534. IN CAMMINO – Rosario

Ogni Venerdì, dalle 21.00 alle 21.30, davanti alla piccola grotta di Lourdes presente nel parco delle Canossiane, recitiamo insieme il Rosario.

L’intenzione è sempre la stessa, di anno in anno, e cioè per la maturazione umana e cristiana dei nostri adolescenti e dei nostri giovani, maschi e femmine.

Non dobbiamo stancarci di pregare e di pregare in particolare la Madonna. Le testimonianze dei nostri predecessori, sacerdoti-suore-catechisti – genitori, ci dicono che là dove c’è stata una preghiera corale per la Madonna sono sorte belle vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata, al matrimonio ecc.

E anche quando non ci sono state vocazioni specifiche c’è però stato un fiorire di iniziative pastorali che hanno determinato un risveglio di vita cristiana, compresa e vissuta.

Charles Peguy, il grande scrittore francese del secolo scorso, alle prese con la famiglia – moglie e figli – che non credevano e non praticavano, vicino ormai all’esaurimento nervoso visto che tutte le sue iniziative naufragavano miseramente, si decise a mettersi in strada come un semplice pellegrino fino alla cattedrale di Chartres dove, in ginocchio davanti all’effigie della Madonna, Le affidò figli e moglie.

Non ebbe la grazia di assistere alla loro conversione perché morì prima. Ma sia la moglie che i figli recuperarono la fede e la pratica divenendo anche loro testimoni del Vangelo.

Ecco, io mi sento un po’ come lui, in questo momento.

Giovani e giovanissimi, pur essendo ragazzi/e bravi/e, latitano in modo impressionante (almeno rispetto al periodo pre-pandemico). Confesso di sentirmi incapace di individuare una soluzione al grave problema. E comincio a pensare che tutto questo dipenda dalla mia incapacità.

Non mi resta che affidarli alla Madonna. Spero di non essere lasciato solo in questa mia scelta.

533. IN CAMMINO – Ho sorriso di gusto…

Una signora mi ha mosso una cortese “ri (m) prensione” (in italiano è riprensione ma nel linguaggio popolare toscano si aggiunge una M) per il fatto che ho un tono basso di voce che costringe i fedeli a stare in orecchi per tutto il tempo della predica.

Ho chiesto venia e mi impegnerò a rimediare!

Nello stesso tempo mi ha invitato ad alzare di almeno una “tacca” il livello del volume dell’amplificatore.

L’ho già fatto: sono andato dalle suore e ho alzato il livello!

Il particolare che che mi ha fatto sorridere è stato quando mi ha detto d’aver apprezzato moltissimo la mia predica: “una predica davvero gradevole a detta di tutti.. ne parlavano perfino sul mare!”.

“Scusi – le ho risposto – come fa dire d’aver apprezzato la mia predica se non è riuscita a udire nemmeno una parola?”

“L’ho capito dai cenni d’assenso che si scambiavano i fedeli al mio fianco. Se loro – mi sono detta – rispondono con tanto entusiasmo vuol dire che sta dicendo qualcosa di interessante”.

E brava signora!

532. IN CAMMINO – acqua santa

Vi devo delle scuse!

Da due settimane abbiamo avuto l’autorizzazione a rimettere in chiesa i contenitori per l’acqua santa. Avevo dimenticato di dirvelo ma i fedeli se ne sono accorti senza bisogno di avvisi e hanno ricominciato a usarla.

Purtroppo l’acqua, complice il gran caldo e la recuperata frequenza dei fedeli, è andata di giorno in giorno a finire fino a ridursi a un fondo… maleodorante, davvero poco igienico.

Sono stato avvisato da una persona alla quale avevo indicato, come soddisfazione (comunemente detta penitenza) per la confessione, di segnarsi con l’acqua santa all’uscita della chiesa cosa questa che chiedo spesso a coloro che si confessano per aiutarli a mantenere sempre vivo il ricordo del battesimo.

Lì per lì sono rimasto male… poi ho provveduto immediatamente a rinnovare l’acqua senza dimenticarmi di aggiungere il sale che serve a evitare che si corrompa.

A quel punto mi sono segnato per primo scusandomi mentalmente con il Signore per essere stato poco attento: è inutile restaurare alla perfezione le pareti della chiesa e poi lasciare che l’acqua della piletta marcisca!

Scusatemi di nuovo!