1057. IN CAMMINO – Si ricomincia…

“… nessuno si senta dispensato dall’essere presente e dal partecipare attivamente: il momento è troppo importante perché non mettiamo in azxione tutte le nostre risorse e il nostro impegno di ministri ordinati per il servizio al popolo di Dio…”

Con questo messaggio l’Arcivescovo ci invita a riprendere il cammino nell’imminenza del nuovo anno pastorale.

Lo trasmetto anche a voi, parrocchiani e ospiti, in modo da non restare indietro nei nostri appuntamenti.

Mi rendo conto che alcuni di voi, già molto provati fisicamente e psicologicamente dalla stagione estiva, quest’anno davvero molto pesante, avvertiranno i brividi nella schiena al solo pensarci ma cerchiamo di non perderci d’animo e guardiamo fiduciosi al Signore nostra forza e speranza.

Vi lascio e corro a Seravezza, alla prima riunione. A domani. dP

 

1056. IN CAMMINO – In tanti, con me, sull’altare

Sull’altare fa bella mostra di sé, ormai da varie settimane, il crocifisso che mi avete donato nell’occasione del mio 50° di ordinazione sacerdotale.

A suo tempo avevo già ringraziato tutti gli oblatori del bellissimo dono e colgo oggi l’occasione per ringraziarne molti altri che hanno ugualmente contribuito dopo la data dell’anniversario.

Visto però che il crocifisso era già stato pagato ho devoluto alla San Vincenzo, per l’assistenza ai poveri, gli importi che mi sono pervenuti tramite la sig.ra Valeria e altre persone care di parrocchia e non solo.

Oggi aggiungo un particolare che, conoscendovi, sono certo vi farà molto piacere.

Come ho già scritto sopra, dal giorno dell’anniversario e quindi del dono, il crocifisso è stato collocato sull’altare ma non tanto per la bellezza dell’ artistico manufatto quanto per sertirvi vicini a me nel momento della celebrazione: mi basta guardare un attimo il crocifisso e avverto subito la vostra presenza!

Penso che quanto scritto sia di gioia anche per voi perché è come se, in quel momento, foste insieme con me sull’altare esercitando il vostro sacerdozio laicale.

Siete contenti?

1055. IN CAMMINO – pecore e pastori

Le pagine del Profeta Ezechiele che la liturgia ci propone in questa settimana (insieme al commento che ne fanno i Padri e soprattutto Sant’Agostino nel salterio) sono davvero tremende.

Ce n’è per tutti: pecore e pastori! Sono rimproveri durissimi e… meritati!

Per (alcune) pecore … sbandate che credono d’essere “chissà chi” perché hanno ingenti disponibilità di denaro o un quoziente intellettivo superiore alla norma.

“A causa delle tue ricchezze il tuo cuore si è inorgoglito e ti sei fatto “dio” anche se non lo sei! Vedrai… vedrai quando i tuoi nemici ti precipiteranno nella fossa… ripeterai ancora “io sono un dio” di fronte a loro? Dove finirà la tua grande intelligenza?”

E pure per i pastori che pensano solo a se stessi trascurando il gregge loro affidato dal Signore.

“Vi nutrite del loro latte, vi rivestite della loro lana, macellate quelle più grasse… le guidate con crudeltà e violenza senza porvi alla ricerca delle smarrite. Per colpa vostra sono preda di bestie sanguinarie: un giorno ve ne chiederò conto”.

Queste profezie – mi riferisco a quelle per i pastori – mi mettono i brividi. Come potete facilmente rendervi conto scorrendo sul bollettino o sul blog i miei impegni settimanali non mi sottraggo ai miei impegni di pastore.

In questi ultimi giorni mi sono perfino esposto personalmente rischiando grosso con alcuni malintenzionati che depredano i fedeli fragili e anziani all’uscita della chiesa ma…

Ma mi sento ugualmente in colpa pensando soprattutto ai tantissimi adolescenti e giovani che, terminato il catechismo di Cresima, si sono allontanati da Gesù.

“Nessuno va in cerca di loro e se ne cura”.

Ho molte attenuanti, è vero ma forse potrei fare di più oltre che scorrere le foto, soffrire per l’abbandono (di Gesù) e pregare.

Non cerco scusanti ma confesso d’avere il cuore ferito.