Corona virus 32

Oggi, Mercoledì Santo, si concludono le QUARANTORE. Ringrazio a nome di tutti i parrocchiani e mio personale le nostre carissime Suore che si sono fatte carico (un carico dolcissimo peraltro) di mantenere vivo questo appuntamento importante della e per la nostra comunità. Davanti al SS.mo Sacramento esposto nella loro cappellina hanno pregato per tutti noi per lunghe ore in questi primi tre giorni della Settimana Santa.

Anch’io ho fatto la mia parte ma non come loro. Piuttosto ho cercato, scrivendo su questa pagina, di spiegare l’essenza e il significato dell’Adorazione Eucaristica insieme con alcune indicazioni pratiche per praticarla. Questa mattina concluderò il mio intervento. Permettetemi prima di tutto però di fare appello per l’ennesima volta a voi genitori perché facciate pregare i vostri ragazzi. Se riusciremo a uscire da questa terribile situazione sarà anche grazie alla preghiera semplice ma sincera dei nostri bambini. Non mi dilungo …

Spiegavo ieri che, nonostante la nostra Fede nell’Eucarestia e le nostre buone intenzioni, fermarsi davanti in adorazione al Sacramento per più tempo e mantenere la concentrazione è difficilissimo. Aggiungevo che la Chiesa, forte della sua secolare esperienza, ci suggerisce di rispettare un certo ordine nell’adorare l’Eucarestia: prima di tutto riconoscere le nostre fragilità e poi invocare lo Spirito Santo perché la nostra preghiera sia “vera” preghiera e non soltanto mero lavoro intellettuale. Fatto questo c’è bisogno di “invocare” ed ecco la preghiera “mentale”. Poi di “offrire” qualcosa e qui vi indicavo la preghiera del “tempo” con la quale, facendo appello alla nostra forza di volontà, regaliamo al Signore un po’ di tempo “inchiodandoci” alla panca.

Oggi vorrei spiegare cosa vuol dire adorare con i “sensi” e, in conclusione, adorare con il cuore.

Tempo addietro, entrando nel tardo pomeriggio in chiesa, vidi un mio caro amico – per alcuni versi quasi figlio – letteralmente “abbracciato” al Tabernacolo. Rimasi sbalordito e anche sorpreso non riuscendo a capire cosa stesse facendo “arrampicato” sull’altare. Intuivo che stava pregando e pregando intensamente ma non capivo perché stesse abbracciato in quel modo decisamente inusuale. Fu un attimo perché immediatamente mi tornò alla memoria una pagina di uno dei biografi più attendibili di Tommaso d’Aquino, filosofo e teologo d’eccezione oltre che grande santo, in cui l’autore racconta che quanto Tommaso incontrava momenti di difficoltà – nella ricerca filosofica e teologica o nella sua vita privata – era solito assentarsi e recarsi in chiesa per “abbracciare” il tabernacolo senza dire parola alcuna. Scrive il biografo che era un abbraccio da “innamorati”. A quel punto mi sono immediatamente ritirato e non ne ho mai fatto parola con lui. Anche se, in cuor mio, l’ho un po’ invidiato per questa fede tanto profonda.

Ecco, questo è un esempio di cosa voglia dire adorare con i sensi. Non vorrei naturalmente che ora vi metteste tutti a salire l’altare ecc. Questo no. Però fare almeno l’esperienza dello sguardo innamorato, sì. Probabilmente ricordate l’episodio raccontato dal Curato d’Ars san Giovanni M. Vianney che, incuriosito dalla presenza giornaliera di un anziano nella chiesa parrocchiale, gli chiese cosa stesse facendo con lo sguardo fisso verso il Tabernacolo. “Niente -rispose- io lo guardo e Lui mi guarda”. Anche il Curato d’Ars, che era un santo, si ritirò in buon ordine andando a piangere i suoi peccati… di Fede!

E ora l’ultimo punto: adorare con il cuore. Il cuore, l’affetto è sempre presente nei momenti di Adorazione Eucaristica. Sia che uno invochi, che stia fermo in panca, che salga l’altare o che contempli l’Ostia Santa è sempre questione di cuore, di sentimento.

Ma ci sono momenti – e qui è senz’altro all’opera la Grazia di Dio, un dono speciale e “gratuito” che il Signore può offrire a coloro che si fanno “piccoli” come i bambini – nei quali, anche se momenti brevissimi, meglio “attimi”, sembra proprio di vedere Lui, Gesù, di intuirne la Presenza, proprio come lo videro i Suoi discepoli, addirittura con maggiore chiarezza rispetto a loro perché nell’Eucarestia che contempliamo è presente oltre la Passione e Morte anche la Sua Risurrezione.

Intuire cosa significa… Cerco di chiarire, anche in questo caso, con un esempio. Voi che siete genitori riuscite a “sentire” con chiarezza e senza sbagliarvi una situazione fisio-psicologica particolare, anche soltanto momentanea, del vostro bambino. È non è questione di ragionamento ma… di cosa, allora.. È questione di amore! Dico bene? Lo amate così tanto che lo “sentite” realmente presente anche se, fisicamente, assente.

Ho fatto una grande fatica intellettuale a focalizzare questo punto perché non che io ne abbia fatto esperienza quotidiana di questo “sentire”. Ho avuto, come tanti altri immagino, qualche momento davvero bello, soprattutto quando ero più giovane e incerto sulla scelta di diventare sacerdote, che mi ha portato alle lacrime ma non oltre!

Non aggiungo altro. Vi ho aperto il cuore. Nei prossimi giorni sarò più breve. + dp

Corona virus 31

Cari amici, siamo nei giorni delle QUARANTORE: tre giorni di Adorazione Eucaristica che da sempre si tengono nella nostra Parrocchia di Forte dei Marmi. Non si tengono nella chiesa parrocchiale ma nella chiesetta delle Suore alla presenza delle stesse e del sottoscritto.

Ieri vi ho spiegato come è nata, anticamente, questa forma speciale di preghiera per poi mettere a fuoco la benedizione eucaristica impartita dal Papa al mondo intero e il commento, essenziale ma preciso, del professor D’Avenia che scrive sul Corriere della sera ogni Lunedì. Chiudevo l’articolo invitandovi a un momento di preghiera eucaristica con le parole che negli anni passati i bambini di Prima Comunione cantavano durante la Processione del Corpus Domini.

Oggi vorrei proseguire sull’argomento ma prima vi chiedo la cortesia di seguire con dedizione i vostri ragazzi pregando insieme con loro e aiutandoli anche a capire certi termini. Già confondevano la “Quaresima” con la “Quarantena“: se oggi ci aggiungiamo le “Quarantore” mi rendo conto che finiranno per non capirci più niente. Cercate quindi di spiegare questa nuova parola in modo semplice tipo: “È come se don Piero stesse con l’Ostia Santa alzata fra le mani per tre giorni”.

Adesso un pensiero sull’Adorazione Eucaristica per voi grandi. Noi siamo pienamente consapevoli che quel poco di pane e di vino che vengono consacrati durante la Messa sono segno “reale” della presenza e del dono di sé di Gesù. Nel momento in cui il pane e il vino vengono consacrati con le parole stesse di Gesù “tutti” i presenti alla celebrazione, dai più piccoli ai più grandi, si fermano in adorazione.

È il momento più sentìto della Messa sia da parte del prete che dei fedeli. Suona il campanello e tutti si inginocchiano, si raccolgono in un perfetto silenzio, guardano con uno sguardo amorevole l’Ostia santa e il Calice che il sacerdote alza pian piano e formulano una espressione d’amore e di fede ( la più conosciuta è quella dell’apostolo Tommaso “mio Signore e mio Dio” perché imparata al catechismo”).

Ma quando l’Ostia santa si ripone nel Tabernacolo non è così. Si entra in chiesa come se niente fosse ecc. eppure Gesù è ancora presente! Non parliamo della processione del Corpus Domini: l’unico momento di vera concentrazione e di preghiera è quando, all’incrocio, si benedice il mare! E questo purtroppo vale anche per me, distratto come sono!

E così, durante l’Adorazione Eucaristica del Mercoledì mattina o durante le Quarantore quando l’Ostia santa viene esposta solennemente, cosa facciamo? Riusciamo davvero a concentraci e a dire qualcosa a Gesù? Dobbiamo essere sinceri: se durante la Consacrazione che dura un attimo ci riusciamo… durante le lunghe ore di Adorazione NON ci riusciamo: la mente vaga ovunque, ci vengono i pensieri più strani in testa, non riusciamo a rivolgere niente di amorevole a Gesù. Eppure è lo stesso Gesù della consacrazione.

Stiamo arrivando al punto. Cosa fare allora? I libri ci aiutano poco perché esprimono l’amore per Gesù con parole che non ci appartengono: presentano sì con chiarezza teologica il Mistero ma non ci sono d’aiuto per incontrare spiritualmente il Mistero.

Io penso che, per riuscire a pregare davanti all’Eucarestia, sia necessario seguire un ordine ben preciso e poi affidarci oltre che alla mente anche alla volontà, ai sensi e soprattutto al cuore.

Ordine cosa vuol dire? La chiesa ci insegna che, iniziando il nostro momento di Adorazione Eucaristica, dobbiamo riconoscere umilmente i nostri peccati (I superbi stanno antipatici al Signore) con semplici parole tipi: “Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore”; e subito dopo invocare lo Spirito santo (è la voce stessa del Signore che parla alla nostra coscienza e ci suggerisce cosa dire): “Fai o Signore che riesca a esprimere al meglio il mio amore per te”. A quel punto, con spirito filiale possiamo presentare mentalmente le nostre richieste d’aiuto, le nostre intercessioni ecc.

E, affidarci alla volontà, cosa vuol dire? Succede che quando, dopo pochi momenti di Adorazione ci accorgiamo di esserci distratti per l’ennesima volta, ci viene voglia di uscire… Invece di uscire conviene fermarsi, inchiodarsi alla panca e dire: “Signore mio, non so proprio cosa dirti… ti offro però il mio tempo. Ti prego di accogliere come preghiera questo tempo che passo davanti a te”

Domani provo a spiegare la preghiera dei sensi e del cuore. Sapete che vi scrivo non da maestro ma da fratello. Quindi prendete queste mie note come segno d’affetto.

Il Signore vi + benedica, dp

Corona virus 30

Oggi scriverò soltanto per voi grandi. Scriverò però come sono solito fare, in modo semplice e piano, in modo che anche i piccoli possano capire anche se si tratta di questioni decisamente complesse.

Una premessa. Ieri la benedizione dell’Olivo ha avuto un notevole seguito e di questo sono felice. Ho aggiunto poche parole e anche queste sono state apprezzate. L’orario è stato leggermente anticipato perché temevo che, nonostante i miei inviti, qualcuno sarebbe intervenuto ugualmente costringendomi, di conseguenza, a rinunciare. E ora la consueta breve riflessione.

La tradizione religiosa di Forte dei Marmi vuole che nei primi tre giorni della settimana “santa” si tengano le “Quarantore”: tre giorni dedicati all’Adorazione Eucaristica.

Un cenno di spiegazione per chi non è molto pratico di queste cose. I primi cristiani celebravano la “Santa Cena” (poi diventata “Messa”) spezzando il Pane come aveva loro insegnato Gesù nel primo giorno della settimana ebraica. Era il momento in cui facevano esperienza diretta di Gesù morto e risorto né più né meno come facciamo noi. Il Pane consacrato veniva consumato interamente. Molto tempo dopo, edificate ormai le chiese e iniziato l’uso della celebrazione eucaristica quotidiana si pose il problema della conservazione delle sacre specie. Nacquero così i “tabernacoli” entro i quali si conservava il Pane consacrato (non il Vino che continuava a essere consumato immediatamente dal celebrante). Contemporaneamente nacque e si sviluppò la consuetudine di “adorare” detto Pane eucaristico, consuetudine che, nei secoli, si sviluppò moltissimo con sempre nuove forme. Fra queste, appunto, la pratica delle “Quarantore” (40 ore) che consentiva ai fedeli di fermarsi a pregare in modo continuato.

Quanto scritto finora non lo ripeterò nei giorni a venire. E ora la riflessione che, ovviamente riguarderà l’Eucarestia.

Quando Venerdì 27 u.s. ho visto Papa Francesco accedere, sotto la pioggia e in perfetta solitudine, alla sede papale per la preghiera di intercessione ho avvertito un senso di sgomento. Mi sono tornate in mente le lezioni del prof. Morra sul pensiero di Nietzsche relativo alla fine del Cristianesimo: l’autore infatti descrive la scena del Papa che, solo e pensieroso, si aggira nel Palazzo senza sapere che fare.

Ne ho sofferto! Quando però ho visto il Papa avanzare, seppure traballante, con l’ostensorio fra le braccia e benedire con l’Ostia Consacrata il mondo mi sono ripreso e, confesso, mi sono pure commosso. Mi sono tornate in mente le parole di Gesù: “Non abbiate paura, io sarò sempre con voi” . Parole che, nei secoli, hanno dato coraggio e forza ai credenti e non solo, per superare le paure e riprendere il cammino.

Alcuni, atei o più che altro sedicenti tali – l’esperienza di sacerdote mi insegna che non sono poi così tanti come vorrebbero far credere gli opinionisti di turno – hanno fatto finta di non capire.

Ma c’è stato anche chi, non solo ha capito, ma ne ha dato una testimonianza straordinaria. Mi riferisco al prof. D’Avenia che scrive: “Venerdì scorso il Papa ha benedetto (…) sollevando sulla città e sul mondo l’Eucarestia, PRESENZA COSTANTE DI CRISTO NELLA FATICOSA STORIA UMANA…”

Allora. Io adesso vado dalle Suore, dico Messa e mi fermo poi insieme con loro in adorazione in modo che la tradizione delle Quarantore fortemarmine non si spenga. Voi, a casa, fatevi il segno della Croce, fermatevi un momento e recitate con fede la preghiera eucaristica che cantava i bimbi di Prima Comunione ai tempi di don Pasquali: TI ADORO OGNI MOMENTO, O VIVO PAN DEL CIEL, GRAN SACRAMENTO. A domani con un nuovo pensiero.

Vi abbraccio. Tutti. dp