790. IN CAMMINO – sconfortato

Ancora una volta il mio carattere (inscritto nel DNA) ha avuto il sopravvento e mi sono lasciato trasportare dall’ira con una sceneggiata incredibile.

Dopo ben 26 anni di “mite” servizio pastorale sono esplose le mie “polveri caratteriali”, sopite (ma evidentemente non annullate) da un continuo esercizio di autocontrollo.

Il sacerdote, sempre ma soprattutto quando è all’altare, agisce “in persona Christi”, cioè come fosse Gesù, e quindi deve avere un modo di fare in sintonia con lo stesso e invece il sottoscritto, nonostante fosse all’altare ha avuto un moto d’ira incredibile mettendosi a urlare al microfono e facendo uso di termini inappropriati verso un incauto “fedele” che ha insolentito un mio collaboratore.

Forse è stato proprio questo dettaglio a farmi perdere la pazienza o forse il fatto che stavo facendo la predica…

Ho provato ad analizzare la cosa ed entrambe le ipotesi sono possibili.

Le offese personali le tollero… un po’ a fatica ma riesco a sopportarle (anzi, negli anni, ho fatto davvero progressi). Ma gli insulti rivolti ai miei cari collaboratori proprio non  li sopporto. Sono persone a me carissime che offrono il loro servizio gratuitamente, per amore di Dio, e sentirli infamare mi crea disturbo. E ieri, appunto, uno dei miei collaboratori è stato offeso nonostante avesse provato a spiegare le ragioni di una determinata scelta (il divieto a entrare nel parco delle suore in bici – divieto imposto dalle autorità competenti – per evitare possibili e già accaduti incidenti che hanno richiesto l’ambulanza, l’apertura della pratica assicurativa ecc.).

Il contrattempo poi si è verificato durante l’omelia… Le prediche d’estate, e in particolare quelle che tengo a Roma Imperiale e nel parco delle suore, sono vere e proprie “lezioni” (durano pochi minuti, è vero, però sono un  concentrato di informazioni che richiedono grande capacità di sintesi) e a me dà molto fastidio essere interrotto. Un avvocato già mio alunno, presente alla Messa, ha confermato che le uniche volte che mi aveva visto dare segni di nervosismo era stato per domande banali che avevano interrotto la spiegazione.

Comunque sia andata ho dato un pessimo esempio e di questo vi chiedo scusa. A mia volta vi scuso per l’applauso che mi avete riservato… lo avete fatto per amicizia ma davvero avrei meritato d’essere fischiato!

789. IN CAMMINO – don Raphael

In molti mi stanno chiedendo notizie di don Raphael e quindi scrivo qualcosa… poco però perché anch’io so soltanto quello che mi passano il suo Vescovo e la signora che ho incaricato di seguirlo.

Non è molto perché si tratta di notizie riguardanti la salute e come tali doverosamente filtrate per non violare la privacy… del paziente e dei medici che lo hanno in cura.

Dunque quello che so con certezza e che posso comunicarvi è che il primo intervento di trapianto è andato male e che don Raphael ha dovuto riprendere la dialisi.

Ancora. L’intervento, anzi i due interventi – uno per l’innesto e l’altro per la rimozione del rene – lo hanno lasciato in uno stato fisico e psicologico di prostrazione davvero pesante.

Tutti gli sono vicini per quello che possono nel senso che le preghiere sono tantissime ma oltre quelle c’è bisogno di denari e di molti denari perché in Tanzania non siamo in Italia col Servizio Sanitario Nazionale che ci assiste gratuitamente  (o al massimo con modesto tiket); in Tanzania si paga tutto, dal ricovero all’intervento… e chi non può pagare… muore! Se dunque don Raphael al momento è ricoverato ed è in vita vuol dire che c’è qualcuno ( e noi fra questi) che lo assiste finanziariamente. E questa è davvero una cosa che ci fa onore.

Adesso, pur continuando a  fare la dialisi, è riuscito a mettere i piedi a terra e, seppure accompagnato e pieno di tubicini, ha fatto anche alcuni passi. Questo fa ben sperare i medici e anche noi perché nel caso dovesse subire un terzo intervento dovrà avere un minimo di forza fisica per reagire.

Provo a inoltravi un video. Non so però se vi sarà possibile aprirlo perché ho avuto (e continuo ad avere) dei contrattempi tecnici col Computer. Nel video si vede Raphael che muove alcuni passi nel corridoio dell’ospedale mano nella mano col fratello che è venuto dagli Stati Uniti per assisterlo.