Catechismo prima comunione 24

Oggi, CARI GENITORI, spiego ai bambini quello che è il “centro” della nostra fede cristiana: la “consacrazione” e la “comunione”. Io provo a spiegare la questione nel modo più semplice possibile anche se l’argomento è assai delicato.  Vi prego quindi di supplire, con le vostre parole, a una mia eventuale poca chiarezza. Alla fine della parte per i bimbi un accenno a due possibili domande poste dai bambini che, da sempre, ma oggi in particolare sono molto intelligenti e curiosi (com’è giusto che sia).

CARI RAGAZZI, dopo che avrete deposto sulla tavola dell’altare la vostra piccola ostia, io, che in quel momento rappresento Gesù, la raccolgo insieme con le altre e con la mia (che è più grande), e le consacro (le rendo sacre) ripetendo le Parole dette da Gesù nel corso dell’ultima cena: Questo è il mio corpo, questo è il mio Sangue.

Poi alzo la mia ostia perché tutti i presenti rivolgano uno sguardo e aggiungano una parola affettuosa a Gesù, presente in quell’ostia. Ora guarda con attenzione il filmato n° 1

Finalmente, dopo aver recitato il “Padre Nostro” scenderò dall’altare e vi deporrò sul palmo della mano la piccola ostia che, essendo stata consacrata, è il CORPO DI CRISTO. Voi, allora, risponderete AMEN, una parola ebraica che vuol dire: Sì, ci credo.

E, subito dopo, seduti e con gli occhietti chiusi parlerete a cuore aperto con Gesù   1) ringraziandolo del dono della comunione  2) chiedendogli che vi mantenga buoni e bravi  3) presentandogli -uno per uno- tutte le persone che amate. Ora guarda il filmato n°2 (da notare che i bimbi ricevono l’ostia santa sulle labbra perché allora non c’era l’epidemia)

Tornando a voi genitori.  Può darsi che i vostri bimbi vi facciano delle domande strane del tipo: (A) Don Piero è un mago che con le parole “abracadabra” fa schizzare fuori il coniglio dal cilindro?  Oppure, ancora più seria: (B) Ma l’ostia come fa a essere il corpo di Cristo dato che è pane sia prima che dopo la consacrazione?

Allora (A) don Piero non è un mago. Semplicemente presta la voce a Gesù che ripete quello che disse allora.   Quelle parole volevano e vogliono indicare anche oggi che il pane è il suo Corpo “spezzato” a martellate e il vino il suo Sangue “versato” sulla croce per addossarsi tutte le nostre cattiverie.   (B) L’ostia è farina sia prima che dopo. Però assume una “realtà” diversa da prima a dopo non in senso chimico-biologico bensì psicologico-filosofico. 

A domani!

p.s. Ringrazio il nostro giovane collaboratore Pietro Manetti, che in questi giorni ci aiuta a migliorare i video per renderli disponibili a tutti voi

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