818. IN CAMMINO – Ecco, ci siamo!

Eh sì, ci siamo. Oggi è la festa della nostra Patrona, la B.V. Maria Addolorata!

Quest’anno la Venerata Immagine resterà al suo posto in modo che tutti, anche i piccoli e gli ospiti, scoprano qual è l’altare a Lei dedicato dei nostri predecessori.

Negli anni passati, pensando di far bene, l’avevo sempre esposta su un piccolo altare posticcio davanti all’assemblea senza rendermi conto che così facendo avevo involontariamente svilito la cappella e l’altare pensato  proprio per Lei e indotto all’errore i fedeli. E infatti nessuno, a parte i pochi anziani fortemarmini doc, mi chiedeva dell’Addolorata!

L’altare è stato ornato con fiori e lumi. Ai lati le bandiere della Fondazione di Vittorio Veneto, delle Medaglie d’oro per Lunga Navigazione e il gagliardetto dell’Associazione Lavoratori del Mare. Ai lati il quadro di Santa Gemma e quello dei Santi Francesco e Chiara, compatroni della nostra Chiesa insieme con Sant’Ermete e San Pio.

Sulla mensa un piccolo “veliero” a ricordare le tante vittime dei naufragi e un altrettanto piccolo reperto della “mancina” montato su un blocco di marmo come memoria delle vittime del lavoro sulla montagna.

E sotto l’altare il modellino della nostra bella chiesa, pregevole opera dell’indimenticabile Roberto Mattugini.

Spero che tutti questi particolari non passino inosservati agli occhi dei ragazzi e dei giovani che – spero – interverranno numerosi.

La foto dell’altare la pubblicherò su questo stesso diario-mail Lunedì prossimo con un resoconto della cerimonia.

817. In CAMMINO – coperta o esposta (2)

Cari amici, ieri non sono riuscito a concludere l’articolo perché mi si sono presentati degli imprevisti ai quali ho dovuto rimediare in fretta e furia.

Al mattino sono stato costretto a fare il “vigilante”, seduto all’ingresso della chiesa per proteggere i fedeli dalle incursioni dei nomadi e al pomeriggio ho preparato un minimo di accoglienza per mons. Sosthene, un Vescovo del Camerun venuto in Italia per incontrare Papa Francesco e per salutare coloro che lo avevano aiutato negli anni degli studi romani.

È andato tutto bene ma non sono riuscito a concludere l’articolo e non l’ho nemmeno pubblicato.  Me ne sono reso conto ieri sera a tarda ora quando alcuni lettori mi hanno avvisato che sul blog non compariva la nota quotidiana.

Rimedio questa mattino. SCRIVEVO ieri, che i primi a disporre l’esposizione perenne della Patrona, in questo caso l’icona della Madonna di sotto gli Organi, furono i canonici del Duomo di Pisa che decisero, a maggioranza, dopo una votazione.

Dopo di loro vennero tutti gli altri, me compreso, (allora ero giovane parroco a San Casciano di Cascina…) che decisero nello stesso senso con grave dispiacere dei fedeli che avevano a suo tempo provveduto alla “copertura” con ornamenti di pregio ecc.

La decisione, avventata, si rivelò presto gravemente errata: si pensava che la scelta avrebbe avvicinato ulteriormente i fedeli alla devozione e invece, passato il momentaneo momento di fervore, la devozione scomparve del tutto!

Anche in Versilia accadde lo stesso. A parte il proposto di Pietrasanta che si oppose strenuamente tutti gli altri sacerdoti scelsero la novità della esposizione perenne. Anche la nostra Patrona, la Vergine Addolorata, una volta svelata, perse quel fascino che aveva mantenuto fin dall’inizio della sua intronizzazione e venne presto dimenticata.

Il resto è storia recente: a parte i più anziani che non dimenticano i tanti benefici ottenuti e le tante lacrime versate davanti a quell’Immagine nascosta dai loro genitori più nessuno delle nuove generazioni si rivolge a Lei, esposta ma dimenticata!

Io ho cercato fin dall’inizio del mio servizio pastorale di rinverdire la devozione proponendo ad esempio il Rosario con i Misteri del dolore, recuperando il Canto tradizionale, ma sopraffatto dai mille appuntamenti nazionali, diocesani e vicariali e appesantito dagli anni non sono riuscito a risvegliare la devozione dei nostri predecessori, preti e laici.

Continuo domani perché c’è da sistemare il parco delle Suore…