CORONA VIRUS 23

Come passa il tempo! Sono già 23 giorni che la chiesa è deserta e 23 giorni che vi scrivo. Capisco che è poca cosa ma non ho altro da offrirvi. Vi prego di accettare queste poche note perché sono scritte col cuore ossia con tanto amore.

Ho iniziato la mattinata ricevendo due telefonate. Un’amica, mamma di due simpatiche gemelle, da Lucca, si informava della mia salute e una famiglia, da Bergamo per raccontarmi il dramma di quella città.

La prima telefonata mi procurato gioia. La seconda tanta tristezza nel sentire che quella bellissima città in cui abitano tantissimi nostri amici, incluse le nostre suore più anziane, è preda dell’epidemia. Vi invito a pregare per loro. Io, purtroppo, spreciso come sono, non ho i numeri di telefono di nessuno e quindi posso solo attendere che qualcuno mi chiami. Se voi invece ne avete fatemi il piacere di telefonargli, di dirgli che sono in ansia per loro, che si mettano in contatto con me, che leggano chiesadelforte.it per tenersi uniti. Lo stesso vale per gli amici di Milano, Piacenza, Cremona, Brescia e tanti altri paesi d’Italia.

Passando alla riflessione giornaliera un breve spunto per i coniugi. È chiaro che la convivenza forzata, sette giorni su sette, può determinare momenti di nervoso o quanto meno di ansia.

Cerchiamo di superarli. Un’urlata, una vociata o, come si dice a Pisa, un “abbaione” non vuol dire niente (la dizione pisana fa riferimento appunto al cane che abbaia ma non morde). Anzi, è segno di amore! In genere infatti ci arrabbiamo e alziamo la voce con coloro che amiamo maggiormente. Quando siamo “scapoli/nubili” con la mamma o con il papà: essendo i nostri genitori sappiamo che non faranno caso alle nostre sfuriate di nervosismo. Quando siamo sposati urliamo con il marito e con la moglie perché hanno preso nel nostro cuore il posto dei genitori e siamo certi che non daranno troppo peso alle nostre “alzate di ingegno”. Insomma: urlate, vociate, sfuriate, alzate di ingegno e abbaioni sono SEGNO D’AMORE. Cercate magari di farlo capire ai vostri figli che non si spaventino che altrimenti telefonano (di nascosto) al prete (don Piero) mettendola sul drammatico. E, per piacere, quando vi arrabbiate NON BESTEMMIATE se no l’epidemia non passa più!

Un abbraccio. Mi mancate tanto. + don Piero

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