718. IN CAMMINO – attacco di panico

Gestire una parrocchia non è semplice. Non mi riferisco alla “gestione” spirituale (mi scuso per il termine… orrendo ma vado di fretta e non me ne viene in mente uno più elegante) ma a quella burocratica: fra documenti di matrimonio, notule dei professionisti, scadenze ecc. c’è da diventare matti.

Ma ancora più complicata la gestione “consiliare” del Vicariato.

Questo infatti comprende tre “Consigli”: uno riservato ai sacerdoti e ai diaconi (C.P.), un altro per i sacerdoti, i diaconi e i laici rappresentanti delle varie parrocchie (C.P.d.V.) e uno infine per i moderatori delle Unità Pastorali (C.M.U.P.); come se non bastasse c’è anche la segreteria di Vicariato (S.d.V.).

Il Vicario (sono io, meschino!) dovrebbe predisporre per ognuno di questi Consigli l’Ordine del Giorno e compilare il Verbale.

Ovviamente c’è il concreto pericolo di dire e ridire le stesse cose: per questo è necessario verificare con attenzione il già detto e verbalizzato per non perdere tempo inutilmente.

Ma, voi direte, di cosa parlate in tutti questi incontri?

Le dritte per la discussione vengono specificate dai consigli diocesani e precisamente dal Consiglio dei Vicari e da quello dei Presbiteri in seno al quale però ci sono altri sotto-consigli e fra questi il Consiglio per l’aggiornamento del Clero che indica anche gli argomenti e i punti da focalizzare. Poi naturalmente ci sono anche quelli inerenti il Vicariato e questo compete al Vicario di zona.

L’attacco di panico di questa mattina è dipeso proprio dall’aver smarrito la mail del sotto-consiglio per l’aggiornamento con l’argomento da trattare. Spero di trovarlo e se no, pazienza.

717. IN CAMMINO – ?

Da alcuni giorni, ai piedi della Madonna del Rosario e in mezzo alle candele, compare un simpatico paperotto di pezza di colore giallo.

I fedeli che sono soliti frequentare la chiesa ogni giorno avrebbero voluto sloggiarlo immediatamente pensando allo scherzo di un buontempone.

Io invece ho preferito lasciarlo ancora qualche giorno in attesa di saperne qualcosa in più dalla visione delle telecamere.

Nel caso infatti fosse il dono di un bambino andrà lasciato ancora. Si sa che i piccoli sono molto immediati nelle loro risposte e nei loro gesti e non amano essere contraddetti in alcun modo pena scatenarsi in bizze ecc.

Tempo addietro, ad esempio, alla mamma che invitava ad accendere una candelina il piccolo ha risposto con un NO secco aggiungendo: “prima il gelatino e poi la candelina”.

D’altro canto se un piccolo si intestardisce ad accendere le candele c’è poco da fare… meglio che le accenda tutte (e ci metta pure un papero giallo dentro) piuttosto che si sdrai in terra urlando a squarciagola e debba essere trascinato fuori a forza!

Nel caso invece che il papero fosse il dono votivo di un adulto andrà tolto al più presto per evitare che qualche altro spirito bizzarro sia invogliato a depositare qualcosa di simile…

Vi immaginate cosa potrebbe succedere nel caso lo lasciassi? Tempo una settimana e spunterebbero bambole, trenini, giocattoli ecc. né più né meno quello che è successo con le fotografie e le letterine depositate entro la nicchia….. ne devo togliere almeno un  paio ogni settimana per evitare l’accumulo. Da notare – ho controllato la telecamera – che sono sempre le stesse persone che depositano il materiale.

716. IN CAMMINO – In memoria …

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, si è spenta presso la Casa di Cura San Camillo di FDM, la carissima Anna Marcacci Brosio.

Sono stato avvisato dal figlio Paolo che la situazione stava precipitando ma ne ero già consapevole visto che ero stato a farle visita appena un giorno fa accompagnato dall’amico Sergio.

Stava soffrendo per una forma influenzale che le impediva di respirare ma era sufficientemente lucida per riconoscermi e salutarmi con la consueta, signorile disponibilità.

Come ho già scritto in altra occasione e pure detto pochi giorni or sono nel corso di una trasmissione televisiva conoscevo la signora Anna da prima di venire al Forte. Paolo non lo conoscevo ma lei sì perchè amica di famiglia di Vera, Tilde e Giovanna, mie affezionate familiari.

La sua “verve”, tipica dei marinesi (abitanti di Marina di Pisa), mi era ben nota come pure la sua devozione alla Madonna che l’aveva portata più e più volte pellegrina a Lourdes in qualità di “dama” a servizio degli ammalati.

Venuto al Forte conobbi il marito e successivamente il figlio Paolo che era incappato in un momento difficile. Da allora, nel rispetto dei Padri Francescani che li avevano in cura spirituale, sono stato molto vicino a questi cari amici condividendo con loro sebbene in modo molto discreto momenti lieti e momenti tristi.

Sono stato vicino alla signora Anna soprattutto in quest’ultimo periodo con la santa Comunione e con la preghiera di affidamento alla Madonna proprio alla vigilia del decesso.

Che il Signore l’accolga in cielo e protegga Paolo nelle sue molteplici attività professionali oltre che spirituali e benefiche.

Al riguardo vengo a sapere che proprio oggi (o ieri, salvo il vero) è stato aperto il cantiere del dispensario sanitario al santuario di Medjugorie per il quale anche la signora Anna aveva speso tutte le sue energie e non solo.

P.S. Ho risolto felicemente il problema cui avevo accennato nell’articolo pubblicato ieri… L’amico cui accennavo, pur abitando in Italia, NON È cittadino italiano; per questo non riuscivo a reperire i suoi dati anagrafici!