1323. IN CAMMINO – Festa dell’Addolorata

È stata una bellissima Domenica. Molte presenze a tutte le Messe, bimbi di Comunione preparati, coro in grande spolvero, fedeli attenti e devoti…

A tutte le Messe ho parlato dell’Addolorata: ho invitato i presenti a salire all’altare grande e mi sono messo a spiegare iniziando dal quadro di Ranieri Leonetti dipinto nel 1852 e presente da allora nella nostra chiesa prima ancora che questa venisse fondata come parrocchia (1911).

Poi sono passato a spiegare i motivi della devozione facilmente intuibili dalle due opere votive presenti sull’altare: un veliero e un piccolo blocco di marmo con un bullone della “mancina”.

I nostri predecessori erano costretti a solcare i mari su dei gusci di noce, piccoli navilenni a due misere vele, che spesso andavano a fondo, oppure sulla montagna in costante pericolo di vita soprattutto quando questi venivano scesi a valle sulla “lizza”…

Poi le bandiere della Associazione Lavoratori del Mare, quella delle Medaglie d’oro, quella dei Combattenti caduti per la Patria e dei Reduci.

In ultimo ho spiegato il motivo della presenza all’altare del busto in marmo della signora Natalia Nardini Aliboni magistralmente scolpito dal m° Renato Frediani nel 1938 a ricordo di questa donna, madre di quattro figli, devotissima dell’Addolorata, prematuramente scomparsa per una grave malattia!

Quante lacrime sono state versate davanti a questa sacra immagine! E quante continuano a essere versate.

Vediamo di non dimenticare queste nostre radici: faccio appello alle associazioni storiche del paese quali la Fondazione di Vittorio Veneto, la Mutuo soccorso, la Croce verde, la Misericordia, la Fondazione Bertelli, i Balneari (almeno quelli storici), gli albergatori e i negozianti (idem), agli istituti scolastici … e soprattutto all’Amministrazione che abbiano a cuore questa tradizione.

1322. IN CAMMINO – Amàdi

Anche nella nostra parrocchia sono presenti presente il Centro di Ascolto (1 e 2), il Consiglio Parrocchiale, la Consulta dei Laici, il Consiglio per gli Affari Economici, la scuola di Catechismo, quella di Musica, alcuni Gruppi Giovani, alcuni Gruppi di Preghiera, un Focolare, la San Vincenzo-Caritas ecc.

Cerco di ridurre al minimo gli appuntamenti di gruppo per non stancarmi e soprattutto per non stancare i vari componenti per evitare che vengano agli incontri e poi saltino la Messa!

C’è da dire che questi gruppi lavorano con impegno.

Stamani, ad esempio, ho apprezzato molto l’impegno del Centro di ascolto (1) che ha preso in carico la questione complicatissima di Amàdi, un giovane nigeriano in dialisi e con un sacco di problemi famigliari e professionali…

I nostri collaboratori non si sono limitati ad ascoltare i suoi serissimi problemi di salute, di famiglia e di lavoro (sarebbe meglio dire di sopravvivenza) ma si sono messi al suo fianco, lasciano da parte i loro impegni  per vedere di riuscire ad aiutarlo.

Non vi dico gli appuntamenti, le telefonate, le lettere …. fino a stamattina quando era previsto l’appuntamento con il Patronato. L’avvocato era presente, il consulente lo stesso, l’impiegato pure… mancava Amàdi!

Me lo sono visto apparire male in arnese e mezzo frastornato in parrocchia. A quel punto ho mollato tutto e l’ho accompagnato io stesso al patronato. I miei collaboratori non davano segni di impazienza… mi hanno chiesto soltanto un lasciapassare speciale per il Paradiso!