Commento al Vangelo di domenica 3 aprile 2022.
464. IN CAMMINO – È arrivata!
È arrivata la rivista di Pasqua. Con oggi disporrò le copie in chiesa a disposizione dei fedeli e degli amici. L’ho sfogliata e mi è sembrata assai gradevole nelle varie parti a iniziare dalla copertina in cui compare il volto di Cristo a mosaico del maestro Giannoni.

La copertina è una parte importantissima della rivista perché consente a che a chi non ama leggere di avere un’idea degli argomenti che verranno presentati o comunque riesce a favorire una preghiera fra i familiari o con gli amici.
La parte più importante di questo numero, come sempre affidata alla direttrice, riguarda la Famiglia Paolina che comprende, oltre l’editrice di Famiglia Cristiana, altre realtà ecclesiali tutte molto conosciute e apprezzate.
Fra queste la Comunità delle Apostoline che, come si può facilmente intuire, è specializzata nella comunicazione del Vangelo alle giovani generazioni aiutandoli al contempo a individuare la propria vocazione di vita.
La sede delle Suore è a fianco della Chiesa di San Frediano a Pisa nello stesso stabile dei Gesuiti (di cui ho scritto nella rivista diNatale). Detta chiesa è “cappella universitaria” cioè chiesa destinata soprattutto ai giovani studenti e Apostoline e Gesuiti fungono da animatrici/ori per gli stessi.
La speranza è che questo nostro lavoro possa essere sfruttato proprio dai giovani universitari che, conoscendo meglio la realtà delle Suore, possano avvicinarsi al Signore e alla Chiesa.
Nella Rivista poi ci sono le solite rubriche: il mio editoriale, le vicende della Parrocchia, la “Via Matris” devozione tipica della Quaresima anche se poco conosciuta, le pillole del sorriso, una bella preghiera alla Madonna e, in ultima di copertina, un accenno alla guerra in corso.
La stampa è molto curata. La direttrice ci tiene molto perché la rivista è destinata a restare nella biblioteca di famiglia in modo che possa essere consultata anche a distanza di anni se non altro per ricordare eventi o persone care.
Utima cosa. Chi paga per questo servizio editoriale? La rivista viene offerta gratuitamente. Non ci sono spazi pubblicitari o qualcosa di simile eppure, almeno fino al momento, non ci ho mai rimesso…
Però anche se ci rimettessi andrebbe bene ugualmente perché è l’unico modo per tenere raccolta la nostra comunità – invernale ed estiva – intorno alla Parrocchia e quindi intorno a Gesù!
463. IN CAMMINO – nuova tragedia
Questa nota quotidiana – probabilmente lo avete già capito da tempo – mi serve anche per sgravarmi un po’ dai miei pensieri o, come stamattina, dalle mie sofferenze psicologiche.
Infatti come voi avete bisogno di me per sfogarvi dei vostri problemi così io ho bisogno di voi per sfogarmi dei miei… Voi mi cercate perché vi fidate di me e io vi cerco per lo stesso motivo: mi fido di voi, mi sento amato e quindi esterno volentieri anche le mie sofferenze.
Da soli talvolta ci perdiamo… aprendoci con le persone amate recuperiamo tranquillità.
Il motivo della mia sofferenza stamani è la tragica morte di un parrocchiano a me legato da amicizia e stima. Probabilmente avrete già letto sul giornale o sulle reti televisive locali la notizia della sua tragica fine e quindi non voglio aggiungere notizie alle notizie anche perché si tratta di una vicenda molto dolorosa per la famiglia e per i suoi amici e colleghi.
Intervengo per chiedervi una preghiera per lui e per la sua famiglia e anche per rispondere alle tante domande che in questi casi ci poniamo: perché la vita, in certi casi, diventa così pesante fino a diventare impossibile?
Non sono uno psicologo e quindi la mia non è la risposta di un professionista della materia ma solo la risposta di un sacerdote che, sia per esperienza diretta che per aver dato conforto a tante persone, può dire qualcosa ovviamente con la massima discrezione.
In certi momenti, nonostante la fede, l’affetto dei nostri cari, gli impegni professionali e tutto il resto ci sentiamo terribilmente oppressi dai problemi che la vita di tutti i giorni ci presente, vedi ad esempio le problematiche legate all’epidemia e ora alla guerra…
Perché i nostri cari non se ne accorgono? Per il semplice fatto che ci dispiace farli soffrire e quindi tendiamo, per amore nei loro confronti, a nascondere questo nostro stato d’animo.
Non aggiungo altro. Caro R. ti ricorderò sorridente come quando ci incontravamo al mare dalle Suore: io uscivo con i bimbi e tu venivi nella pausa-pranzo. Un sorriso e un arrivederci…