfissiante, hanno provveduto alla sistemazione del palco e delle sedie.

Li ho portati da MICHE’ a mangiare qualcosina: avrebbero meritato un ristorante stellato e invece si sono accontentati di una trattoria da operai.

Davvero bravi! Grazie anche a tutta la brigata di Michè, anche loro sempre disponibili. Grazie.

1261. IN CAMMINO – San Ranieri

Sono in partenza per Pisa. Alle 11.00, in Duomo, parteciperò alla solenne celebrazione in onore di San Ranieri insieme con tanti confratelli e con l’Arcivescovo.

La festa di San Ranieri ci coinvoge anche come parrocchia perché, come sapete, la nostra chiesa è dedicata oltre che al martire Sant’Ermete anche a San Ranieri.

Sul frontone della vecchia chiesa, dove adesso teniamo lezioni di musica, c’è un’epigrafe che spiega appunto la doppia dedica anzi tripla… perchè la prima, come per tutte le chiese di questo mondo, è riservata al Signore (D.O.M.) poi segue quella a Sant’Ermete e infine quella a San Ranieri.

Il motivo di questo ultima dedica non lo conosco ma lo immagino e non credo d’essere troppo lontano dalla verità.

Quando la chiesetta venne aperta al culto (e siamo verso il 1780) i navicelli fortemarmini solcavano il mare mediterraneo per consegnare marmi e merci di tutti i tipi per conto dei ricchi mercanti della costa toscana (erano terzisti, per intenderci) e questo li rendeva in qualche modo “colleghi di lavoro” della famiglia del Santo che a suo tempo aveva avuto fondi commerciali  in Terra Santa e in altri porti del Nord Africa. Per questo il Granduca di Toscana chiese e ottenne dall’arcivescovo di Pisa che nel cartiglio marmoreo della dedicazione venisse nominato San Ranieri.

Scrivendo questo mi rendo conto di stiracchiare un bel po’ le notizie storiche visto che la famiglia pisana Scacceri operava già dai tempi delle repubbliche marinare quando Forte dei Marmi era soltanto bosco e palude però è anche vero che in tutti i quadri raffiguranti san Ranieri si intravvedono navicelli o simili.

Sia come sia la notizia della dedicazione della nostra chiesa al Santo Pisano è vera e quindi vi invito a pregarlo affidandogli il compito di proteggere il nostro paese e i nostri ospiti anche se la marineria è ormai scomparsa.

 

1260. IN CAMMINO – Fervono i lavori nella chiesa estiva

La chiesa estiva ci consente, fra celebrazioni ordinarie e straordinarie (matrimoni), di avvicinare moltissime persone e di questo dobbiamo ringraziare il Signore, i benefattori che ci hanno donato il terreno e i nostri predecessori, primo fra tutti don Janni e poi don Clemente e i tanti “cappellani” che nel frattempo si sono succeduti.

Una menzione speciale va riservata ai collaboratori che con tanto, tanto sacrificio lavorano per mantenerla godibile per tutti noi: senza il loro aiuto resterebbe chiusa!

Stamattina, di buon’ora, ero già sul posto per rassettare la sacrestia, preparare il necessario per le celebrazioni ormai imminenti… e per verificare lo stato del giardino.

Purtroppo una pianta, sembra un pioppo anche se è tutto avvolto dall’edera che ne impedisce la classificazione precisa, si è inclinata di molto verso l’abitazione retrostante… Bisognerebbe abbatterla e qui nasce il problema perché essendo la pianta ubicata sull’argine del fosso non possiamo intervenire perché l’argine è gestito dalla “bonifica”.

Lo scorso anno, se ricordate, siamo stati invitati a retrocedere di due/tre metri dal fosso e a impiantare la rete metallica di confine lasciando uno spazio operativo ai dipendenti della predetta bonifica in previsione dell’abbattimento di alcune piante e della pulitura del fosso dalle infestanti.

Cosa fare? Ovviamente avvisare con urgenza i responsabili della bonifica e lo faremo in giornata… Ma la bonifica interverrà? E quando interverrà?

Potremmo intervenire noi… sì, di notte e col rischio d’essere denunciati penalmente.

Tutto questo per dirvi quali e quanti problemi ci crea la chiesa di Roma imperiale… e quanto impegno richiede ai collaboratori che, di prima mattina pure loro erano sul posto per verificare la situazione.