1298. IN CAMMINO – Angeli (2)

Come scrivevo ieri alcuni amici, avendo saputo della lezione straordinaria della prof. Morlacchi su “GLI ANGELI NELL’ARTE”, mi hanno chiesto informazioni dettagliate e non solo.

Una giovane pittrice, della mia vecchia parrocchia di San Casciano,  mi ha chiesto infatti l’autorizzazione a esporre i suoi quadri  riguardanti gli angeli, in chiesa, per qualche giorno.

Le ho dato il consenso anche se gli angeli in questione hanno ben poco di “angelico” per lo meno in riferimento alla tradizione iconografica che li rappresenta con le ali e con forme maschili e femminili al contempo.

Questi angeli non hanno ali e sono per lo più angeli femmine.

Di questi, anzi di queste, alcune hanno un volto da me ben conosciuto (sono stato parroco a San Casciano di Cascina per una quindicina di anni).

Le ho chiesto spiegazioni.

Lei mi ha spiegato che, nella sua concezione artistica, questi angeli “hanno una spiritualità fatta di anime vissute e poi volte a guidare chi è rimasto

E cioè, le ho chiesto…

“Non angeli scesi dal Cielo ma angeli saliti dalla Terra: nati uomini/donne e fatti anime (angeli) lasciando la vita”.

Guide di vivi essendo stati pure loro carne e pensiero”.

La spiegazione pur non essendo “canonica” mi è piaciuta e quindi ho concesso il benestare all’esposizione.

Anche la dottrina cattolica infatti, soprattutto quando si tratta di bambini/bambine morti in tenera età, li chiama ANGELI!

1297. IN CAMMINO – Angeli (1)

Stamattina non c’era la corrente elettrica. I lavori dell’ENEL si sono protratti fino all’ora di pranzo e quindi non sono riuscito a scrivere niente.

Subito dopo, alle 14,30, c’è stato il funerale della signora Elisa Fini-Chiaffi; subito dopo la preghiera al cimitero in suffragio della cara Bettina con la tumulazione della salma e tanti amici presenti… poi è venuto Paolo, l’autista per sapere a che punto siamo con le iscrizioni al pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e una pittrice, mia vecchia parrocchiana, che avendo sentito parlare della lezione magistrale della prof.ssa Morlacchi chiedeva informazioni in merito… insomma sono alle 17.30 del pomeriggio e non vi ho ancora scritto niente…

Mi sono messo al computer ma non me la sento di continuare perché mi stanno aspettando in chiesa per l’Adorazione Eucaristica del Giovedì. Non me la sento, anche se mi piace moltissimo scrivere, continuare a battere i tasti quando in chiesa c’è il Signore presente nel Sacramento che mi aspetta!

Mi perdonate se vi lascio e corro in chiesa? Penserò anche a voi e vi raccomanderò al Signore. Promesso!

1296. IN CAMMINO – Idem

Torno sull’argomento di ieri… i tristi anniversari di questi giorni: l’atomica che distrusse Hiroshima e Nagasaki e le stragi compiute dalle truppe tedesche in Versilia.

Lunedì 11 celebreremo il ricordo delle vittime di Molina di Stazzema e di Valdicastello. Il giorno successivo l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

Insieme con quelle povere persone trovarono la morte anche i loro parroci: don Fiore a Molina, don Libero a Valdicastello e don Innocenzo a Sant’Anna.

Erano tutti preti giovani che offrirono generosamente la vita per il proprio gregge. Avrebbero potuto scampare la strage ma rimasero al posto per niente impauriti per quello che poi sarebbe accaduto.

L’insegnamento che ne viene è chiarissimo: dobbiamo restare al nostro posto succeda quello che deve succedere senza abbandonare quanti sono affidati alla nostra cura. Da notare che questo riguarda sia noi sacerdoti che voi laici, padri e madri di famiglia!

In questo delicato momento storico i carnefici si chiamano “droga”, “alcool”, “bullismo”, “sballo” ecc. che mietono vittime come e forse più di allora.

Non voltiamo gli occhi da un’altra parte. Affrontiamo a viso aperto questi disagi per proteggere i più giovani delle nostre comunità.