700. IN CAMMINO – Ce la facciamo?

Torna lo stesso titolo che ho messo per:

1) Il pellegrinaggio a Lucca al santuario di santa Gemma,

2) Il pellegrinaggio a Lourdes posticipato a Ottobre,

E ora per l’ultima VIA CRUCIS di Quaresima in programma VENERDÌ 31 Marzo. Mi piacerebbe infatti celebrarla davanti alle edicole realizzate a suo tempo dal m° Vanalesta ai lati del cimitero a ricordo dell’anniversario della costituzione del Comune.

Il Venerdì santo infatti ci sarà la processione di Gesù morto e quindi non sarà possibile tenere la “nostra” consueta celebrazione al cimitero e quindi pensavo di anticiparla di una settimana.

Ho chiesto consiglio anche a Renato che si è detto d’accordo e quindi ho deciso di fare domanda al comune per la chiusura della strada e per il controllo del traffico.

È chiaro che non ci sarà il numero consistente di fedeli degli altri anni ma va bene ugualmente… anche con un numero ridotto di persone.

Nell’occasione vorrei ricordare i tanti problemi e le tante sofferenze di questi giorni: la guerra, il terremoto, i poveri naufraghi della Calabria ecc. Chissà che il Signore non volgia ascoltare proprio la nostra povera preghiera e venirci incontro favorendo la pace, la salute, la salvezza!

In settimana verificate sul bollettino se questa mia idea è andata in porto. Grazie.

699. IN CAMMINO – Fervono i lavori …

… anche a Roma Imperiale!

Il problema è quello già accennato nelle scorse settimane: il fiumiciattolo che scorre a lato della nostra proprietà si è allargato creando un’ansa per cui siamo costretti, per non incorrere nelle sanzioni della polizia fluviale (o della bonifica) ad arretrare con la recinzione di un bel po’ di metri.

Una decina di anni or sono venni già sanzionato penalmente (anche se poi non c’è stato né processo né sanzione) con tanto di documento scritto che conservo da qualche parte in archivio.

Il funzionario della polizia fluviale mi caricò in macchina, mi accompagnò sul luogo (scivolò nel fosso) e mi contestò il fatto che gli addetti alla pulitura non potevano accedere per la pulizia in quanto non c’era più l’argine.

Feci notare con il dovuto rispetto che dalla parte opposta c’era un bell’argine, addirittura cementato, e quindi avrebbero potuto ugualmente accedervi. Mi spiegò che l’argine doveva essere da entrambe le parti e soprattutto dalla nostra parte vista la presenza di alberi di alto fusto bisognosi di potatura…

Alla mia richiesta di poter cementare il terreno anche dalla nostra parte fece finta di irritarsi perché a suo dire una eventuale cementificazione sarebbe stato un abuso palese che avrebbe comportato una multa ecc. e una macchia indelebile sulla fedina penale.

Ho scritto che fece finta di irritarsi perché pure lui era seccato di dover contestare il “reato” in questione solo a me dal momento che il problema riguardava tutte le ville a confine con il fiume.

Un mesetto dopo mi giunse per raccomandata la denuncia penale che però stavolta era estesa a tutti i predetti confinanti. Passarono altri sei mesi e una nuova lettera mi avvisava che la denuncia era stata archiviata. Puff… puff… Mi ero salvato per un pelo.

Da allora sono passati vari anni e nessuno mi ha più detto niente. Però, dal momento che mi piace rispettare le regole, ho chiesto all’impresa “Fratelli Barbini” di sanare l’abuso retrocedendo la rete di confine e la recinzione di alcuni metri. Di quanti metri al momento non lo so: dovrenno venire gli impiegati della “bonifica” e valutare sul posto.

Speriamo non ci tolgano altro terreno oltre quello mangiato dal fiume.