741. IN CAMMINO – Santa Rita

Intanto mi sento in dovere di ringraziarvi, cari lettori, per l’attenzione che avete riservato alla mia cara cugina Giuliana, prematuramente scomparsa. Era una cara persona e quindi pensatela vicina al Signore. Grazie.

Oggi vorrei riferirvi della festa di santa Rita celebrata ieri nella nostra chiesa parrocchiale. Non avevo provveduto alla stampa dei manifesti perché ormai è risaputo in tutta la Versilia che al Forte si festeggia santa Rita (e anche per “confondere” i borseggiatori… che approfittano della festa per derubare i devoti della Santa).

La presenza era quasi tutta al femminile (8 su 10) con delle eccezioni come quel signore nerboruto seduto proprio in prima fila.

Ogni anno, nell’occasione della festa imparo qualcosa…  Quest’anno ho raccolto una interessante testimonianza da una signora (una imprenditrice molto conosciuta e quindi impossibile da citarsi) che mi ha fatto molto riflettere.

Santa Rita, com’è noto, è segnalata dalla voce popolare come la Santa delle “grazie” impossibili.

La signora dunque mi diceva che, entrata nella chiesa della SS.ma Annunziata a Firenze in compagnia di un’amica per visionare non so che cosa, aveva fermato l’attenzione su una piccola statua. L’amica, molto devota, le aveva spiegato che la statuetta rappresentava Santa Rita, santa delle grazie impossibili. Al che lei, non per sfida ma quasi per gioco, le aveva risposto che intendeva mettere alla prova la Santa chiedendole il dono della fede…

Mesi dopo la signora aveva partecipato a una gita che prevedeva oltre a un “ricco” pranzo anche una “breve” sosta a un santuario della Madonna. Sulla via del ritorno, mentre tutti gli partecipanti parlavano del pranzo, lei aveva cominciato a riflettere sugli insegnamenti religiosi ricevuti in famiglia da piccola. Alla sera ne aveva parlato col compagno (non erano sposati in chiesa) poi con i figli … insomma andò a finire che nell’arco di pochi anni tutta la famiglia ritrovò la fede.

Fu allora che l’amica di un tempo le disse sorridendo: “Ti ricordi della visita all’Annunziata, a Firenze?”

Non aggiunse altro ma fu sufficiente per farle tornare in mente il “gioco” di anni indietro.

 

 

740. IN CAMMINO – In memoria di Giuliana Malvaldi

Ieri, appena conclusa la Messa solenne della prima Comunione, ho avuto notizia della morte improvvisa (e imprevista) di mia cugina Giuliana.

Superato un primo momento di smarrimento mi sono imposto (e l’ho chiesto anche ai miei collaboratori) di mantenermi sereno perché la “bimba” – così era chiamata affettuosamente in casa – è stata senza dubbio accolta amorevolmente dal Signore.

Potrà sembrarvi strano quello che vi scrivo, cari lettori, ma ho conosciuto nell’intimo Giuliana proprio da quando ho iniziato a pubblicare queste note sul blog parrocchiale.

Intendiamoci, la conoscevo da sempre come una donna forte, determinata, dignitosa – giovanissima, prima ancora della Laurea, aveva iniziato a lavorare… da sempre aperta al mondo della cultura nel giornalismo… generosa e sensibile collaboratrice del Rotary a livello locale e regionale… – ma l’ho conosciuta nella sua dimensione interiore, attraverso i messaggi mail.

Ognuno di noi ha, per dono di natura, un determinato carattere. Chi è più espansivo, chi meno. Chi si infiamma di niente, chi resta impassibile…

Giuliana, per dono di natura e per scelta di vita, era una donna “buona”: riusciva a cogliere sempre l’aspetto positivo nelle persone, evitava di calcare la mano sulle persone indelicate e sui comportamenti sbagliati. Riusciva a capire e a perdonare…

Questo modo amorevole di pensare e fare la rendeva carissima a tutti noi e, come ho scritto all’inizio della nota, graditissima al Signore: per questo la vediamo accolta nelle Sue braccia amorevoli.

Qui di seguito una foto curiosa: sta tagliando la torta alla mia festa di ordinazione sacerdotale sotto gli occhi divertiti del mio babbo e del resto della famiglia.