426. IN CAMMINO – Questionario

Mi sono pervenute una quarantina di copie del questionario relativo al “percorso sinodale” indetto dalla Chiesa Italiana (e, in contemporanea, dalla Chiesa universale).

Devo dire che sono rimasto senza parole per la profondità degli spunti suggeriti. Sinceramente non ci speravo. Pensavo che la cosa sarebbe stata presa sotto gamba, come si suol dire, senza troppo impegno da parte degli scriventi.

Ho già catalogato le risposte della prima parte (pag. 1 e 2). Dovrò adesso fare una sintesi e consegnarle alla segreteria che provvederà al resto. Poi vi farò sapere.

Fra tutte le risposte mi hanno colpito quelle relative alla corresponsabilità “sacerdoti-laici”. Alcuni paventano una riduzione del ruolo del prete a tutto svantaggio del ministero sacerdotale e della vita della comunità parrocchiale.

In effetti se, al momento, quello che dice il prete – relativamente alle questioni della parrocchia – è legge… non potrà essere così nel momento in cui saranno i laici a gestire certi settori della pastorale e dell’amministrazione. È anche vero però che di questo passo – vedi la carenza ormai endemica dei sacerdoti – ci potremmo ritrovare a breve con le chiese sprangate e le canoniche affittate.

Non volglio essere pessimista o banalizzare la questione ma certo con la frote diminuzione dei sacerdoti mancano – si vede già adesso – i catechisti, i lettori, gli accoliti, i ministri della comunione ecc.

Sarebbe drammatico se, in aggiunta alla mancanza del prete, mancasse anche il catechista per parlare di Gesù o il lettore per spiegare il Vangelo o il ministro per dare la Comunione. Allora davvero sarebbe la fine!

Questo sarebbe un vero e proprio tradimento del Vangelo!

Quindi ben vengano i laici, uomini e donne, a dare una mano perché la voce di Gesù continui a risuonare.

425. IN CAMMINO – intervista papale

Confesso che al sapere che Papa Francesco sarebbe andato da Fazio per un’intervista ero rimasto sorpreso e anche un po’ avvilito. Me lo immaginavo preda di questo marpione dello spettacolo, magari anche dileggiato dalla Litizzetto col suo linguaggio scurrile.

Invece, non solo mi sono ricreduto, ma ho pure apprezzato la scelta senza dubbio molto coraggiosa del Papa e del presentatore.

Intanto ho scoperto, con piacere, che i due si conoscevano e si conoscevano molto bene. Il presentatore è stato molto umile e dimesso nel presentare il santo Padre. Il Papa poi, alternando il “tu” al “lei” ha fatto lo stesso. All’origine della loro frequentazione (forse sarebbe opportuno dire amicizia) il comune apprezzamento per le persone e l’opera davvero grande di Chiara Amirante e di don Davide negli angoli più degradati e difficili della capitale.

Le domande lo ho trovate pertinenti e utili a tutti anche ai non credenti o praticanti che, mi immagino, non si saranno lasciati sfuggire l’occasione per asoltare il Papa.

Alcune fra le risposte del Papa mi hanno toccato/commosso. Prima fra tutte quella relativa alla preghiera: la preghiera dei piccoli e dei poveri, quella ben evidenziata dal salmo 130 (“Sono come un bambino in braccio a sua madre…”) e dalle parole stesse di Gesù, “Abbà, Padre”.

E così le altre risposte relative al mistero Cristiano: il rapporto del Padre con il Figlio, la realtà della Chiesa combattuta fra la pretesa di voler fare tutto con le sole forze umane e quella di delegare tutto alla volontà di Dio, il mistero del bene che vede Dio protagonista e quello del male determinato oltre che dal Maligno dalla assurda autonimia (autos nomos – ognuno si fa una legge secondo il proprio interesse personale) degli uomini.

Mi è piaciuta anche la parte “politica”. Non è vero che il Papa fa politica piuutosto è la politica che lo interpella né più né meno come succede a noi. Abbiamo un bel dire di non voler fare politica… è la politica che ci costringe a ripondere a certi quesiti.

Di tutte le frasi quella che più mi è piaciuta è stata quella relativa al guardare gli altri dall’alto in basso! Si può fare solo nel momento in cui ci chiniamo per sollevare chi è nel bisogno!

Avrei anche altro da scrivere ma mi manca il tempo… A domani.