904. IN CAMMINO – nuovo cartello

Come forse avrete già notato all’ingresso della chiesa è presente un cartello in lingua russa. I caratteri cirillici, poco noti, precludono alla maggior parte dei curiosi di sapere cosa c’è scritto.

Quindi, per evitare di finire ancora una volta sul giornale e di offrire occasione per nuove polemiche,  vi dico subito cosa c’è scritto.

C’è scritto: ambarabàcicìcoccò!

E dai… scherzo! Ora torno a essere serio… anzi serissimo!

Siamo nella settimana dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani. Nella nostra comunità cittadina ci sono molti residenti di fede ortodossa. Fra questi alcuni sono a me legatissimi. Ho pensato quindi a loro nel momento  in cui si è trattato di organizzare questa settimana.

Dunque ho esposto l’icona di San Serafin di Sarov (che vanta devoti sia ortodossi che cattolici) con tanto di cartello in lingua italiana e in lingua russa a spiegare l’iniziativa e favorire l’incontro di preghiera fra le due comunità.

In altre unità pastorali hanno optato per iniziative diverse. A Seravezza, ad esempio, hanno scelto di far visita alla comunità ortodossa di Corvaia… alle 19.00 di Domenica prossima. Per noi ho ritenuto più opportuno esporre l’icona.

Tutti qui!

903. IN CAMMINO – bravi!

Siete davvero bravi. Mi sento in dovere di dirlo a tutti coloro che si stanno impegnando con i più giovani per avvicinarli a Gesù.

Non faccio i nomi ma meriterebbero tutti d’essere d’essere citati a cominciare dalla Madre che si affanna a convocarli nonostante le responsabilità dell’Istituto e la salute malferma.

Ormai sono al Forte da 27 anni: i miei primi 20 anni sono stati dedicati interamente ai più giovani attraverso gli incontri settimanali di spiritualità del Sabato sera e le Messe infrasettimanali.

Non ci sono stati risultati eclatanti ma ci sono stati… Alcuni hanno formato una bella famiglia altri, sia giovani che ragazze, mi hanno seguito nella consacrazione al Signore, altri ancora hanno fatto una carriera professionale straordinaria!

Sono stati anni bellissimi che mi hanno visto impegnatissimo a convocarli,  telefono alla mano, per gli “incontrini” ecc.

E poi le lezioni a scuola, al Liceo, con grandi soddisfazioni per me, i dirigenti e gli insegnanti gratificati dalle pagine di elogio in cronaca nazionale e dalle risposte di autorevoli personaggi, civili e religiosi.

All’improvviso questo clima è cambiato per tanti motivi… non ultimo l’impoverimento anagrafico del paese.

È arrivata poi la pandemia che ha fatto il resto e così ci siamo trovati soli, apparentemente dimenticati. Tutto si è fatto più difficile a cominciare dalle convocazioni per gli incontri parrocchiali… immaginiamoci per quelli diocesani.

Adesso, pian piano, vediamo spuntare qualche modesto germoglio e questo ci riempie di gioia. Guradiamo avanti con fiducia nel Signore che non abbandona il suo popolo.

902. IN CAMMINO – fervono i preparativi…

Oggi è la festa liturgica di Sant’Antonio abate, patrono degli animali domestici e non solo. Ho già esposto in chiesa il quadro con il Santo in bella vista.

La festa parrocchiale si terrà, come da tradizione, Domenica prossima 21 Gennaio, alle ore 10.00 in chiesa (oppure all’esterno per chi ha un cane rissoso o un gatto famelico).

È un appuntamento al quale parrocchiani e ospiti tengono molto. Pure io ci tengo dato che ho due cagnoline che mi fanno molta compagnia.

Può darsi che siano presenti, oltre agli animali da compagnia, anche altri animali grazie alla disponibilità di Alessandro e dei suoi giovani. Fra questi Otello il porcello ed Elisabetta la capretta…

I nomi restano gli stessi di anno in anno anche se gli animali cambiano: questo però non va detto ai piccoli che potrebbero mettersi a piangere.

Sempre oggi si celebra la giornata nazionale per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo fra cristiani ed Ebrei.

Sul leggìo mobile è esposta la Bibbia in lingua Ebraica (e dalla prossimo Mercoledì anche il Vangelo in arabo) e resterà fino a Domenica 20 quando, alla sera, pregheremo per la pace in Terra Santa.

Il momento è drammatico. La preghiera è l’unico contributo che possiamo dare alla soluzione di questa crisi terribile.