662. IN CAMMINO – sofferenza

Come titolo avrei voluto scrivere “forte” sofferenza ma poi ho deciso di non esagerare: ci sono, purtroppo, tanti altri problemi che generano sofferenza e non è giusto drammatizzare.

Premesso che – come Chiesa a livello globale – siamo in enorme difficoltà avverto sofferenza nell’osservare come si sia sgretolato in pochissimi anni i rapporto società-famiglia-parrocchia che in altri tempi consentiva di “limitare i danni” della scristianizzazione in atto.

Quando, ad esempio, parlo con i piccoli del catechismo – sono innocenti e quindi raccontano con candore – e mi rendo conto che non sono venuti nemmeno alla Messa di Natale… mi cadono le braccia!

Oppure quando controllo le schede degli adolescenti/giovani e mi rendo conto che “nessuno” viene alla Messa da mesi e, anzi, qualcuno fa fatica perfino a salutarmi quando mi incontra…

Che tutto sia dipeso dal covid non ci credo. C’è evidentemente qualcos’altro che ha determinato questo allontanamento. Ma cosa? E come possiamo rimediare?

Come ho scritto sopra non voglio drammatizzare. Ricominciamo e basta, senza rimpallarci responsabilità. Sarebbe inutile e ingiusto nei confronti di chi offre tempo e lacrime per il Vangelo.

Allora, per prima cosa, vi invito a prendere sul serio l’impegno del “monastero”: un giorno intero di preghiera, ogni mese, a favore dei più giovani.

Poi, e mi rivolgo ai genitori e ai catechisti, non ci perdiamo d’animo… coraggio e avanti.

 

 

661. IN CAMMINO – burocrazia

C’è da diventare matti! Ormai è tutto informatizzato e quindi chi non ha una padronanza assoluta del computer si trova inesorabilmente spiazzato. Ma oltre il problema della competenza c’è anche quello del tempo… che si perde a tentare l’accesso alle varie piattaforme … che poi non rilasciano la ricevuta.

Stamani, ad esempio, ho ricevuto una sollecitazione per l’invio dei dati relativi agli occupanti della casa di Via Viner dei mesi passati. Premesso che la casa è stata affittata regolarmente per la stagione estiva con relativa comunicazione all’Ufficio delle Entrate, è assai indelicato chiedere all’affittuario: “ma voi in quanti ci abitate?”. Il problema l’ho superato facilmente grazie alla confidenza che ho con la famiglia…

Ovviamente nei mesi successivi e precedenti l’abitazione era sfitta. Ebbene mi viene chiesto di segnalare anche questo e cioè che era sfitta e disabitata. E va bene: l’ho fatto.

Ma mi viene chiesto di rispondere mese per mese. Questo vuol dire che io ogni mese mi devo mettere al computer e spiegare che la casa è sfitta e non abitata. Ma va bene anche questo: l’ho fatto.

Quando poi però mi vedo arrivare l’ennesima lettera di sollecitazione sono rimasto basito. Ma purtroppo non avevo in mano la ricevuta della avvenuta comunicazione perché il programma della regione toscana che ha ricevuto e riportato la stessa … non rilascia ricevuta!

Per fortuna avevo fotografato sul monitor il giorno e l’ora della mia comunicazione e dell’accettazione nel programma e quindi foto alla mano ho potuto dimostrare  la mia correttezza.

E se non l’avessi fatto? Ecco il punto: la sanzione pecuniaria va da 50 a 600 Euro per ogni mese dimenticato.

Ma poi per quale motivo tutta questa burocrazia… Mi hanno risposto che è a fini ISTAT per monitorare le presenze turistiche in Versila ecc.