637. IN CAMMINO – animaletti

Animali in paradiso

Adesso che siamo pochi – siamo d’inverno… – osservo con maggiore attenzione i presenti in chiesa.

C’è di bello, nella nostra chiesa, che ognuno si accomoda sempre al proprio posto e quindi faccio presto a verificare chi è presente e chi invece è assente. Non è l’appello scolastico ma una semplice verifica mossa dall’affetto nei confronti dei parrocchiani e degli amici di fuori paese che però hanno scelto la nostra come chiesa d’elezione.

Domenica scorsa ho notato che, in aggiunta ai fedeli “umani”, ci sono anche numerosi “pelosetti” soprattutto cani (e qualche gatto nascosto nella borsetta).

In genere sono animali anzianotti.

Se ne stanno quieti, accovacciati sotto la panca, attenti a ogni mossa  del/la  padron/e/a/cina al massimo con qualche latrato di approvazione o di rimprovero nei confronti dei cagnetti più giovani e quindi più esuberanti.

Non danno assolutamente disturbo anche perché, nel caso di esagerazioni, i proprietari li trascinano subito fuori rimproverandoli di brutto.

I presenti in chiesa ormai non ci fanno più caso: anche gli animali infatti fanno come i padroni e cioè si mettono sempre allo stesso posto per cui diventano presenze “invisibili”.

Ma gli animali potranno seguirci anche in Paradiso? La domanda me la pongono spesso piccoli e grandi.  Anch’io sarei felice di poter rivedere i miei animali che mi hanno donato tanto affetto quando ero piccolo e adesso che sono anziano ma non so cosa dirvi al riguardo.

Intanto però gustatevi questa vignetta con gli umani in fila e sottoposti all’attento esame di San Pietro e gli animali, festosi, di corsa in Paradiso.

Animali in paradiso

636. IN CAMMINO – San Nicola

Come avevo anticipato sul bollettino oggi, nell’occasione della festa di San Nicola, ho esposto l’Icona del santo all’altare detto “degli ortodossi”.

Come potete vedere dalla foto l’Icona è alla destra di chi guarda l’altare. Al centro c’è il Messale aperto alla pagina dell’Annunciazione e alla sinistra la Madonna della tenerezza.

L’Icona, in sé, non è niente di speciale però per gli ortodossi – e qui al Forte ce ne sono molti – ha un significato speciale perché nei paesi ortodossi (e  pure in altri paesi del Nord Europa) nel ricordo di San Nicola vengono consegnati doni ai piccoli come facciamo noi nell’occasione del Natale.

Mi è venuto così da pensare ai piccoli Ucraini che invece dei doni ricevono bombe e missili ma anche ai piccoli dei soldati russi che non capiscono il motivo della chiamata alle armi del loro papà.

Mi sembra di vederli, gli uni e gli altri, smarriti e tristi mentre i grandi si fanno dispetti e giocano ad ammazzarsi a vicenda.

Nelle guerre purtroppo non si sa mai come andrà a finire. Entra in gioco, oltre la forza delle armi, l’orgoglio dei contendenti (e soprattutto dei loro consiglieri militari), che intendono la pace come una sconfitta mentre invece sarebbe una vittoria, e pure la paura personale.

Pensate un po’ se Putin trovasse la forza per interrompere il conflitto! Si sentirebbe subito sollevato ma gli salterebbero addosso tutti coloro che gli hanno consigliato la guerra e chissà che fine farebbe.

E così Zelensky se si decidesse ad accordare ai paesi ucraini di lingua russa uno statuto speciale come succede in tanti paesi (inclusa l’Italia con i paesi di lungua tedesca o albanese) verrebbe tacciato di tradimento e passato per le armi!

Allora oggi preghiamo San Nicola che porti il dono della pace per questi poveri piccoli che soffrono al freddo e al gelo proprio come Gesù.