698. IN CAMMINO – processione & indulgenza

Scrivevo ieri che adesso ci stiamo concentrando sulla processione di Gesùmorto che si terrà nel Venedì santo p.v. con inizio dalla chiesa di Vittoria e conclusione nella nostra chiesa parrocchiale.

La Misericordia di Vittoria ha già approntato la “Pietà” che verrà portata in processione; i documenti sono stati preparati; i compiti assegnati… manca soltanto … il “canto” di inizio, cioè lo “stabat mater” di cui scrivevo nella nota di qualche giorno addietro!

In questi giorni però mi hanno posto una domanda alla quale non sono stato in grado di rispondere e cioè se la partecipazione alla processione consente di poter acquisire l’INDULGENZA plenaria per i nostri defunti e per noi stessi.

Provo a rispondere dando per scontato che il lettore conosca il significato dell’indulgenza. L’esperienza pastorale però mi insegna che molti confondono la remissione della pena temporale – oggetto dell’indulgenza – con il perdono dei peccati ottenuto con la confessione. Va chiarito subito quindi che una processione non equivale a una confessione anche se è vero che chi partecipa a una processione “penitenziale” si riconosce pubblicamente peccatore!

Chiarito questo vengo al punto. So per certo che la Chiesa concede l’indulgenza a coloro che partecipano alla Liturgia della Adorazione della Croce e alla Via Crucis del Venerdì santo.

Quanto alla processione penso che “de jure” per ottenerla dovrebbe esserci una speciale concessione del Vescovo (e nel nostro caso non c’è).

“De facto” però la processione, essendo una commemorazione solenne della Passione e Morte del Signore con letture e canti liturgici, per di più approvata dai Parroci che rappresentano il Vescovo, potrebbe essere equiparata a una Via Crucis e quindi potrebbe comportare l’indulgenza.

A questo punto, pur senza dare ulteriori dettagli, vi invito a praticare gli impegni previ all’indulgenza e cioè la confessione, la comunione ecc. lasciando alla volontà di Dio – nella Sua misericordia – la concessione o meno del beneficio dell’indulgenza.

 

697. IN CAMMINO – Festa del papà

La festa del papà non è andata benissimo… anzi è andata male perché sono mancati moltissimi bambini. Ne aspettavo almeno 60/70 e invece ne sono venuti appena 25.

Pazienza. Vedremo di rimediare con la solita “circolare” ma un conto sono le letterine di avvisi/saluti e altra i “biscotti”. Sì, i biscotti, perché la festa aveva il clou nella degustazione di ottimi biscotti prodotti dal forno a fianco alla chiesa.

Pur con qualche assenza di troppo la festa si è svolta in modo dignitoso: alla predica ho accennato alle difficoltà educative che si incontrano di questi tempi; difficoltà che mettono in crisi papà, professori, preti, catechisti e tutti coloro che predicano impegno e sacrificio… Vengono un po’ snobbati come se parlassero in altra lingua! I risultati però parlano chiaro e infatti solo coloro che mantengono gli impegni e si danno da fare seriamente riescono poi a raggiungere certi risultati.

Anch’io mi sono gustato un buon “biscotto”. Ne avevo diritto dato che sono in tanti quelli che mi chiamano “padre”. È vero che anche in questo caso la dizione “don” ha preso il sopravvento fra i più giovani ma di fatto sono e resto “padre” per la maggior parte delle persone.

Adesso, passata in qualche modo la festa del papà (e di san Giuseppe) ci stiamo concentrando sulla Pasqua che si sta avvicinando sempre più. Ci sarà anche un appuntamento extra, la processione di Gesù morto, che vogliamo riprendere alla grande dato che certe tradizioni mantengono anche oggi il loro fascino. Ma di questo ne scriverò con maggiori dettagli domani.

Naturalmente a.D.p., a Dio piacendo, come diceva il compianto don Crisman. A domani!