797. IN CAMMINO – Evviva la Torre di Pisa…

… che pende che pende e mai non va giù!

Sono 850 anni che la Torre pende senza cedere alle leggi della fisica che la vorrebbero a terra dal un bel po’di tempo.

C’è stato un momento intorno agli anni ’90 – non ricordo con precisione – in cui sembrava che la sua stabilità fosse ormai compromessa e invece il pericolo venne scongiurato da interventi tecnici d’avanguardia.

Non ricordo il nome dell’ingegnere (aveva un cognome polacco…) che vinse il concorso internazionale ma ricordo perfettamente le strutture poste in opera da quel geniale tenico.

Pose alla base del monumento, dalla parte opposta rispetto alla pendenza, dei contrappesi giganteschi; fasciò poi il campanile nella parte mediana con strutture in acciaio collegate con tiranti ubicato al centro del giardino prospiciente gli uffici dell’Opera del Duomo.

Nel frattempo venivano insufflate nelle gabbie “armate” nella parte pendente tonnellate di cemento a sostenere le fondazioni. Fu un lavoro immane ma diede immediatamente i suoi frutti tanto che la torre cominciò a raddrizzarsi!

Sono salito sulla torre un’unica volta per fare compagnia al Vescovo di Bujumbura in Burundi. Temevo le vertigini e invece non ebbi problemi perché il camminamento che porta alla cima è chiuso fra due pareti.

Giunto alla cima rimasi estasiato dallo spettacolo…

Non aggiungo altro… solo l’augurio che la nostra Torre continui a reggere  e che le campane, con  loro rintocchi,  continuino a diffondere il messaggio del Vangelo.

796. IN CAMMINO – Politica & Economia

Ieri ho scritto qualcosa a proposito della politica. Oggi scrivo circa l’economia. Entrambi gli argomenti sono stati trattati nelle omelie di queste ultime domeniche ma desidero tornare brevemente sul tema.

Anche in questo caso, come ho fatto per i politici, spezzo una lancia a favore degli economisti. È vero che possono rovinare le persone ma è vero pure che le possono salvarle.

Tutto dipende dall’osservanza o meno della così detta gerarchia degli elementi in atto : finanziari, economici, umani, etici.

È chiaro che se un economista tiene conto soltanto di quelli finanziari escludendo gli altri potrà facilmente rovinare le persone/società/nazione.

Anche gli elementi finanziari (i soldi, per intenderci) sono un valore ma i soldi sono funzionali all’economia: vedi ad esempio l’oggetto delle discussioni politiche di questi giorni riguardo al PNRR.

E l’economia deve necessariamente tenere di conto delle esigenze delle persone soprattutto di quelle più fragili.

E qui nascono i problemi perché oggi l’economia è matematica: ci sono gli algoritmi che impongono e regolano le scelte econmiche…

Per oggi basta così. Vado a fare un po’ di catechismo al mare.

 

795. IN CAMMINO – politica & economia

Com’è noto nelle omelie d’estate propongo temi catechistici. Temi che poi riprendo e pubblico nella rivista parrocchiale dell’anno successivo.

Lo scorso anno, ad esempio, ho parlato del sacramento della Confessione e quest’anno, puntualmente, ho pubblicato le tracce nella rivista d’estate. Le riflessioni in genere sono gradite e così pure le tracce che, almeno in un caso, hanno fatto da schema-base per corsi di esercizi spirituali per sacerdoti a livello nazionale!

Quest’anno ho scelto la dottrina sociale della Chiesa, argomento poco conosciuto e pochissimo trattato nelle omelie tant’è che, proprio in questi giorni, la questione è balzata agli onori della cronaca… specializzata.

Su una rivista specialistica ho trovato scritto che “non c’è più nessuno che tratti gli argomenti inerenti la dottrina sociale cristiana sconosciuta perfino ai laici più impegnati.

Sono dunque molto orgoglioso per aver scelto questo tema ma, al contempo, mi rendo conto di quanto sia delicata la materia per le conseguenze che possono esserci per chi si espone su questi temi.

Ad esempio, la politica.

È un terreno minato: maggioranza e opposizione si combattono ferocemente usando tutti i mezzi per screditarsi a vicenda… Chi dunque si fa paladino di una parte – e la democrazia lo richiede – viene attaccato e denigrato in ogni modo dall’opposizione.

Così, per quieto vivere, si sfugge l’impegno consentendo di fatto di emergere (e a pontificare) a persone talvolta medriocri.

La dottrina sociale cristiana pone la politica (insieme alla preghiera) al primo posto per importanza. E di conseguenza invita tutti a impegnarsi quasi fosse un cammino di santità. Non ce ne dimentichiamo.