713. IN CAMMINO – Divina Misericordia

Domenica prossima sarà la festa della Divina Misericordia. Oggi stesso ho esposto in bella evidenza il quadro realizzato dal pittore Vaccaro e donato alla chiesa dalla moglie Dinetta in ricordo di Barberino.

La devozione nasce, come tutti ormai sanno, in Polonia grazie alle visioni mistiche di suor Faustina, una semplice Suora ricca di fede e appassionata della misericordia.

La sua testimonianza per lunghi anni rimase “in un cassetto” conosciuta soltanto dal suo Padre spirituale e da pochi altri intimi del monastero. Poi iniziò a circolare dapprima in Polonia e poi presso le tante comunità polacche dell’estero.

All’avvento di papa Giovanni Paolo II venne prepotentemente alla ribalta e di lì a poco venne proposta alla Chiesa universale dallo stesso Pontefice che la indicò come speciale devozione per la conversione delle anime dei peccatori prossimi alla morte.

Detto così può sembrare il solito discorso smielato cui siamo abituati dalla devozione antica. In realtà è una devozione speciale che, giustamente, pone l’accento sulla grande “Misericordia” del Signore che è disposto a concedere il perdono anche al più ostinato dei peccatori grazie all’intercessione dei devoti. Per questo la “coroncina” viene solitamente recitata dai famigliari al letto di chi sta morendo per chiedere il perdono di ogni fragilità e invocare la salvezza eterna.

Il pentimento dovrebbe essere di chi ha peccato però il Signore può perdonare anche chi non riesce a pentirsi o perché non ne ha piena contezza o perché impossibilitato a farlo dalla malattia, dall’anzianità, dalle circostanze della vita.

Anch’io mi sono trovato una volta a recitare la “coroncina” all’orecchio di un mio confratello che stava morendo e spero che quando sarà il mio momento ci sia qualcuno che faccia altrettanto.

712. IN CAMMINO – Più sicuri insieme

I carabinieri di Forte dei Marmi hanno lanciato una campagna di informazione per aiutare la popolazione a prevenire i furti. Ieri ho partecipato anch’io alla lezione tenuta dal Comandante della locale stazione nella sala delle riunioni g.c. dall’Istituto Canossa.

L’argomento, molto interessante, riguardava più tipi di truffatori e più tipi di truffa.

Fra i truffatori si distinguono quelli seriali e quelli occasionali.

Fra questi ultimi, alcuni costretti dalla necessità, che ovviamente non fanno testo: si riconoscono immediatamente perché non sono abituati a ingannare. Mi capitano spesso e riesco sempre a smascherarli perché si coprono di rossore quando addirittura non si mettono a lacrimare. In questo caso non riesco ad allontanarli ma li aiuto per quanto posso consapevole che momenti difficili possono capitare a tutti.

Lo stesso con gli zingari che vengono ogni settimana a chiedere denaro e alimenti salvo poi disfarsene (degli alimenti) appena ho chiuso la porta. Li conosco da sempre e sono innocui anche se petulanti a non finire… È nel loro DNA quello di elemosinare e quindi c’è poco da fare.

Con quelli seriali il discorso è diverso. Ci sono alcuni davvero sfacciati esperti di taccheggio, di contraffazione, di falso, di predazione ecc. Non si accontentano di pochi spiccioli ma tendono tranelli ingegnosissimi al solo fine di ingannare i più anziani senza alcuna pietà!

Si presentano facendo il nome di una persona conosciuta o simili e poi sfiniscono a furia di discorsi cercando di prendere tempo… per individuare qualcosa da rubare. Io stesso ci sono caduto più e più volte perché essendo un sacerdote sono accogliente con tutti.

Con questi l’attenzione non è mai troppa. La regola vuole – così hanno spiegato i carabinieri – che prima di far entrare in casa queste persone è bene allertare i nostri conviventi: in due è più facile difendersi!

711. IN CAMMINO – merendella

Ieri ho saltato l’appuntamento perché essendo giorno semi-festivo ne ho approfittato per prendermi una pausa e riposarmi un poco.

Intendiamoci, una pausa relativa perché le Messe sono state celebrate secondo l’orario festivo, nel pomeriggio era fissato un battesimo (poi saltato per un imprevisto dei genitori… dopo una lunga attesa in chiesa da parte mia e dell’organista) e la sera un incontro per gli sposi di Sabato prossimo.

La pausa però c’è stata sotto forma di “merendella”, come dicono in Versilia, da Ulisse a Seravezza insieme con i miei amici di Pontedera e Forcoli.

La merendella si è trasformata in un vero e proprio pranzo con tanto di pasta i funghi, anatra all’arancia, agnello a cottura lenta, frittura di verdure, patis ai tartufi ecc.

Intendiamoci… non è che mi sia abbuffato come potrebbe apparire dall’elenco delle vivande. Mi sono limitato a un assaggio di pasta e un  altro di agnello (con molto dispiacere perché da quando ho fatto il servizio sul gregge – ricordate, vero? – lo mangio malvolentieri).

Devo dire però che sono stato molto contento di starmene in compagnia e per qualche momento distratto dagli impegni di tutti i giorni.

Voi direte: e gli altri dove li hai lasciati?

Tranquilli. Anche loro hanno festeggiato con Yudas a capo-tavola, e una tavola imbandita a festa.

E oggi si ricomincia…