817. In CAMMINO – coperta o esposta (2)

Cari amici, ieri non sono riuscito a concludere l’articolo perché mi si sono presentati degli imprevisti ai quali ho dovuto rimediare in fretta e furia.

Al mattino sono stato costretto a fare il “vigilante”, seduto all’ingresso della chiesa per proteggere i fedeli dalle incursioni dei nomadi e al pomeriggio ho preparato un minimo di accoglienza per mons. Sosthene, un Vescovo del Camerun venuto in Italia per incontrare Papa Francesco e per salutare coloro che lo avevano aiutato negli anni degli studi romani.

È andato tutto bene ma non sono riuscito a concludere l’articolo e non l’ho nemmeno pubblicato.  Me ne sono reso conto ieri sera a tarda ora quando alcuni lettori mi hanno avvisato che sul blog non compariva la nota quotidiana.

Rimedio questa mattino. SCRIVEVO ieri, che i primi a disporre l’esposizione perenne della Patrona, in questo caso l’icona della Madonna di sotto gli Organi, furono i canonici del Duomo di Pisa che decisero, a maggioranza, dopo una votazione.

Dopo di loro vennero tutti gli altri, me compreso, (allora ero giovane parroco a San Casciano di Cascina…) che decisero nello stesso senso con grave dispiacere dei fedeli che avevano a suo tempo provveduto alla “copertura” con ornamenti di pregio ecc.

La decisione, avventata, si rivelò presto gravemente errata: si pensava che la scelta avrebbe avvicinato ulteriormente i fedeli alla devozione e invece, passato il momentaneo momento di fervore, la devozione scomparve del tutto!

Anche in Versilia accadde lo stesso. A parte il proposto di Pietrasanta che si oppose strenuamente tutti gli altri sacerdoti scelsero la novità della esposizione perenne. Anche la nostra Patrona, la Vergine Addolorata, una volta svelata, perse quel fascino che aveva mantenuto fin dall’inizio della sua intronizzazione e venne presto dimenticata.

Il resto è storia recente: a parte i più anziani che non dimenticano i tanti benefici ottenuti e le tante lacrime versate davanti a quell’Immagine nascosta dai loro genitori più nessuno delle nuove generazioni si rivolge a Lei, esposta ma dimenticata!

Io ho cercato fin dall’inizio del mio servizio pastorale di rinverdire la devozione proponendo ad esempio il Rosario con i Misteri del dolore, recuperando il Canto tradizionale, ma sopraffatto dai mille appuntamenti nazionali, diocesani e vicariali e appesantito dagli anni non sono riuscito a risvegliare la devozione dei nostri predecessori, preti e laici.

Continuo domani perché c’è da sistemare il parco delle Suore…

816. IN CAMMINO – Coperta o esposta?

Fino al Concilio Vaticano II tutte le immagini sacre ( o quanto meno quelle più venerate ) presenti nelle chiese erano nascoste alla vista dei fedeli.

Venivano esposte soltanto in particolari occasioni, soprattutto feste religiose & civili, occasioni particolari come gravi problemi di salute, interventi chirurgici ecc.

Le novità liturgiche introdotte dal Concilio ne incoraggiarono l’ostensione perenne. Si pensava infatti che con l’abbandono del latino, l’ostensione delle immagini, la nuova produzione musicale ecc. i fedeli sarebbero tornati in massa a frequentare le chiese…

I primi a recepire questa nuova indicazione – almeno per quanto riguarda le immagini – furono i canonici della cattedrale di Pisa che, tenuto consiglio, a votazione decisero di svelare la v.i. della mdonna di sotto gli organi.

815. IN CAMMINO – A te il Forte un cantico…

Oggi è iniziata la settimana di preghiera in preparazione alla festa dell’Addolorata.

Sergio, come sempre, ha guidato il Rosario. Subito dopo ha avuto inizio la Messa preceduta dal canto dedicato alla Madonna.

È un canto, a mio avviso, molto bello… per certi versi addirittura struggente. Musicato dal m° don Leonello Verona, già parroco di Pruno e Volegno, è assai orecchiabile e quindi adatto alle celebrazioni parrocchiali in cui si canta a voce di popolo.

Non so chi abbia scritto i versi… penso a don Brino Taglioli già parroco di Farnocchia ma non sono sicuro. Vi ho messo le mani, anzi la penna, anch’io ma non vi dico dove perché non voglio prendermi meriti che non mi appartengono visto che si tratta più che altro di una elaborazione.

Fino a Domenica lo canteremo tutti insieme all’inizio della celebrazione che però dovrà tenersi in forma semplice visto che ogni sera, subito dopo, devo intrattenere i piccoli che Domenica prossima riceveranno la Prima Comunione.

Loro non riescono a cantarlo perché troppo complicato… ho notato però che sono rimasti incuriositi tanto che si sono portati a casa il foglio con le parole. Chissà che non riescano a impararlo: è risaputo che i piccoli hanno una capacità straordinaria di apprendimento musicale.

Sempre a proposito dei piccoli sono rimasti tutti colpiti dalla storia della nostra Patrona. Mentre spiegavo le tante sofferenze dei nostri predecessori costretti a imbarcarsi fin da ragazzi o a salire la montagna per estrarre il marmo mi guardavano smarriti e increduli. E invece è proprio così. Oggi il paese è cambiato. È diventato un paese ricco ma per tanti, tanti anni è stato un paese poverissimo che aveva come unico conforto la presenza della Madonna.