1006. IN CAMMINO – Famiglia Folonari

In attesa di raccontarvi com’è andata con i gigli vi scrivo qualcosa a proposito della famiglia Folonari.

Sono parroco di Forte dei Marmi dal 28 Novembre 1996… Ne sono passati di anni, vero? Bene, nel momento del passaggio delle consegne il mio predecessore, mons. Sabucco di v.m., mi mise al corrente di una donazione a favore della nostra chiesa di un terreno sito in Via Nizza da parte della famiglia Folonari.

Mi spiegò che non era riuscito ad arrivare al fondo della pratica per ostacoli frapposti dalla Curia. Verificate le carte e rimossi gli ostacoli il terreno venne venduto e riuscii a ottenere un terzo del ricavato.

Riconoscente alla famiglia Folonari iniziai subito, e sono andato avanti per 15 anni, a ricordare all’altare i defunti della famiglia in questione senza conoscere però il nome prerciso del donatore: nelle carte in possesso di Mons. Sabucco, ormai ingiallite, si accennava soltanto alla “famiglia” Folonari di Brescia.

Questa mattina, scorrendo la lunga intervista rilasciata dal dott. Ambrogio Folonari al Corriere, ho scoperto finalmente il nome del benefattore: Italo Folonari, papà di Nino e nonno di Ambrogio!

Da questo mese quindi, riprenderò la celebrazione in sua memoria ogni giorno 16 del mese sperando prima o poi, di scoprire anche il nome della consorte.

1005. IN CAMMINO – I gigli…

I gigli di Sant’ Antonio sono già sfioriti! E ora come facciamo? La tradizione vuole che la statua sel Santi Patrono sia ornata con i gigli ma se i gigli non ci sono come possiamo rimediare?

Al momento non ho idee ma spero fra oggi ed domani di risolvere il problema. Domani infatti andrò al paese dalle mie suore e spero di poter recuperare almeno qualche fiore. Sono suore “Antoniane” e quindi devotissime del Santo. Spero tanto che mi possano accontentare. In caso contrario ornerò la statua con qualche altro fiore e con delle candele profumate.

In paese, da sempre, c’è tanta devozione nei confronti del Santo. In alcuni casi rasenta la superstizione come quando, ad esempio, viene invocato per trovare moglie o chiavi perdute e simili.  Però – mi confesso – anch’io talvolta l’ho invocato allo scopo… ovviamente non per trovare moglie ma per ritrovare oggetti smarriti. E devo dire che la preghiera è sempre stata esaudita!

Sono legatissimo alle Suore Antoniane che mi hanno visto piccolissimo allievo alla scuola materna, poi alunno della scuola parrocchiale di catechismo, poi ancora Vicario del Piano di Pisa e infine commensale in tantissime occasioni insieme col mio babbo quando la mamma morì.

Come posso dimenticarle?

Al momento Suor Bertilla, una delle Suore dell’istituto antoniano del paese, è stata nominata Madre Generale… Mi scrive spesso invitandomi a pregare per loro. Io faccio lo stesso con lei che è tanto cara e buona.

Domani pomeriggio vi scriverò a proposito dei gigli e anche per proporvi una preghiera dedicata al santo.

1004. IN CAMMINO – don Milani

Sapevo che i giovani liceali avevano in cantiere una ricerca su don Milani ma per un disguido o meglio a causa di una comunicazione errata ritenevo che non avessero fatto di niente.

E invece i giovani della Terza “A” non solo sono riusciti a mettere insieme un buon lavoro ma anche a presentarlo nella sede del Fortino.

Avendolo saputo solo all’ultimo momento sono riuscito a dedicare loro appena qualche minuto ma è stato sufficiente per apprezzare e … programmare, con l’aiuto delle professoresse, un doveroso riconoscimento approfittando della festa di sant’Ermete del 28 Agosto p.v.

Prima di mettere in rete pochi secondi del filmato realizzato ieri con i giovani studenti mi piace riferirmi alla testimonianza su don Milani resa da  Mons. Benvenuto Matteucci, il Vescovo della mia ordinazione sacerdotale di 50 anni or sono.

Pure lui, come don Milani, era stato “punito” e relegato in montagna: don Milani a Barbiana e don Benvenuto a Poggio alla Malva. I due paesi, distanti in linea d’aria pochi chilometri, erano posti in vetta a due collinette sull’ Appennino una di fronte all’altra.

Entrambi giovanissimi e coltissimi si erano dedicati anima e corpo allo studio e alla promozione umana delle persone lo affidate. Entrambi non si erano perduti in lagne ma avevano colto, nell’allontanamento, un segno della volontà di Dio affidandosi quindi completamente a Lui .

E avevano avuto ragione in questa scelta. Don Benvenuto era stato “riabilitato” in vita e nominato addirittura Vescovo; don Lorenzo invece in morte ma onorato da tutti, perfino dal Papa!

Così vanno le cose di questo mondo…

Adesso godetevi qualche spezzone del filmato realizzato ieri. Nel caso ci siano sviluppi interessanti dell’iniziativa ve ne farò partecipi.