885. IN CAMMINO – … amarezza

Sì, un pochino d’amarezza l’ho avvertita nel vedermi sbattuto sul giornale in merito alla decisione di tenere chiusa la chiesa nel giorno del mercato per salvaguardare i (pochi) presenti dagli assalti dei questuanti e consentire a chi ha davvero bisogno d’essere aiutato ma non ne faccio un dramma.

Premesso che i parrocchiani hanno il DIRITTO di chiedere e il parroco il DOVERE di ripondere sarebbe stato sufficiente telefonarmi o fermarsi a fare una parola visto che sono sempre in canonica; oppure chiede informazioni a qualcuno che frequenta abitualmente la chiesa… anche il libro mastro delle entrate e delle uscite può essere consultato (d’obbligo dai consiglieri… a richiesta dai parrocchiani).

La questione sta in questi termini: il Mercoledì è diventato un giorno difficile per la presenza di tanti questuanti tutti di fuori paese.

Nella distribuzione degli aiuti – generosamente offerti da chi frequenta la chiesa E NON SOLO, per fortuna – non stiamo a fare differenze fra chi abita al Forte e chi viene da fuori. Ci mancherebbe!

Però la sede cui rivolgersi per avere un aiuto in alimenti o in denaro è la CANONICA e non la CHIESA.

Perché andare in chiesa a molestare quelle poche persone, quasi tutte anziane (o disabili), strattonandole per spillare soldi?

L’ho detto e ridetto. L’ho pubblicato. Niente da fare. Non potendo essere sempre presente ho chiesto aiuto agli amici dell’Associazione Nazionale Carabinieri che per mesi hanno fatto dei turni GRATUITAMENTE ma anche per loro non è stato facile distinguere i fedeli dai questuanti molesti…

A questo punto ho deciso di lasciare chiusa la porta della chiesa e di provvedere personalmente al “filtro”.

Sia chi desidera andare a pregare sia chi ha bisogno di aiuto DEVE SUONARE IN CANONICA: chi viene per pregare prende la strada della chiesa dall’interno e chi ha bisogno si ferma e ritira gli aiuti in alimenti o in denaro.

Gli uni e gli altri hanno capito e quindi adesso non ci sono più problemi!

884. IN CAMMINO – blogger vs giornalista

Il mondo dell’informazione è stravolto dall’intrusione di molti sedicenti giornalisti che parlano e sparlano condizionando di fatto l’opinione dei lettori.

È un dato di fatto che la maggior parte delle persone, soprattutto giovani, rinunciano a leggere i giornali (stanno perdendo lettori perfino le testate più importanti…) limitandosi a dare un’occhiata veloce all’intervento del blogger di turno (generalmente anonimo e alieno da qualsiasi forma di deontologia professionale).

Oggi poi qualsiasi persona, anche la più sprovveduta culturalmente è in grado con l’intelligenza artificiale di realizzare e pubblicare un articoletto, magari corredato di un avatar parlante, per spacciate notizie false e tendenziose!

Notizie che rielaborate con malizia vengono poi spacciate, sempre via social, al gregge dei followers che, probabilmente in buona fede, si fanno un’opinione errata della realtà.

Per questo motivo vi raccomando, prima di discettare su questo o quell’argomento politico, economico, di costume, ecclesiale ecc., di leggervi un libro o almeno un articolo di giornale sull’argomento.

Il libro/l’articolo di giornale porta una firma! E chi firma, se è uno scrittore passa attraverso il filtro dell’Editore che è garante della verità di quanto pubblicato pena la perdita della credibilità; se è un giornalista, ne risponde personalmente – oltre che alla propria coscienza – anche all’Ordine che non è mai tenero con chi spaccia notizie false.

Detto questo andate a rileggervi  il mio articolo di qualche giorno fa sull’intelligenza artificiale… Vi farete qualche risata ma la realtà (seppure ironicamente esagerata) è quella descritta.

883. IN CAMMINO – L’Angiolina e il “Comandante”

Li ho sempre chiamati così e continuo a chiamarli nello stesso modo anche oggi, giorno in cui sono stati accolti nella braccia del Padre.

Si tratta di due veri e propri personaggi che hanno dato davvero tanto al paese e al contempo campioni della fede cristiana e zelanti custodi delle radici cristiane della nostra comunità.

L’Angiolina non l’ho conosciuta quale professionista. L’ho conosciuta soltanto nell’ambito della chiesa dove si è distinta per l’amore materno nei confronti di noi sacerdoti e per la disponibilità al servizio liturgico…

Quando c’era un problema state pur certi che potevamo contare, sia io che il vecchio priore, sull’Angiolina. Donna intelligente e compassionevole non faceva pesare il suo aiuto… interveniva e basta. Le era sufficiente uno sguardo per capire se c’era qualche necessità e subito interveniva per quanto le era possibile. Che il Signore la ricompensi per tutto il bene che ci ha fatto e per l’esempio che ci ha dato.

Il comandante Foffa ha chiesto e ottenuto dai suoi cari d’essere rivestito con l’uniforme di “capitano di lungo corso superiore” il grado più alto per un marittimo civile.

Si sentiva ancora in servizio pure dopo la pensione. Era un uomo di poche parole ma quando parlava lasciava il segno. Non amava le smancerire e diceva apertamente e a chiunque quanto gli parevaa giusto. Da uomo intelligente era anche capace di riconoscere i propri errori di giudizio e a farsi quindi stimare anche da chi non la pensava come lui.

Non era facile alle lacrime ma in una occasione l’ho visto piangere: quando, ricordando un terribile tifone nel Pacifico, mi raccontò della triste fine dei giovani marinai imbarcati su una nave-scuola della Marina Militare tedesca colati a picco con l’imbarcazione e divorati dagli squali…

Nell’occasione dell’intervista che rilasciò alla nostra direttrice riconobbe che i due amori che si portava nel cuore – oltre quello per i suoi cari famigliari – c’era quello per il paese e quello per la nostra chiesa. Era davvero orgoglioso d’essere fortemarmino e d’essere fervente cristiano.

Non dimentichiamo questi due cari amici e collaboratori e auguriamoci che altri possano prendere il loro posto.