1326. IN CAMMINO – Montenero

Come vi avevo già accennato ieri siamo stati in pellegrinaggio a Montenero: eravamo in 40 sul pullman più una decina (già presenti al santuario) venuti privatamente.

È stato un bel pellegrinaggio arricchito dalla presenza del nuovo Arcivescovo, padre Saverio, un uomo di grande spessore umano e spirituale.

All’inizio abbiamo recitato il Rosario (con qualche riflessione) poi la Messa con la predica dell’Arcivescovo che commentando il passo evangelico delle nozze di Cana ha sottolineato l’attenzione di Gesù per “tutti” gli invitati presenti alle nozze, l’attenzione di Maria nei confronti degli sposi (“non hanno più vino”) l’invito di Maria ai servi (e quindi a ciascuno di noi) a fare quello che dice Gesù.

Infine la benedizione solenne, all’interno del santuario, con poche parole di omaggio da parte del Rettore già compagno di scuola dell’arcivescovo.

Mancavano all’appello alcune parrocchie per oggettive difficoltà logistiche o per malattie/imprevisti dei parroci ma tutto sommato non possiamo certo lamentarci della riuscita dell’evento.

Adesso, forti della protezione della Madonna e guidati saggiamente dall’arcivescovo ci accingiamo a iniziare il nuovo anno pastorale con buona volontà facendo quanto il Signore ci chiede.

1325. IN CAMMINO – Giornata pesante

…non tanto per questioni spirituali (confessioni, comunioni, sacramenti…) o pastorali (catechismo, visite ai malati, lezioni a scuola, impegni vicariali…) ma per questioni burocratiche/amministrative legate alla canonica e agli altri immobili di proprietà della parrocchia.

Non aggiungo altro per non tediarvi ma sono davvero esausto dopo una mattinata trascorsa a parlare con i tecnici/professionisti.

Adesso ho interrotto il tutto e mi riservo di riprendere in mano le questioni (le firme…) domani mattina.

Oggi pomeriggio salirò a Montenero e vi dirò tutto domani.

Per oggi non aggiungo altro. Vi abbraccio e vi assicuro una preghiera (anche a voi di Vigevano)

 

1324. IN CAMMINO – Benedetta

Come passa velocemente il tempo…! Sono trascorsi ben ventiquattro anni dal quel triste evento e sembrava d’essere appena ieri, insieme, a piangere

Stamani ero presente anch’io, insieme ai familiari più stretti, all’esumazione della salma della piccola Benedetta: eravamo tutti molto commossi… anche gli addetti al servizio, nonostante siano abituati a questo tipo di lavoro.

La bambina era una mia piccola allieva di catechismo. Vispa, intelligente e birichina come tutti i bambini. La malattia l’aggredì vigliaccamente in tenera età senza darle scampo: i genitori decisero allora di anticiparle la prima Comunione per regalarle qualche scampolo di felicità.

Fu una Comunione dolcissima e con tanta felicità per lei, per gli altri bambini che le facevano corona e per i suoi cari genitori e parenti. E naturalmente anche per me che l’avevo preparata al primo incontro con Gesù, d’estate, al mare, con delle lezioni ritagliate su misura per lei.

Poi la malattia riprese forza…

E si giunse all’epilogo dopo mesi di ricoveri a Roma e di cure palliative per attenuarle il dolore fisico. Ma quello psicologico e spirituale le rimase fino all’ ultimo giorno di vita.

Non riusciva a capire il motivo per il quale Gesù, che aveva guarito tanti ammalati – glielo avevo spiegato io stesso  l catechismo – non facesse qualche miracolo anche per lei. In ultimo espresse il desiderio di stringere fra le piccole mani una reliquia di Padre Pio e qui mi fu d’aiuto Padre Domenico di v.m. che recuperò la sua modesta sciarpa da inverno e me ne fece dono per accontentare la bambina.

Cara Benedetta non ti dimenticare di noi che ti abbiamo voluto tanto bene!