1007. IN CAMMINO – Sant’Antonio di Padova e le prediche

I gigli di Sant’Antonio sono arrivati. Non ho capito chi li ha donati (lo chiederò stasera…) ma fin d’ora lo/la ringrazio. Sono stati posti sotto la statua del Santo in bella mostra con le candeline votive a lato. Spero che stasera ci sia un bel numero di devoti in modo da fare una celebrazione decorosa.

Ma perché questo titolo curioso?

Sant’Antonio, come sapete, era un predicatore eccezionale: incantava il pubblico sia che parlasse in chiesa dal pulpito che in privato con i suoi confratelli. Non a caso la reliquia più importante è quella della lingua che si conserva a Padova ed è oggetto di venerazione per i tanti fedeli – inclusi preti e vescovi – che vengono a chiedere il dono della “lingua” per poter meglio annunciare il vangelo.

Talvolta, predicando, si dilungava al punto da intrattenere i presenti per ore ma nessuno si lamentava anzi lo incoraggiavano a proseguire ancora.

Le prediche, allora, non si tenevano durante la Messa ma in altro momento; per di più, pur riferendosi al vangelo, erano molto discorsive (con aneddoti ed esempi di vita corrente) e questo spiega l’interesse e l’attenzione dei presenti.

Oggi invece la predicazione si tiene soltanto durante la Messa a commento delle pagine bibliche suggerite dalla liturgia del giorno. E i commenti si ripetono di anno in anno anche se il Lezionario è diviso in tre anni uno successivo all’altro. Questo vuol dire che le prediche sono sempre le stesse.

A questo va aggiunto il tono “oratorio” di chi spiega quasi si trattasse di una recita a memoria.

Il risultato è che i fedeli si stancano facilmente e dimostrano scarso interesse per quanto viene proposto lamentandosi in vari modi (talvolta anche platealmente picchiettando sul quadrante dell’orologio e facendo il segno della forbice…)

PAPA FRANCESCO quindi ha suggerito a noi sacedoti di limitarci la predica a otto minuti!  Tutti i giornali hanno riportato la notizia e i nostri fedeli, anche quelli più vicini, ce lo hanno fatto subito notare… dal che ne deduco che anch’io dovrò prestare maggiore attenzione all’orologio!

Solo che in otto minuti si dice davvero poco… Non mi resta che  raccomandarmi a Sant’Antonio perché mi dia una “lingua” come la sua.

1006. IN CAMMINO – Famiglia Folonari

In attesa di raccontarvi com’è andata con i gigli vi scrivo qualcosa a proposito della famiglia Folonari.

Sono parroco di Forte dei Marmi dal 28 Novembre 1996… Ne sono passati di anni, vero? Bene, nel momento del passaggio delle consegne il mio predecessore, mons. Sabucco di v.m., mi mise al corrente di una donazione a favore della nostra chiesa di un terreno sito in Via Nizza da parte della famiglia Folonari.

Mi spiegò che non era riuscito ad arrivare al fondo della pratica per ostacoli frapposti dalla Curia. Verificate le carte e rimossi gli ostacoli il terreno venne venduto e riuscii a ottenere un terzo del ricavato.

Riconoscente alla famiglia Folonari iniziai subito, e sono andato avanti per 15 anni, a ricordare all’altare i defunti della famiglia in questione senza conoscere però il nome prerciso del donatore: nelle carte in possesso di Mons. Sabucco, ormai ingiallite, si accennava soltanto alla “famiglia” Folonari di Brescia.

Questa mattina, scorrendo la lunga intervista rilasciata dal dott. Ambrogio Folonari al Corriere, ho scoperto finalmente il nome del benefattore: Italo Folonari, papà di Nino e nonno di Ambrogio!

Da questo mese quindi, riprenderò la celebrazione in sua memoria ogni giorno 16 del mese sperando prima o poi, di scoprire anche il nome della consorte.

1005. IN CAMMINO – I gigli…

I gigli di Sant’ Antonio sono già sfioriti! E ora come facciamo? La tradizione vuole che la statua sel Santi Patrono sia ornata con i gigli ma se i gigli non ci sono come possiamo rimediare?

Al momento non ho idee ma spero fra oggi ed domani di risolvere il problema. Domani infatti andrò al paese dalle mie suore e spero di poter recuperare almeno qualche fiore. Sono suore “Antoniane” e quindi devotissime del Santo. Spero tanto che mi possano accontentare. In caso contrario ornerò la statua con qualche altro fiore e con delle candele profumate.

In paese, da sempre, c’è tanta devozione nei confronti del Santo. In alcuni casi rasenta la superstizione come quando, ad esempio, viene invocato per trovare moglie o chiavi perdute e simili.  Però – mi confesso – anch’io talvolta l’ho invocato allo scopo… ovviamente non per trovare moglie ma per ritrovare oggetti smarriti. E devo dire che la preghiera è sempre stata esaudita!

Sono legatissimo alle Suore Antoniane che mi hanno visto piccolissimo allievo alla scuola materna, poi alunno della scuola parrocchiale di catechismo, poi ancora Vicario del Piano di Pisa e infine commensale in tantissime occasioni insieme col mio babbo quando la mamma morì.

Come posso dimenticarle?

Al momento Suor Bertilla, una delle Suore dell’istituto antoniano del paese, è stata nominata Madre Generale… Mi scrive spesso invitandomi a pregare per loro. Io faccio lo stesso con lei che è tanto cara e buona.

Domani pomeriggio vi scriverò a proposito dei gigli e anche per proporvi una preghiera dedicata al santo.