660. IN CAMMINO – spero che l’Arcivescovo…

Festa grande oggi dalle Canossiane!

È stato inaugurato l’ascensore. La scuola delle Madri, essendo paritaria è equiparata in tutto e per tutto alle scuole pubbliche per cui in presenza di uno e più alunni con problemi di deambulazione – o per malattia o per incidente – deve provvedere, nei limiti del possibile, a realizzare l’ascensore.

In questi ultimi anni, non avendo a disposizione denari sufficienti per l’operazione, hanno accompagnato in classe i piccoli che hanno avuto problemi di questo tipo … a spalle!

Con impegnativo sostegno della Congregazione Canossiana che “crede” della nostra scuola ci sono finalmente riuscite anche se il pagamento sarà a rate per un bel po’ di tempo.

Dire grazie è il minimo che possiamo fare. Vedremo anche noi, come comunità, di dare un aiuto finanziario non appena avremo terminato di pagare (pure noi) il lavoro di restauro alla chiesa (vi ricordate…vero?).

Tornando all’inaugurazione di stamani abbiamo iniziato con una preghiera per tutti i bambini, quelli sani e quelli ammalati, quelli ricchi e quelli poveri, quelli felici e quelli tristi a causa della guerra.

Poi sono salito io stesso insieme con la piccola Annie, il suo educatore e la Madre direttrice per il collaudo.

Spero che l’Arcivescovo perdoni la mia assenza alla lezione biblica di aggiornamento a Pisa ma non me la sono sentita di deludere la Annie che aspettava con ansia questo appuntamento per lei tanto importante.

659. IN CAMMINO – tempo ordinario

Siamo entrati nel tempo ordinario… e cioè? Chiariamo un po’.

I tempi liturgici sono i seguenti: il tempo d’Avvento, il tempo di Natale, il tempo di Quaresima, il tempo di Pasqua e infine il tempo ordinario.

Come avete notato i tempi di Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua si scrivono con la maiuscola; l’ultimo invece con la minuscola: “ordinario”.

Va dal Natale alla Quaresima e dalla Pasqua all’Avvento: ben 24 settimane su un totale di 52. Dunque la parte più consistente dell’anno.

Il fatto però che si chiami “ordinario” lo squalifica un pochino quasi si trattasse di un tempo poco importante o comunque secondario rispetto ai precedenti.

Non è così. Se è vero infatti che gli altri “tempi” sono più significativi perché celebrano eventi “speciali” della vita di Gesù anche quello ordinario ha un significato importante proprio a partire dalla stessa esperienza di Gesù.

Infatti i primi trent’anni della vita di Gesù sono stati anni “ordinari”, anni che ha trascorso anonimo tra gli anonimi, uno dei tanti poveri artigiani di Nazareth… senza pretese di alcun tipo.

Poi sono seguiti i tre anni di vita pubblica con insegnamenti mirabili, miracoli straordinari e parabole meravigliose; poi i tre giorni della passione, le tre ore dell’agonia e l’attimo della risurrezione…

Pensiamoci!

658. IN CAMMINO – animali

Ci siamo trovati in quattro a preparare la veglia per la pace di Martedì 24 Gennaio.

Io presiedevo la riunione con la Carlotta in braccio che piangeva e la Lola perennemente affamata in giro per la stanza. “Speriamo venga presto la Flavia”, mi è scappato detto.

Don Messias era in apprensione per il suo coniglietto nano che avendo un bel po’ di anni comincia a perdere colpi. Poi ha aggiunto: “Meno male che c’è mio padre a imboccarlo”.

Don Edoardo pensava ai suoi micetti insidiati da un lupo che ha preso l’abitudine di scendere dalla montagna per sfamarsi con un paio di gatti al giorno. Ha concluso dicendo: “Ho chiesto alla vicina di dare un’occhiata ai miei gatti. Con quel lupastro ingiro non c’è mai da stare tranquilli”.

Don Alessandro infine era preoccupato per le possibili conseguenze di un “malestro” combinato dal suo pastore cecoslovacco che è rientrato in canonica con una gallina fra i denti… chissà dove l’ha presa! Ha sospirato e ha aggiunto: “Ho dovuto chiamare mia madre perché quel cane me ne combina una ogni giorno”

A un certo punto ci siamo messi a ridere sulle nostre… disgrazie.

Noi sacerdoti, non avendo famiglia, apprezziamo molto la compagnia e l’affetto degli animali domestici che poi però ci creano un sacco di guai.

A quel punto, essendo le nostre giornate piene di imprevisti, siamo costretti a ricorrere all’aiuto dei nostri parrocchiani/amici/vicini di casa che scontano l’essere nostri amici.