501. IN CAMMINO – discernimento

La parola, con l’avvento alla Cattedra di Pietro di Papa Francesco, è diventata di uso comune. Se ne parla e se ne scrive ovunque (nell’ambito della realtà ecclesiale) a proposito e … a sproposito!

Senza fare lungaggini e senza scadere nella polemica vorrei, con questa breve nota, accennare all’argomento riservandomi poi, in un secondo momento, di tornarci sopra.

Fra voi lettori ci sono alcuni che già seguono questo metodo anche se in modo inconsapevole: mi riferisco ad esempio agli amici della Parola di Vita (che sto trascurando…) che sono soliti, attraverso la lettura della Parola di Vita e gli scritti di Chiara Lubich, verificare le proprie scelte di vita attraverso la revisione … di vita comunitaria (e scusate la ripetizione… vita, vita, vita).

Di cosa si tratta, in poche parole.

Può capitare, ed è facilmente sperimentabile, che il male l’apparenza del bene.

Dal momento che, lì per lì, questa apparenza ci suggestiona è necessario prendere tempo nell’attesa che la suggestione scompaia o quanto meno perda forza.

Scendere ai dettagli o agli esempi non è facile ma nemmeno toppo difficile. A chi non è mai capitato d’essere rimasto “abbagliato” da un flash – una persona, un pensiero, un comportamento ecc. – che si è poi rivelato sbagliato…

Prendere tempo significa ragionare, pregare, mantenere senso della misura, umiltà, confronto con un maestro di spirito (che potrebbe essere anche un sacerdote o un amico vero) in modo da poter discernere cioè capire/valutare se è una “luce” che illumina il cammino o un flash che abbaglia e ci fa precipitare in un dirupo.

 

500. IN CAMMINO – un primo traguardo…

Un bel traguardo, non c’è che dire… 500 brevi note giornaliere per i parrocchiani e gli amici. Cinquecento note che in verità sarebbero 939, c0n quella di oggi, se considero anche quelle proposte nei lunghi mesi della pandemia.

Sì, perché tutto è iniziato con la pandemia. In quei primi difficilissimi giorni, con la chiesa chiusa e le lezioni di catechismo (e di scuola) forzatamente interrotte, non riuscivo a individuare una soluzione per mantenere un minimo di legame con i parrocchiani, soprattutto con i parrocchiani più giovani.

Iniziai quindi con una rubrica quotidiana intitolata CORONA VIRUS che si rivolgeva esclusivamente ai ragazzi del catechismo. Poi, pian piano, si aprì anche agli altri per poi però interrompersi quando sembrò che l’epidemia fosse stata sconfitta.

Sempre a quel primo periodo risalgono i primi brevissimi filmati postati per far capire che eravamo sempre … vivi! Anche quelli cessarono con l’inizio dell’estate.

Poi tutto è ripreso, con il cambio del titolo (IN CAMMINO) e con la produzione sistematica delle note (quotidiane) e dei filmati (settimanali).

Devo dare atto alla Silvia, la direttrice della rivista che è  esperta pure di realizzazione e montaggio di filmati, d’avermi spronato a questo servizio: ero timoroso di non poter “reggere” all’impegno e invece non solo adesso ci riesco ma mi dà pure molta soddisfazione.

Do atto pure a voi carissimi i lettori/spettatori della costanza che avete nel seguirmi PASSO DOPO PASSO, GIORNO DOPO GIORNO, e dell’aiuto che mi fornite con osservazioni, commenti ecc. GRAZIE.