19. IN CAMMINO – al lavoro

Sono in ritardo tremendo ma voglio ugualmente scrivere qualcosa. Comincio con una sciocchezza per poi passare a qualcosa di più serio.

In questo periodo fervono i lavori in tutto il paese e anch’io mi adeguo perché c’è da sanificare quotidianamente la chiesa ma mandare avanti le attività settimanali e preparare le chiese all’aperto per le celebrazioni estive.

Dalle suore abbiamo fatto presto grazie all’aiuto degli uomini e adesso stiamo lavorando alla chiesa di Roma Imperiale grazie ai fratelli Barbini e altri generosi collaboratori. Sabato ci sarà un  matrimonio e vorrei che la chiesa fosse almeno presentabile. I lavori di potatura quest’anno non li potremo fare. Li rimanderemo all’autunno o al prossimo anno. C’è da dire che mi sono fatto un nome come giardiniere: infatti ho aiutato Pietro a pulire in Via Viner: ero con la gabbanella blu da lavoro e con la mascherina ma mi hanno riconosciuto ugualmente…

E ora passiamo alle cose serie. Quest’anno non ci sono state le Quarantore e non ci sarà nemmeno la processione eucaristica con la benedizione del mare… Quindi ho deciso di rimediare in qualche modo. In questi ultimi tre giorni, subito dopo la Messa, ci sarà un momento di adorazione Eucaristica e DOMENICA PROSSIMA, alla fine della Messa delle 10.00 BENEDIRÒ IL MARE dalla piazzetta della Chiesa.

PASSATE PAROLA perché senza l’aiuto del Signore rischiamo di fare poco cammino.

18. IN CAMMINO – Gentilezza

Penso proprio d’essere una persona gentile. Nei confronti di tutti e soprattutto dei poveri che cerco di aiutare, sempre, per quanto possibile. Quasi tutti, anche se aiutati con pochissimo, ringraziano e salutano con un sorriso.

Purtroppo l’altro giorno ho avuto una crisi di nervi e mi sono messo a urlare in mezzo alla strada quasi fossi uno scaricatore di porto (di Livorno) contro alcuni questuanti che importunavano i fedeli (in chiesa) e il sottoscritto (in casa). Mi sono sfuggite anche alcune parole poco urbane e me ne scuso. Però…

Però ci sono alcune persone che davvero ci impediscono d’essere gentili. Si tratta di persone che fanno della questua un mestiere e diventano aggressivi se non vengono accontentati. Avete voglia di spiegargli che la parrocchia offre, volentieri, beni commestibili e qualche moneta per un cappuccino.

No pretendono minimo 15 euro per la bombola del gas, 20 per i pannolini dei bimbi e 10 per i vizi… Quando poi, come Lunedì, si raccolgono in gruppo e poi vengono in chiesa uno per volta a chiedere è chiaro che non possiamo acconsentire alle loro richieste. Da qui le loro proteste e il mio irrigidimento.

Mi rendo conto che quando uno affoga si aggrappa alle tavole… e quindi cerco di dimenticare e di tornare alla gentilezza di ogni giorno ma non è facile. Mi riprometto però di impegnarmi al massimo per evitare simili brutte sceneggiate che non mi fanno onore.

 

 

17. IN CAMMINO: Coro parrocchiale

Questa sera il nostro coro riprende le prove. Ovviamente sono molto felice perché anche questo è segno che riprende la vita della comunità. Già da due settimane hanno iniziato a cantare in chiesa e la nostra celebrazione ne ha guadagnato.

Dovranno naturalmente rispettare le distanze, indossare le mascherine e disporsi “contro-fiato” ma c’è Paolo che ha seguito il corso specifico per la prevenzione e quindi non dovrebbero esserci problemi.

La privazione della Messa ci ha fatto soffrire, la privazione della Comunione ancora di più ma anche la mancanza dei canti si è fatta sentire. D’altra parte dopo il terribile episodio riportato da tutti i giornali del Coro di Mount Vernon, con 53 contagiati (e due morti) su 60 elementi, era impensabile continuare prove e canti: bene hanno fatto a imporci lo stop. Questo però era successo perché non era ancora conosciuta la gravità e soprattutto la modalità di diffusione del virus. Oggi siamo diventati coscienti del pericolo e quindi meno esposti.

Dunque buon lavoro e grazie del servizio. dp