PASSIONE PER IL SAPERE

Insegnante di religione, imprenditore, musicista, esperto di erbe alimentari: varie sono le competenze professionali e gli interessi di Fabrizio Lari, conosciuto e apprezzato per il suo impegno in favore della divulgazione della cultura. È attivo in diverse associazioni del territorio, è legato alle tradizioni e ha affrontato gli impegni della vita sempre con fede.

di SILVIA CECCHI

Esperto di musica, intenditore di erbe alimentari, attivo in numerose associazioni del territorio dedite alla valorizzazione delle tradizioni, al servizio dei cittadini e alla divulgazione della cultura: Fabrizio Lari da sempre coltiva un mondo di interessi, che ha approfondito per propria curiosità. Nonostante il poco tempo libero a disposizione (da giovane per motivi di studio e poi di lavoro) ha sviluppato una serie di competenze che lo rendono una persona stimata in più ambiti.

È membro della banda “La Marinara” di Forte dei Marmi. Anni fa il presidente del complesso, Renato Binelli, lo chiamò per dirigere il gruppo, essendo venuto a mancare il maestro Leonildo Viti, dato che aveva le competenze per farlo. Aveva infatti frequentato corsi di direzione specifici in Umbria, oltre a portare avanti la formazione continua necessaria. Ha guidato “La Marinara” fino al subentro dell’attuale maestro Andrea Belluomini, dopodiché è passato a far parte della medesima squadra dei musicisti, suonando il flicorno tenore (un tipo specifico di trombone). L’associazione musicale è composta da una sessantina di elementi, fra ragazzi e adulti, ed è protagonista sul territorio in occasione di ricorrenze storiche, manifestazioni tradizionali e altri eventi. “Negli ultimi vent’anni il concetto di banda si è trasformato”, commenta Lari. “Consiste in un bene musicale e sociale sempre più qualificato. Il complesso di Forte dei Marmi è cresciuto molto, si avvale di un programma di formazione di alto livello e offre un servizio professionale, anche se si esprime in attività di volontariato. La banda costituisce un’opportunità di crescita per i giovani e gli amanti della musica in genere”.

In quest’ottica “La Marinara” dispone di una scuola di musica, istituita e condotta dalla stessa banda. È gratuita per ragazzi e adulti, inoltre provvede a fornire lo strumento per fare pratica nei locali del gruppo a Vittoria Apuana. I corsi in questione sono tenuti da musicisti diplomati/professionisti. L’associazione bandistica promuove l’attività formativa presentandola agli allievi degli istituti scolastici del territorio in accordo con i dirigenti e gli insegnanti degli stessi. A questo si aggiungono giornate di studio intenso per i medesimi membri della banda e per eventuali bandisti esterni, tenute da professionisti di fama, come ad esempio Fulvio Creux, Massimo Folli, Donald Furlano, proprio allo scopo di rendere sempre più qualificata la prestazione dei musicisti.

L’altra grande passione di Lari è la fitoalimurgia, ovvero la conoscenza dell’uso delle erbe (soprattutto spontanee) a scopo alimentare. Storicamente queste hanno rappresentato una fonte di nutrizione in tempi di carestie e guerre, oltre ad avere delle potenzialità curative. Nel recente passato era consuetudine di molte persone andare per erbe e oggi c’è un rinnovato interesse verso le proprietà di questi vegetali.

Fabrizio alle superiori ha frequentato l’istituto agrario di Pescia ed è rimasto in contatto con lo stesso tramite l’associazione ex allievi, di cui è presidente. Il gruppo organizza, fra le altre cose, giornate e corsi dedicati alla conoscenza, alla ricerca e all’uso di queste erbe. L’iniziativa è rivolta a tutti gli interessati, fra cui si segnalano molti giovani. “Assistiamo a un diffuso desiderio di riscoprire, mantenere e approfondire le tradizioni e gli usi che arrivano dal passato. I saperi di una volta, le conoscenze che derivano dalle esperienze vissute in altri tempi e tramandate fino a oggi costituiscono un motivo di interesse pubblico superiore a quanto di possa supporre”.

A proposito di tradizioni, Lari partecipa all’associazione “Per Sant’Anna”, che promuove iniziative culturali, divulgative e ricreative nell’ambito del territorio di Sant’Anna di Stazzema, dove sono operative numerose altre associazioni tutte dedite alla custodia della memoria e alla promozione della pace. “Non ho un ruolo preciso, però mi adopero per dare una mano al paese, collaborando alla realizzazione delle attività che lo animano”.

Fabrizio è originario di Capezzano Pianore, nel comune di Camaiore, dove tuttora risiede. La sua vita è stata segnata in particolare dalla morte prematura del padre in un incidente stradale. Da allora sua mamma si è dedicata anima e corpo al mantenimento del figlio, lavorando senza sosta come sarta per consentirgli una formazione e un futuro professionale. “Dopo l’istituto agrario – ci racconta – mi iscrissi alla facoltà di medicina che frequentai per quattro anni. Fu un azzardo perché era troppo lunga e mia madre sicuramente tirò un sospiro di sollievo quando la lasciai per iniziare a lavorare, portando lo stipendio a casa. Non mi ha fatto mai mancare nulla, ma certamente fin dove era possibile”. Mentre frequentava medicina, Fabrizio si era iscritto anche alla scuola di formazione teologica per laici della diocesi di Lucca. “Le lezioni si tenevano principalmente nel fine settimana quindi riuscivo a parteciparvi. Ho seguito il corso per puro interesse personale, perché desideravo approfondire gli argomenti complessi che si affrontano nel proprio percorso di fede. La mia famiglia è sempre stata religiosa e io sono sempre stato credente e praticante”.

Al termine dell’iter formativo gli è stato proposto, secondo le specifiche procedure previste, di ricoprire l’incarico di insegnante di religione alla scuola media di Capezzano Pianore. “È stata una piacevole sorpresa scoprire che il corso poteva dare accesso all’insegnamento. Non lo avevo neanche previsto. Dunque decisi di accettare e di iniziare a lavorare”. Lari ha insegnato per otto anni nel periodo degli anni Ottanta: “È stata un’esperienza molto bella. Ancora oggi quando mi incontrano gli studenti di allora, ormai adulti, mi salutano con affetto. Nello svolgimento di questa attività mi è stata certamente di aiuto la mia esperienza di insegnante di catechismo, motivo per il quale ero abituato a stare con i ragazzi. Poi, quello che sarò riuscito a trasmettere loro, se solo l’insegnamento o anche la fede, non lo so. Però si era instaurato un buon rapporto con tutti ”.

Durante quegli anni Lari aveva contemporaneamente avviato un’attività di catering e noleggio di attrezzatura per ristorazione insieme a un socio. L’impresa è andata sempre più sviluppandosi, per cui si è reso necessario lasciare l’insegnamento per seguire a tempo pieno questa occupazione. “Abbiamo iniziato da zero e abbiamo lavorato tanto per far crescere l’impresa. Quando si parte dal nulla bisogna lavorare così”. L’imprenditore ha lasciato l’attività nel 2012, rilevata e portata avanti dal suo storico socio. “Ho deciso di fermarmi perché il tempo fugge e la vita passa. Nutrivo il desiderio di avere del tempo da dedicare alle mie curiosità e ai miei interessi”.

Lari è molto attivo anche nel suo territorio di Capezzano Pianore. È stato presidente della Misericordia e dell’associazione donatori di sangue locali, cui tuttora partecipa. Suona da quando era bambino nella banda del suo paese. Ha iniziato praticando il sassofono lasciato da suo padre per passare poi al flicorno per esigenze del gruppo musicale. La sua famiglia è stata fin dalle origini parte attiva della banda. “La Misericordia, la parrocchia, la banda sono un tutt’uno col paese”, racconta Lari. “In questo contesto la figura del sacerdote è sempre stata fondamentale. Io sono cresciuto con l’esempio di don Giovanni Sorbi, parroco di Capezzano Pianore, uomo di grande valore. È stata una figura importante per me e per molti altri professionisti, che ne serbano vivo il ricordo”.

In parrocchia tuttora c’è un gruppo di amici di allora, che frequentano l’ambiente e che sono in contatto tra loro. Insieme condividono anche dei momenti di preghiera, quando gli impegni lo rendono possibile. “Don Giovanni ci ha insegnato a vivere la fede nella concretezza delle attività di ogni giorno”, dice Lari. “Ci ha aiutato a essere sereni e a vivere eventuali sbagli non come drammi insuperabili. Ha saputo farci capire che sulla croce Gesù si è sì sacrificato, ma soprattutto si è donato per noi. E questo cambia tutto. Gesù è accoglienza e amore. Questo ci è stato sempre di sostegno. Nella quotidianità non possiamo vivere in modo ritirato, dedicandoci solo alla meditazione. Possiamo però lavorare e impegnarci nel mondo concreto avendo come riferimento la preghiera”.

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