2091. IN CAMMINO – È ormai sera…

… ma desidero ugualmente scrivervi qualcosa. Mi sono accorto che queste brevi note mi aiutano non poco a svolgere il mio servizio pastorale e a mantenermi in contatto col Signore.

Da una parte infatti penso con affetto e simpatia a voi che avete la costanza di leggere ogni giorno la mia paginetta, ai vostri cari familiari e ai vostri amici.

Dall’altra ringrazio il Signore per avermi offerto la possibilità di avere qualcuno che ogni giorno mi legge facendomi un po’ di compagnia.

Il mio ritardo odierno è dovuto alla mole di lavoro che ho dovuto affrontare sia nel mattino che nel pomeriggio.

Dopo essere andato, di prima mattina, in banca per recuperare un po’ di soldi (in contanti) per i ben noti lavori di restauro alla chiesa sono corso a benedire una cara famiglia gustandomi il loro affetto sincero (e pure una ricca colazione). Nel frattempo erano già giunti in canonica alcuni miei confratelli con i quali avevo in programma un incontro di studio e preghiera. Fatti i convenevoli siamo passati ai doni: io li ho invitati a pranzo e loro mi hanno  un interessante libretto scritto, ormai molti anni or sono, da un certo Fra Lorenzo della Risurrezione.

Ne aveva parlato tempo addietro il Papa in persona indicandolo come un libro di profonda spiritualità e quindi desideravo acquistarlo. Averlo ricevuto in dono mi ha fatto felice.

Terminato il momento di studio e preghiera ci siamo messi a tavola per un pranzo di lavoro consumato in velocità perché loro avevano il treno e io il funerale della sig,ra Mariella Tacchella.

Non ho avuto la possibilità di fermarmi un attimo perché la chiesa in un attimo si è riempita di persone e tutti volevano conferire con me sia per preparare la cerimonia che per illustrami le vicende della signora defunta.

Al funerale ha fatto seguito la riunione mensile della Caritas San Vincenzo… poi la Messa e dopo un piacevolissimo incontro con due giovani ex allievi del catechismo che volevano presentarmi la loro piccolina di 3 mesi. Ormai non abitano più al Forte ma mantengono tanta nostalgia per la nostra chiesa e per il sottoscritto.  Inutile dirvi che sono rimasto molto contento… Anche la mia piccola Lola era felice al punto da dimenticare (per un attimo) la pappa già pronta nella scodella.

Adesso mi attende una cenetta frugale e un po’ di riposo. A domani.

2090. IN CAMMINO – Pellegrinaggio ad Assisi

Fervono i preparativi per la visita al Santo. Mi sono letto con attenzione il libro di Cazzullo su San Francesco. È un testo divulgativo (e quindi accattivante) ma necessita di alcune integrazioni per rendere ancora più comprensibile la figura di questo personaggio.

Infatti, pur essendo il fondatore – carismatico per giunta – del “movimento” e quindi osannato ecc. si ritrovò a essere  messo da parte nel momento in cui il movimento si trasformò in “ordine” con tanto di riconoscimento esplicito del Papa.

I suoi primi seguaci non erano dei sempliciotti, anzi… Nonostante tutto, attratti dall’esempio di Francesco, si trasformarono in umili annunciatori del Vangelo. L’annuncio veniva trasmesso attraverso delle prediche “senza voce” cioè attraverso l’esempio della propria vita ritagliato sulle “beatitudini“…

Beati i poveri…  e loro vivevano poveramente, anzi d’elemosina… ma non in soldi bensì in natura ossia qualche tozzo di pane raffermo e funghito, qualche scarto di verdura… ecc.

Beati i miti… e loro si facevano mettere sotto i piedi – letteralmente – da tutti…

Non continuo perché immagino che abbiate già capito!

Prima ancora che Francesco morisse la comunità si trovò divisa. Alcuni frati, in precedenza canonici di importanti cattedrali o addirittura professori a Parigi, a Bologna, a Oxford, con l’aiuto dei Papi, trasformarono il “movimento” in Ordine Canonico. Quindi l’obbligo della povertà assoluta venne mitigato, quello della semplicità idem e via di questo passo.

Non sto a dirvi quello che accadde dopo la sua morte. Un esempio solo che ebbe come protagonista il povero frate Leone, amico più caro di Francesco,  relegato nel conventino di Greccio e minacciato di scomunica se avesse continuato a insistere su certi temi.

Poi iniziarono le divisioni fra gli stessi frati, divisioni giunte fino a oggi.

Prima si chiamavano tutti “frati minori”; poi, dietro a loro, vennero i “minori conventuali”; infine i “minori cappuccini” e dopo ancora i francescani dell’Immacolata, i francescani di Betaniae altri ancora… Poi le Clarisse, il Terz’ordine e tantissimi altri gruppi che si ispirano a San Francesco e seguono la sua spiritualità pur con modalità diverse!