1067. IN CAMMINO – un forellino…

Immagino che, in prima lettura, abbiate pensato a un errore. E invece no. Ho scritto proprio FORELLINO e non fiorellino, e ora vi spiego perché.

Dunque, come ormai ben sapete, la soprintendenza ha dato il permesso per la realizzazione di una rampa d’accesso alla chiesa anche su lato sinistro.

Ovviamente, prima di concederlo, ha richiesto una mole incredibile di documenti e di perizie allo scopo di non danneggiare né la chiesa e nemmeno le abitazioni circostanti.

Fra queste perizie una ha riguardato il muro della sacrestia lato monte per verificarne la consistenza. Quindi i tecnici, sotto l’attenta supervisione dell’architetto, hanno tolto uno strato di intonaco dalla parete e forato la stessa per verificarne lo spessore.

Ne è venuto un forellino di uno/due centimetri appena che però consente, ponendo l’occhio, di vedere il giardino (incolto) a lato.

Anch’io, curioso, mi sono subito messo a guardare: si vede poco ma è sufficiente per scorgere il giardino e l’alberello che ne sta al centro.

Mi è venuto subito alla memoria – ma pensa un po’ – una lezione di sacramentaria di molti, molti anni indietro. Il professore ci spiegava che  anticamente i peccatori incalliti, anche se pentiti, non potevano accedere alla chiesa per la Messa se non dopo un lungo tempo di penitenza.  Se ne stavano fuori (sotto il portico se pioveva) e ascoltavano le preghiere e i canti di coloro che erano dentro la chiesa. Alcuni però non sopportavano questa privazione e cadevano in depressione. Così, almeno in un certo periodo storico, venne loro concesso di spiare da un forellino l’ostia consacrata che veniva elevata in alto dal sacerdote dopo la consacrazione. Poi tale usanza cessò perché alcune chiese erano state ridotte a un… groviera!

1066. IN CAMMINO – Idem (3)

L’Arcivescovo ha introdotto i lavori con una relazione in cui ha fatto un bilancio (conclusivo) delle tante attività svolte in questi anni di episcopato. Conclusivo perché nel prossimo mese dovrà rassegnare le dimissioni stante la norma che impone ai Vescovi di lasciare sede e servizio al compimento del 75 anni.

È stata però una carrellata aperta alle tante questioni che agitano la chiesa,   prima fra tutte quella della “sinodalità” nella Diocesi, nei Vicariati e nelle Unità pastorali (più parrocchie con un unico parroco).

È passato poi a parlare della formazione cristiana vista da più angolazioni: umana, teologica, spirituale ecc.

Infine si è soffermato sulle strutture della Diocesi (e delle parrocchie): da quelle tecniche a quelle economiche, da quelle caritative a quelle organizzative.

Finalmente ha dato la parola all’assemblea, cioè a noi sacerdoti e anche questo è stato un bel momento ricco di spunti e osservazioni pertinenti.

Anch’io ho preso la parola e, ascoltato in un religioso silenzio, ho fatto presente l’impegno di tanti laici che come e forse più di noi sacerdoti spendono la vita per il vangelo.

Su questo però non voglio dilungarmi per evitare di farmi troppa pubblicità visto che in settimana me ne hanno fatta fin troppa!

Mi riferisco a un lungo e circostanziato articolo in cui si dice un gran bene della nostra parrocchia – e questo è vero – e del suo parroco – questo invece è quanto meno discutibile!

Non volgio però fare troppo il modesto. Sono stato contento anch’io…

1065. IN CAMMINO – Idem (2)

Non sto a raccontarvi le avventure di ieri, primo giorno del nuovo anno pastorale. E’ stata davvero un’avventura iniziata alle 8.30 e conclusa, sempre nella mattinata, verso le 11.30.

Sono giunto al Calambrone in orario. Nel parcheggio non c’era nessuno!

Ne ho chiesto conto alla responsabile che, sorridendo divertita, mi ha spiegato di non aver avuto comunicazione in merito.

Pensando di aver confuso indirizzo, visto che al Calambrone abbiamo due sedi per incontri di studio, stavo per rimettermi in cammino per l’altra sede quando mi è stato comunicato che “avevo sbagliato giorno”!

Sono rimasto basito!

Ma ho dovuto accettare il fatto che per la stanchezza e per accumularsi degli appuntamenti avevo confuso il giorno.

A quel punto ho fatto marcia indietro e, giunto a casa, mi sono letto la lezione del primo relatore in modo che oggi potrò essere a casa per il pranzo.

Comincio a perdere colpi…