613. IN CAMMINO – Mamme, aiutateci!

Ho letto proprio in questi giorni i risultati di una indagine sociologica sul mondo giovanile curata dall’Università per conto dell’Istituto Toniolo.

Fra le tante domande sono rimasto incuriosito da una in particolare: “Di chi ti fidi maggiormente: il Papa, il Presidente della Repubblica, i professori, gli allenatori, gli amici, i genitori…”

La risposta più gettonata è stata: “La mamma”.

Vi faccio notare che la ricerca riguardava i giovani fra 17 e 29 anni… quindi non dei bambini dell’asilo o delle elementari.

Da una parte mi sono molto meravigliato perché pensare che i (nostri) giovani, così apparentemente freddi e distaccati, tengano al primo posto nella loro considerazione la mamma mi è apparso incredibile.

Dall’altra non ha fatto altro che confermare quanto ho sempre pensato forte della mia esperienza di parroco e quindi medico delle anime: in moltissime occasioni, anche in questi ultimi mesi, andando in visita ad alcuni ammalati anziani, prossimi alla morte, ormai incapaci di ragionamento logico, ho sentito invocare la … mamma!

Fa impressione, davvero, ascoltare una persona morente che fra i lamenti invoca la propria mamma!

Stando così le cose mi sento di rivolgere a tutte le mamme l’appello con il quale ho iniziato l’articolo: “Mamme, aiutateci; i vostri figli stanno perdendo la fede. Non ve ne rendete conto? Datevi da fare prima che sia troppo tardi!”

Purtroppo molte mamme hanno da tempo rinunciato a educare cristianamente; alcune per motivi ideologici, altre per non “sfigurare” di fronte alle prime come se educare cristianamente i figli fosse disdicevole.

Rivolgo un appello anche alle ragazze, piccole e grandi, che frequentano il catechismo: prendetelo sul serio perché gli anni passano velocemente. Vi troverete a essere mamme in un batter d’occhio e allora starà a voi portare avanti il messaggio di Gesù.

612. IN CAMMINO – Festa della Madonna di sotto gli organi

Oggi nella nostra Diocesi si celebra la festa della Madonna di sotto gli organi, Patrona della Diocesi e del Comune/città di Pisa.

Avevo accennato nell’ultimo bollettino parrocchiale che la festa, pur essendo ancora celebrata con notevole concorso di popolo, non ha più la “celebrità” e il “fasto” dei tempi antichi quando l’intera popolazione della città si radunava in Duomo per assistere allo “scoprimento” della venerata immagine.

Il Capitolo della Primaziale infatti, negli anni del post-concilio e quindi a seguito di nuove indicazioni liturgiche, decise lo scoprimento perpetuo ciò che determinò, nel giro di pochi anni, un affievolimento della devozione.

Tutte le chiese, salvo eccezioni tipo il duomo di Pietrasanta con la tavola della Madonna del sole, si adeguarono alle nuove indicazioni e così scomparvero in pochi mesi tutti gli artistici drappi che velavano le immagini/statue della Madonna.

Anche a Forte dei Marmi avvenne lo stesso con il quadro dell’Addolorata che in precedenza veniva scoperto soltanto per la ricorrenza liturgica annuale e in certe particolari occasioni (interventi chirurgici, esami scolastici e simili)  a richiesta degli interessati: con una cordicella il quadro veniva svelato, seguiva poi la preghiera col suono delle campane ad avvisare il popolo dell’avvenuto scoprimento.

Si dirà che quegli “scoprimenti” prestavano il fianco alla superstizione e in parte è vero. È altrettanto vero però che certe tradizioni, se sfrondate di sensazionalismo e si sentimentalismo, potevano anche restare.

Ma non sta a noi giudicare quello che hanno fatto i nostri predecessori. Anche noi infatti, essendo figli dei nostri tempi, possiamo ritenerci, in coscienza, nel giusto salvo poi scoprire con dispiacere d’essere in errore.

L’importante è che la devozione alla Madonna resti. Rivolgo un appello quindi a tutti e in particolare alle mamme perché non perdano l’abitudine di rivolgersi alla Madonna ogni giorno con e per i propri figli.

611. IN CAMMINO – E meno male che …

Tempo addietro c’era uno spot politico/pubblicitario che recitava, in musica, proprio così: “E meno male che Silvio c’è…”.

Ieri è venuto un questuante che, dopo aver ricevuto qualcosa in dono, ha citato proprio lo spot in questione ovviamente cambiando il nome… da Silvio a Piero. Avrebbe voluto anche cantarlo ma l’ho invitato a lasciar perdere.

Mi è venuto da sorridere…

Quello che ha detto è verissimo nel senso che se non ci fossimo noi sacerdoti a dare una mano tante persone resterebbero senza alcun aiuto.

Ma il merito di tutto questo è anche (anzi soprattutto) vostro, cari amici, perché senza il vostro continuo aiuto non potrei riuscire a fare più di tanto.

Dove troviamo infatti le risorse per aiutare i poveri?

In parte sono frutto dei nostri sacrifici: sia il sottoscritto che gli aderenti alla San Vincenzo ci tassiamo mensilmente per quello che possiamo.

Ma il “grosso” sono le offerte raccolte in chiesa e il ricavato di alcune raccolte straordinarie la prima delle quali sarà in programma proprio nei giorni dei Santi e dei Morti.

Chi ci “passa bene” sono io perché tutti coloro che si presentano ricevono un aiuto o in generi alimentari o in denaro.  Questo naturalmente in aggiunta a coloro che, mensilmente, godono di un nostro piccolo sussidio in quanto residenti in paese.

Quello che facciamo, tutti insieme, lo facciamo volentieri.

Speriamo che il Signore ne tenga conto. Per voi e anche per me.