761. IN CAMMINO – Ancora un lutto

È  sì. Ancora un lutto nella nostra (piccola) comunità. È mancata la carissima Dolores Job da sempre presente e attiva nella parrocchia oltre che  corista nella Corale cittadina.

Un ictus improvviso le tolse la forza e la lucidità che però poi, grazie alle cute amorevoli dei suoi cari e alla professionalità dei terapisti, riprese a prezzo di grossi sacrifici.

Nel nostro ultimo incontro aveva lo sguardo mesto. La signora che la seguiva (forse una psicologa ?) cercò con parole dolcissime di aiutarla nella conversazione ma non ci riuscì. Però la Dolores capì chi ero e per quale motivo ero andato a farle visita. Così pregammo insieme per i suoi cari, per la parrocchia, la corale e il paese. E ci lasciammo, entrambi commossi.

Oggi, alle 15.00, celebrerò il funerale presenti i suoi cari e i vari collaboratori della parrocchia. La raccomando anche alle preghiere di voi lettori e lettrici perché era davvero una persona amabile.

Nei prossimi giorni ci saranno altri due funerali… Il paese purtroppo si sta spegnendo. Gli anziani ci lasciano perché muoiono e i giovani perchè vendono e cambiano paese. Speriamo che questa spirale cessi perché siamo rimasti davvero in pochi.

760. IN CAMMINO – Italia

Oggi pomeriggio, alle 17.00 in punto sentirete suonare le campane a festa. Il mio vuole essere un doveroso riconoscimento alla signora Italia Tognetti Meccheri che oggi verrà suffragata nella sua chiesa parrocchiale, a Querceta.

Sono molto legato a questa cara persona (come del resto lo ero al marito)  anche se, per rispetto al parroco di Querceta, sono sempre rimasto al mio posto.

L’ho sempre portata nel cuore e ho cercato di omaggiarla indirettamente attraverso i bimbi del catechismo… Penso sia opportuno spiegarmi meglio.

Fin dal mio ingresso al Forte avevo saputo della terribile disgrazia che aveva colpito la famiglia Tognetti Meccheri negli anni precedenti.

Il 21 Febbraio  1982 i loro figli, Francesca, Stefano e Silvia erano morti tragicamente vittime di un incidente stradale alle porte di casa. In un attimo tre giovani vite erano rimaste spezzate e insieme con le loro anche quelle dei loro genitori: Italia ed Elia.

I due poveri genitori avevano reagito con dignità alla disgrazia ma ne erano rimasti troppo colpiti per superarla appieno. Quando morì Elia – io lo conoscevo poco – gli fui vicino attraverso l’amico Vasco che fece la mia parte con rara umanità e fede.

Subito dopo iniziai a frequentare, sempre con molta discrezione, la signora Italia e decisi di pensare a una iniziativa speciale per lei e il marito, una iniziativa che avrebbe consentito a tanti ragazzi di Forte dei Marmi e non solo, negli anni, di conoscere la vicenda dei fratelli Meccheri.

E così all’inizio di ogni anno catechistico cominciai ad accompagnare al cimitero i ragazzi – dai più piccoli ai più grandi – per visitare le tombe dei tre fratelli, tombe molto particolari perché riportano scolpiti nel marmo i volti e gli hobby dei tre giovani.

La signora Italia venne a saperlo e me ne fu molto grata. Che il Signore la accolga in cielo insieme con i suoi cari figlioli.