620. IN CAMMINO – Percorso sinodale – seconda fase

Immagino che abbiate letto quanto ho scritto ieri, Domenica 6 Novembre, sul bollettino parrocchiale riguardo alla seconda fase del percorso sinodale. Se non lo avete letto… andate un attimo indietro e leggetelo con attenzione!

Ci viene chiesto infatti di approfondire alcuni aspetti che, almeno in parte, abbiamo già esaminato ma non con l’attenzione che meritavano.

Si tratta, ancora una volta, di dare la parola a chi non viene mai ascoltato o perché lontano dal nostro ambiente o perchè incapace di … parlare.

Per parte nostra dobbiamo fare da cassa di risonanza; in altre parole dobbiamo dare loro voce attraverso la nostra… voce. Non sarà facile ma vogliamo almeno provarci.

Nei prossimi giorni e precisamente da domani, Martedì 8 e fino a Venerdì 11 Novembre, pubblicherò su questo stesso blog alcune domande alle quali potrete rispondere ( via mail all’indirizzo  [email protected] ) a nome di chi, come già detto, non ha voce per farsi ascoltare.

Anch’io farò lo stesso. Anzi, almeno in parte l’ho già fatto, la settimana scorsa insieme con altri sacerdoti, diaconi e suore.

Lì per lì, nella discussione, è emersa la nostra identità di consacrati e quindi il nostro ruolo di guida della comunità. Poi però siamo riusciti a parlare provando a “dare voce” ai nostri parrocchiani/amici e il discorso si è fatto più interessante.

Alle domande che vi presenterò potrete rispondere da soli, in compagnia dei vostri familiari, nel vostro gruppo di preghiera, nel gruppo di vicinato ecc. senza timore d’essere giudicati.

Questo vostro lavoro ci aiuterà a servire meglio le nostre comunità.

619. IN CAMMINO – Gentilezza

Sto preparando le schede per aiutarvi a entrare negli argomenti inerenti la seconda fase del percorso sinodale. Al riguardo ho già scritto qualcosa sul bollettino parrocchiale di questa settimana che potrete leggere anche sul blog cliccando appunto “bollettino”.

Quello che ci attende non sarà un lavoro facile perché si tratta di porci in ascolto – ancora una volta – dei nostri fratelli e delle nostre sorelle su temi delicatissimi e poi iniziare a lavorare/camminare nella direzione indicata.

Pensavo che quanto già emerso nel lungo lavoro di ascolto dell’anno passato potesse essere sufficiente per iniziare un certo cammino e invece dovremo fermarci ancora un anno ad ascoltare. Ma ci fermiamo ugualmente ben volentieri visto che l’ascolto è parte fondamentale dell’annuncio cristiano come si può facilmente capire leggendo il Vangelo.

Tornando al “lavoro” dello scorso anno trovo proprio stamani una conferma a una delle principali conclusioni emerse nel nostro “percorso” vicariale.

Nella conclusione infatti, rilevato il grave problema della lontananza dei giovani/ssimi, facevamo riferimento al cosìddetto patto educativo globale proposto da papa Francesco per impostare un certo lavoro di qualificazione del nostro servizio catechistico.

Nel “patto” infatti si insiste sulla necessità, prima ancora di provvedere al primo annuncio cristiano, di aiutare i nostri giovani a praticare sia in famiglia che nell’ambito sociale di riferimento (scuola, sport ecc.) semplici gesti di “cortesia” e di “gentilezza…”

Bene, proprio sul Corriere di questa mattina, leggo a firma di Paolo Sarti un articolo intitolato: “Coltivare gentilezza, una rivoluzione che è ancora possibile” condivisibile in tutte le sue parti incluso là dove spiega che “per i nostri bambini sono importanti l’esempio e la pratica, pietre miliari della acquisizione di un modo gentile di porsi”.

Penso anch’io che, prima di predicare la cortesia/gentilezza, noi adulti dovremmo darne esempio.