923. IN CAMMINO – Ritiro Spirituale

Questa mattina è venuto padre Enrico per predicarci il ritiro di Quaresima.

Eravamo 12 sacerdoti e tre diaconi a partecipare all’incontro che si è tenuto alla casa di spiritualità della Diocesi di Pisa alla Rocca di Pietrasanta.

Padre Enrico è l’esorcista della Diocesi di Massa-Carrara da una ventina d’anni. Prima di allora esercitava lo stesso servizio nella Diocesi di Verona. È una vocazione”adulta” come si suol dire cioè è diventato prete dopo aver lavorato da ingegnere per circa dieci anni.

Ha commentato alcuni passi del Vangelo fra questi il passo in cui una povera vedova chiede al giudice avere giustizia dal suo “avversario” e quello in cui Gesù ci invita a pregare per essere liberato dal “Male”.

Come avete già intuito il discorso ha riguardato la necessità di invocare – nella preghiera – la protezione del Signore dalle insidie del demonio che studia in tutti i modi di allontanarci da Lui.

Nella mia “carriera” di sacerdote ho partecipato a molti ritiri spirituali ma mai come stamani avevo avvertito nei confratelli tanta attenzione e partecipazione alla riflessione.

Sarà che in questi ultimissimi giorni abbiamo ascoltato alla televisione di eventi delittuosi che hanno coinvolto sedicenti esorcisti o forse per altri motivi ma davvero l’attenzione era palpabile.

Fra i particolari che mi hanno colpito quello che segnala, a fronte di circa 300 esorcisti riconosciuti dalla Chiesa, la presenza di ben trecentomila guaritori/sedicenti esorcisti/fattucchiere ecc.

Siamo letteralmente circondati da invasati che pretendono d’essere quello che non potranno mai essere in quanto vittime loro stessi – forse inconsapevoli – dell’inganno del demonio.

Anche noi sacerdoti dobbiamo essere molto attenti a non fare quello che non ci è consentito di fare per evitare errori clamorosi! L’esorcista, per essere tale, deve essere abilitato dal Vescovo e “lavorare” sempre d’intesa col medico. Questo non per escludere qualcuno ma proprio per rispetto al servizio, delicatissimo.

 

922. IN CAMMINO – Mercoledì delle ceneri

Oggi, Mercoledì delle ceneri e inizio della Quaresima, siamo inviati a fare digiuno e astinenza dalla carne!

Oggi però è anche la festa di San Valentino e quindi sarà molto complicato conciliare le due ricorrenze… Entrambe sono occasioni importanti ma tra loro inconciliabili.

Domenica ne ho parlato e oggi torno a suggerirvi una soluzione.

Ho suggerito di fare “cinque e cinque” come dicono a Livorno e cioè mezza giornata di digiuno e mezza di festa.

È ovvio che andare al ristorante per festeggiare san Valentino e poi assaggiare soltanto due foglie di insalata e un po’ di pane secco non sarebbe il massimo… anzi si rischierebbe di perdere il fidanzato (o la fidanzata).

Però anche ingozzarsi di salsicce e bistecche e poi chinare il capo per ricevere la cenere non sarebbe molto giusto.

Quindi proviamo a fare così: oggi “saltiamo il pasto”, nel pomeriggio passiamo di chiesa a ricevere la cenere e stasera facciamo festa con  il/la moroso/morosa… ovviamente per chi ce l’ha!

921. IN CAMMINO – Messa in maschera

Fin dal mezzogiorno sono comparse le prime mascherine: bambinette vestite da fatine e maschietti arrangiati da maghetti. Stavano andando felici verso il centro, per mano ai genitori felici pure loro.

È il martedì di carnevale ed è giusto che piccoli e grandi riescano a sollevarsi il morale facendo un po’ di festa: innocente per i primi, articolata (e talvolta eccessiva) per gli altri.

Non siamo ai livelli del Carnevale di Rio ma certo viene riconosciuto un notevole spazio sociale anche al Carnevale di Viareggio – bellissimo – e alle feste in maschera dei rioni e dei paesi di zona.

C’è qualche iniziativa carnevalesca anche in chiesa? Certamente!

La stragrande maggioranza dei partecipanti alla sacre funzioni sono tutti mascherati…

Da vecchi!

E la maschera, identica un po’per tutti, è gratuita:

Gli uomini si presentano spelacchiati in testa, con guance scavate e occhi infossati, con passo cadente e qualcuno addirittura con il bastone da passeggio.

Le signore invece “stirate” a dovere in faccia dal chirurgo plastico  e con i capelli alla moda ma con evidenti segni di anzianità nel portamento ecc.

Anche il prete, quindi chi vi scrive, non fa eccezione: la sua maschera lo vede incurvato nelle spalle e con una larga “chierica” in testa pur continuando a ostentare una giovinezza incredibile! Bei tempi quando al Liceo scientifico di Cascina (ero un giovane insegnante sulla trentina..) mi travestivo da Zorro con tanto di spadone, mantello e cappellino in testa! Sprizzavi gioia da tutti i pori. Oggi invece faccio fatica a mantenere il sorriso.

Cari giovani che leggete… non vi fate soverchie illusioni che prima o poi indosserete anche voi la stessa maschera. Per il momento però pensate a divertirvi com’è giusto che sia. Magari non esagerate con le volgarità che stanno male sempre, anche per carnevale.