1004. IN CAMMINO – don Milani

Sapevo che i giovani liceali avevano in cantiere una ricerca su don Milani ma per un disguido o meglio a causa di una comunicazione errata ritenevo che non avessero fatto di niente.

E invece i giovani della Terza “A” non solo sono riusciti a mettere insieme un buon lavoro ma anche a presentarlo nella sede del Fortino.

Avendolo saputo solo all’ultimo momento sono riuscito a dedicare loro appena qualche minuto ma è stato sufficiente per apprezzare e … programmare, con l’aiuto delle professoresse, un doveroso riconoscimento approfittando della festa di sant’Ermete del 28 Agosto p.v.

Prima di mettere in rete pochi secondi del filmato realizzato ieri con i giovani studenti mi piace riferirmi alla testimonianza su don Milani resa da  Mons. Benvenuto Matteucci, il Vescovo della mia ordinazione sacerdotale di 50 anni or sono.

Pure lui, come don Milani, era stato “punito” e relegato in montagna: don Milani a Barbiana e don Benvenuto a Poggio alla Malva. I due paesi, distanti in linea d’aria pochi chilometri, erano posti in vetta a due collinette sull’ Appennino una di fronte all’altra.

Entrambi giovanissimi e coltissimi si erano dedicati anima e corpo allo studio e alla promozione umana delle persone lo affidate. Entrambi non si erano perduti in lagne ma avevano colto, nell’allontanamento, un segno della volontà di Dio affidandosi quindi completamente a Lui .

E avevano avuto ragione in questa scelta. Don Benvenuto era stato “riabilitato” in vita e nominato addirittura Vescovo; don Lorenzo invece in morte ma onorato da tutti, perfino dal Papa!

Così vanno le cose di questo mondo…

Adesso godetevi qualche spezzone del filmato realizzato ieri. Nel caso ci siano sviluppi interessanti dell’iniziativa ve ne farò partecipi.

1003. IN CAMMINO – Festa del sacro Cuore

Sono arrivato a casa da pochi minuti e già mi attendono in chiesa per la confessione e altro. È un giorno importante e quindi in molti sono già presenti per partecipare alla Messa e alla Comunione di riparazione.

Anche noi sacerdoti, questa mattina al Calambrone, ci siamo riuniti per una riflessione, l’adorazione eucaristica e la Messa. Abbiamo celebrato la giornata per la nostra santificazione.

Noi, prima degli altri, abbiamo bisogno di santificarci. Non solo siamo pochi ma abbiamo anche perduto lo smalto dei nostri precedecessori al punto che, per la maggioranza delle persone, non siamo più testimoni credibili.

Per fortuna la grazia del Singore supplisce alle nostre debolezze e fa sì che spuntino germogli di santità nelle nostre comunità parrocchiali, nei nostri monasteri e nei nostri seminari.

È per questo motivo che, nonostante tutto, le nostre chiese continuano ad avere un sacerdote e le nostre parrocchie un parroco.

Stamani appunto osservavo come il Signore continui a darci sacerdoti (e suore). Vengono per lo più dai luoghi detti di missione ma sono preti preparatissimi e davvero encomiabili per il sacrificio che fanno lasciando la loro terra per servirci.

Stamani avevo a fianco a tavola il caro don Achille: anche lui viene dalla Tanzania e serve la nostra Diocesi da anni. Questo impegno pastorale non gli ha impedito di laurearsi anche in ingegneria informatica in vista di un futuro impegno nella sua Diocesi africana. È chiaro che non potrà restare per sempre a Pisa ma ha servito e serve con amore la nostra Diocesi senza chiedere niente in cambio se non l’affetto dei suoi parrocchiani.

E come lui tanti altri… davvero cari e bravi! Che il Signore li ricompensi!