GIUBILEO DELLA MISERICORDIA A S.ANNA DI STAZZEMA (2)

 

Giubileo S.Anna 2In una cornice di folla raccolta e devota si è tenuto il previsto appuntamento giubilare di mezza estate. Fra i presenti, assai numerosi, il Sindaco di Stazzema con gli altri Sindaci della Versilia storica, le Autorità militari, le Associazioni locali di volontariato ma soprattutto la gente di Sant’Anna, gente di oggi e di ieri, saliti alla chiesa per festeggiare la Patrona e particolarmente felici per avere l’onore di essere stati scelti per dare la possibilità alle persone della montagna di lucrare l’indulgenza giubilare.

I sacerdoti del Vicariato e in particolare don Danilo D’Angiolo che sostituisce il Parroco titolare don Marco Marchetti erano presenti con notevole anticipo per raccogliere le confessioni dei penitenti e per distribuire gli incarichi ai rappresentanti delle varie comunità parrocchiali.

Alle 10.30 precise l’Arcivescovo ha dato inizio alla celebrazione con il rito dell’aspersione dell’acqua santa spiegando al contempo il significato del Giubileo. Ha preso forma allora un lungo corteo che ha salito la montagna commentando, in un clima di grande emozione, le stazioni della Via Crucis (vedi in calce al presente articolo) alla luce del tragico evento dell’eccidio.

Giubileo S.Anna 3

L’emozione ha toccato il culmine quando abbiamo raggiunto la sommità: allora, dapprima in silenzio e poi cantando a piena voce il gioioso alleluja liturgico, abbiamo seguito il Pastore della Diocesi, Mons. Benotto, attraversando una porta santa assai originale perché fiorita con i fiori tipici della montagna.

Giubileo S.Anna 1

Ha fatto seguito la celebrazione eucaristica in cui oltre al ringraziamento al Signore per il dono dell’indulgenza c’è stato spazio per riflettere sul significato del perdono cristiano e per invocare l’intercessione dei santi Martiri di sant’Anna a favore della pace in questo momento storico di grande travaglio.

Alla fine della celebrazione i ringraziamenti, doverosi, ai paesani, alle Autorità civili e militari di Stazzema e della Versilia, ai volontari che hanno gestito l’aspetto logistico della manifestazione e a tutti i presenti.

Non sono mancate lacrime sincere di gioia per questo appuntamento giustamente avvertito come vero e proprio “evento” per il paese e per tutta la Versilia.

VIA CRUCIS AL SACRARIO DI SANT’ANNA DI STAZZEMA

Giubileo S.Anna 5

PRIMA STAZIONE – GESÙ È CONDANNATO A MORTE

Gesù è condannato a morte pur essendo innocente. Nessuno ha levato la voce per difenderlo, nessuno ha avuto il coraggio di esporsi per salvarlo da una morte crudele. Anche qui, a Sant’Anna tanti innocenti sono stati condannati e uccisi: bambini, donne, anziani senza alcuna colpa se non quella di essere italiani. Un odio insensato ha sconvolto la mente dei carnefici che non hanno avuto ritegno a sporcarsi le mani di sangue. Anche se la storia poi condanna simili efferatezze la crudeltà continua a colpire gli innocenti. Per loro e con loro iniziamo questa Via Crucis di penitenza.

SECONDA STAZIONE – GESÙ È CARICATO DELLA CROCE

Ciò che più ci colpisce nel racconto del martirio di Sant’Anna è la dignità con la quale quelle povere creature affrontarono la loro croce di dolore. Tutte le croci, anche le più lievi, fanno soffrire terribilmente. Talvolta la nostra dignità di uomini e di cristiani viene a mancare, schiacciati dal dolore. Chiediamo al Signore che ci resti sempre vicino.

TERZA STAZIONE – GESÙ CADE UNA PRIMA VOLTA

Quali sono le nostre croci? Intanto ci sono le croci fisiche, quelle date dalla fragilità della natura umana. Quando la sofferenza fisica bussa alla nostra porta siamo preda dello sconforto e non riusciamo a guardare oltre. Il Signore sia vicino a tutti coloro che schiacciati dalla sofferenza aspettano con ansia il lenimento del dolore e la guarigione fisica. E sia vicino anche a coloro che con professionalità e umanità curano gli ammalati.

QUARTA STAZIONE – GESÙ INCONTRA SUA MADRE

La Versilia da sempre onora la Madonna come patrona delle popolazioni della montagna e del mare. Le generazioni precedenti alla nostra hanno lasciato dei segni meravigliosi di questa devozione. Può darsi che oggi, cambiati i tempi, anche la devozione sia sfumata. L’esperienza di tutti i giorni però ci dice che nei momenti di prova la mente e il cuore si rivolgono a Maria, madre della Chiesa e quindi di tutti noi. Anche allora, in prossimità della morte, la comunità di Sant’Anna raccolta con il suo pastore nella piccola chiesa invocò la protezione di Maria e subì il martirio col nome di Maria sulle labbra.

QUINTA STAZIONE – SIMONE DI CIRENE AIUTA GESÙ A PORTARE LA CROCE

Possiamo definire Simone un misericordioso involontario. Lui andava per la sua via, verso casa; probabilmente si fermò sul ciglio della strada per far passare il triste corteo, e i soldati lo costrinsero a dividere un pezzo di strada con il Signore, a condividere il pesante fardello… Forse Simone non avrebbe voluto, poi però dette un’occhiata allo sconosciuto sanguinante e sfinito e ne ebbe pietà… Si sistemò sulle spalle il peso dell’altro e lo accompagnò fino al patibolo. Poi non sappiamo se rimase o se riprese il cammino. Di certo sappiamo che si è caricato sulle spalle la croce di un fratello.

SESTA STAZIONE- UNA DONNA ASCIUGA IL VOLTO DI GESÙ

Le nostre lacrime nell’otre tuo raccogli: queste parole del Salmo le ripetiamo di settimana in settimana nella liturgia delle ore. Siamo così abituati a pronunciarle che non ci facciamo più caso. Sono parole importanti perché ci fanno capire che i nostri dolori, le nostre invocazioni non restano inascoltate e anche le nostre lacrime vengono raccolte, i nostri volti bagnati vengono asciugati dalla mano misericordiosa del Signore.

SETTIMA STAZIONE -GESÙ CADE UNA SECONDA VOLTA

Oltre le sofferenze fisiche ci sono quelle psicologiche: le sofferenze determinate dall’abbandono e dal tradimento. In certi momenti ci sentiamo terribilmente soli, senza alcun conforto se non quello dato dalla vicinanza di Dio. Le domande affollano la mente, i perché si sprecano ma le risposte mancano. La cattiveria è un vero mistero, anzi il mistero essendo apparentemente inconcepibile che un essere umano si rivolti contro l’altro, innocente e inerme. Anche ai nostri giorni la drammatica storia di Sant’Anna è tornata d’attualità con innumerevoli persone in ogni parte del mondo costrette a subire violenze e soprusi senza un perché.

OTTAVA STAZIONE – GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME

Le donne di Sant’Anna hanno dato un esempio incredibile di fortezza d’animo e di coraggio: per niente intimorite dalle minacce e dalle percosse hanno difeso finché hanno potuto i loro bambini, offrendo la vita per loro. I nomi di queste donne coraggiose sono scritti nel Cielo e sono di monito e di insegnamento per le donne di oggi alle prese con i problemi educativi dei loro figli.  Altri personaggi crudeli infatti sono spuntati a minacciare la vita dei giovani, basti pensare al dramma della droga.

NONA STAZIONE – GESÙ CADE UNA TERZA VOLTA

Oltre le croci fisiche e psicologiche ci sono quelle spirituali. Di fronte al dolore soprattutto al dolore innocente viene da chiedersi: ma perché Dio lo permette? In questo caso, perché Dio ha permesso che queste povere persone venissero sterminate? La risposta, anche se conosciuta, non ci soddisfa appieno: ci sembra infatti impossibile che il male possa prevalere sul bene. Ci è di conforto però sapere e sapere con certezza che il Signore Gesù, vittima innocente, è vicino a chi  viene ingiustamente colpito.

DECIMA STAZIONE- GESÙ È SPOGLIATO DELLE SUE VESTI

Tutto ciò che appare è destinato a passare. Tutto scorre via e resta solo l’essenziale. Gesù viene spogliato di tutto, delle vesti e della dignità e resta solo e nudo di fronte ai suoi carnefici. Questa nudità rivela la grandezza del suo amore pronto a dare tutto per noi. Non ci chiede niente in cambio del suo sacrificio. Ma proprio questo silenzio ci sollecita a ricambiare il suo amore con il nostro amore e con la nostra tenerezza.

UNDICESIMA STAZIONE – GESÙ È INCHIODATO ALLA CROCE

Le mani inchiodate di Gesù non possono più fare niente. Saranno dunque le nostre mani ad asciugare le lacrime dei fratelli sofferenti, ad accarezzare chi è stato vinto dalla vita, a sollevare chi è caduto. E quando anche le nostre mani saranno inchiodate dall’ anzianità  o dalla malattia altre mani, più giovani, prenderanno il nostro posto e saranno ancora una volta le stesse mani di Gesù. Da secoli ormai le mani inchiodate di Gesù continuano il loro servizio attraverso le mani dei suoi discepoli.

DODICESIMA STAZIONE – GESÙ MUORE SULLA CROCE

PREGHIAMO IN SILENZIO AIUTATI DALLA MEMORIA DEI MARTIRI DI SANT’ANNA CHE HANNO PORTATO LA STESSA CROCE DI GESÙ

TREDICESIMA STAZIONE – GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE

Un gesto di compassione semplice, tardivo ma ugualmente bello e importante quello di Giuseppe che raccoglie il corpo di Gesù per deporlo nel sepolcro. È vero che non sempre siamo pronti, come sarebbe necessario e anzi doveroso, a compiere il nostro dovere di seguaci di Cristo. Anche allora coloro che, travolti dagli eventi imprevisti e improvvisi, non ebbero la forza per difendere i poveri innocenti di Sant’Anna,  la trovarono poi per raccogliere i poveri resti, per edificare un memoriale atto a mantenerne il ricordo per le generazioni future quale monito a vincere l’odio e a praticare la bontà.

QUATTORDICESIMA STAZIONE – GESÙ È POSTO NEL SEPOLCRO

L’attesa nel sepolcro è durata appena tre giorni: poi è sbocciata la vita nella risurrezione del Signore. Anche a Sant’Anna dopo la morte è fiorita la vita e non solo la vita del cielo ma anche quella terrena. Qui a Sant’Anna infatti  i due presidenti della repubblica d’Italia e di Germania si sono pubblicamente abbracciati scambiandosi il perdono; qui salgono molti giovani ad ascoltare la parola di pace dei testimoni dell’eccidio e qui siamo saliti anche noi, oggi, a chiedere perdono al Signore e a invocare la sua divina misericordia.

Voglia il Signore accogliere benevolmente il nostro devoto passaggio attraverso la porta santa e concederci, per i meriti di Gesù Cristo e dei santi martiri, l’indulgenza per i nostri peccati.

 

 

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