Corona virus 45

Ieri mattina il prof. D’Avenia ha pubblicato sul Corriere della sera un commento magistrale al racconto evangelico dei discepoli di Emmaus. Immagino ricordiate l’episodio dei due discepoli che incontrano uno sconosciuto che poi scoprono essere Gesù nel momento in cui spezza il pane… Conoscete benissimo anche il canto che ricorda quell’incontro: Resta con noi, non ci lasciar la notte mai più scenderà… Dicevo dunque che il commento del professore è davvero bello, addirittura commovente. Me lo sono letto, con piacere, gustandolo fino all’ultima riga.

Omette però un particolare che, a mio parere, è importante per la vita della Chiesa, intesa come comunità cristiana, in questo particolare momento storico. Le polemiche sono all’ordine del giorno, purtroppo. Anche Papa Francesco, osannato all’inizio del suo pontificato, viene oggi guardato con sospetto e sono moltissimi coloro che si permettono di dissentire, anche in modo sguaiato, rispetto al suo magistero. Mi piacerebbe dunque scrivere qualcosa sul tema a partire proprio dall’episodio dei discepoli di Emmaus.

Dice il racconto che, riconosciuto Gesù, i due discepoli corsero a Gerusalemme per dare l’annuncio della risurrezione agli altri amici. Vi faccio notare che intanto era notte e poi non era una passeggiata tornare in città da Emmaus. Continua il Vangelo raccontando che, entrati nel cenacolo per annunciare la novità, non fecero in tempo nemmeno a cominciare il discorso perché gli altri discepoli gli spiegarono che Gesù si era già mostrato a Simon Pietro… Voi come avreste reagito? Sareste rimasti delusi o no? Il Vangelo non dice niente ma io penso che nel loro cuore, insieme con tanta gioia, ci sia stata un po’ di delusione per non essere stati nemmeno ascoltati e un’ombra di gelosia nei confronti di Pietro e degli altri amici.

Ho lavorato di fantasia, come si suol dire. Ma quello che succede oggi, la critica nei confronti del Papa, non è fantasia. È realtà! Tanti, probabilmente perché non si sentono ascoltati, parlano e sparlano senza ritegno. Non solo i vescovi ma anche i preti, le suore, i laici. Tutti si sentono protagonisti. E la Chiesa ne soffre. Ma com’è che si è creata questa situazione e come si potrebbe risolvere? Proverò a scriverne nei prossimi giorni.

 

 

 

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