2084. IN CAMMINO – San Cerbone

Sono tornato ora ora da San Cerbone, un convento (già) francescano sito sulle colline alla periferia di Lucca, attualmente gestito dalle figlie di San Francesco di Sales, una congregazione religiosa indiana fondata da un prete italiano.

La struttura è veramente splendida, con camere per gli ospiti e sale per riunioni e incontri. C’è pure una bella chiesa e un refettorio accogliente.

Eravamo convocati dall’Arcivescovo per il ritiro di Quaresima che il presule intende tenere personalmente. Contrariamente alle mie previsioni – pioveva intensamente e tirava un forte vento – eravamo un bel numero per cui abbiamo gustato anche la bellezza dello stare insieme con nostro Pastore.

La riflessione ha preso spunto da due diversi passi di Vangelo che avevano in comune la “vista”: il racconto di Bartimeo cieco che ritrova la vista incontrando Gesù e l’insegnamento riguardo alla pagliuzza e la trave.

Ha fatto seguito una lunga pausa per l’adorazione Eucaristica e infine il pranzo in comune.

Essendo a Lucca ne ho approfittato per fare un salto dalla signora Borrelli e ritirare il materiale per la Quaresima e la Pasqua.

Una bella giornata resa ancora più speciale da un raggio di sole venuto a illuminare la collina lucchese.

2083. IN CAMMINO – Puro Suono

5.856,oo €  Cinquemilaottocentocinquantasei Euro.

A tanto ammonta il costo del nuovo amplificatore installato dopo le ripetute richieste da parte dei fedeli. Riconosco che ce ne era davvero bisogno perché ultimamente aveva iniziato a fare le bizze.

Non era quindi più una questione di udire male o bene ma di udire male o non udire per niente.

Penavo però che l’amplificatore di potesse aggiustare ma poi, considerato che la spesa per la riparazione sarebbe stata quali equivalente ho optato per un nuovo apparecchio che oltretutto ha una garanzia di un paio di anni.

Riconosco – me lo hanno spiegato anche i tecnici – che il motivo principale della scarsa udibilità sta nella mia voce bassa e sommessa. Per essere ancora più chiaro mi hanno contestato il fatto che ho un timbro di voce basso e per di più parlo a bassa voce.

“Lei, mi hanno detto, non arringa il popolo con enfasi come fanno tutti gli altri preti; lei parla come potrebbe fare il padre di famiglia o l’insegnante di Liceo… provi a declamare come si fa al teatro o in piazza e vedrà che tutti riusciranno a capire…”

“È vero, va bene, ci proverò”, ho detto.

Ma dentro di me ho pensato che non sono proprio il tipo che recita una parte. Penso sia meglio fare silenzio che scaricare una dotta predica da internet e proclamarla… Voi che ne pensate?

2082. IN CAMMINO – Coriandoli

Oggi, per la gioia delle nostre mascherine, splende il sole… e anche noi siamo felici perché dopo tanta acqua avevamo davvero bisogno di un po’ di sole.

Tutte le maschere sono belle. Alcune spettacolari come quelle del carnevale di Venezia: sanno d’antico e forse è proprio questo che le rende bellissime. Ma anche quelle fatte in casa sono ugualmente graziose.

Fra le foto delle elementari (che conservo con cura) c’è quella che mi vede “Cinesino” con tanto di occhi allungati e cappellino di paglia in testa, quella vestito da Zorro con spada di plastica, mantello nero e cappello piumato e quella da boss con fazzoletto al collo e pistola ad acqua.

Poi ne ho altre ma risalgono agli anni in cui, già sacerdote, animavo i piccoli indossando pesanti mascheroni e andando avanti e indietro per le strade dell’Oltrera.

Se da piccolo mi divertivo molto, da grande invece mi stancavo e ne soffrivo perché ero costretto a subire gli scherzi dei buontemponi che non sapevano fare di meglio se non riempirmi di coriandoli e di farina: ovviamente non sapevano che dentro il mascherone c’ero io e quindi ero oggetto di ogni tipo di scherzo.

E va bene. Ormai sono passati sia gli anni della fanciullezza sia quelli della giovinezza. Non li rimpiango ma qualche annetto me lo toglierei volentieri.

Anche voi?