429. IN CAMMINO – Lourdes

Festa della Madonna di Lourdes! Purtroppo proprio stamattina ho sentito insultare la Madonna: mah, dicono che non lo fanno apposta, che è un’abitudine ma io non ci credo. Se anche fosse è notorio che le abitudini sbagliate vanno corrette. Io purtroppo ci posso fare ben poco. Ci resto male e basta.

Tornando a Lourdes: quanti ricordi e quanta tristezza nel non poter andare in pellegrinaggio! Prima o poi però la pandemia passerà e allora torneremo, se Dio vorrà, a raccomandarci alla Madonna.

Possiamo farlo già da oggi, questo è chiaro… lo ripeteremo Domenica ma andiamo per ordine.

Dunque vi dicevo di oggi, festa liturgica della Madonna. Alle 15.30 ripeteremo la liturgia tipica di Lourdes anche se in forma semplificata. All’inizio il Rosario, poi la celebrazione Eucaristica con il rito dell’Unzione per gli anziani (sopra 70 anni) e gli ammalati e alla fine la processione Eucaristica con le candele accese. Alla fine il canto alla Madonna e la promessa di ritrovarci se e quando sarà possibile a Lourdes.

Altre cose, sull’argomento, non ho da scrivere.

Vorrei soltanto aggiungere una richiesta e cioè una preghiera speciale a favore di noi sacerdoti in questo tempo così disgraziato. Le presenze in chiesa sono diminuite e di molto. I giovani e gli adolescenti sono quasi scomparsi. Facciamo fatica anche a postare avanti le iniziative più familiari e intanto, purtroppo cresce, il disamore alla Chiesa nella persona del Papa contestato proprio da chi più dovrebbe amarlo. E poi, per quale motivo? Solo perché sta cercando di coinvolgere più persone nel conoscere e nell’amare Gesù e nel servire la Chiesa. 

A tutti piace pregare… ma il Signore ci chiede anche di farlo conoscere usando tutti i mezzi e tutte le persone disponibili. Pensiamoci! Non restiamo alla finestra a guardare, ad aspettare… ad aspettare cosa… che non ci sia più nessuno a parlare di Gesù?

Domenica prossima, dopo la Messa delle 10.00, mi piacerebbe fare un “mini-pellegrinaggio” nel parco delle Suore davanti alla grotta della Madonna. Che ne dite? Venite anche voi?

428. IN CAMMINO – Foibe

Ieri a Montepulciano è andato tutto bene tranne che per un piccolo particolare curioso di cui vi scriverò nei prossimi giorni… così vi tengo un po’ sulla corda…!

Oggi voglio scrivere qualcosa a proposito dell’anniversario odierno, voluto dallo Stato, per onorare la memoria di coloro che sono stati costretti a fuggire dall’Istria – mi riferisco soprattutto ai tanti sacerdoti che poi sono venuti a Pisa – e soprattutto di coloro che hanno perduto la vita, gettati nelle foibe.

Non sono uno storico però ho dalla mia le testimonianze dirette di Don Janni Sabucco, il mio predecessore, e degli altri sacerdoti esuli.

Faccio questa premessa perché mi sembra che sia in atto una triste speculazione, da una parte e dall’altra, circa le storie di vita di questi esuli/infoibati.

Bene, parlando con questi confratelli mi sono reso conto che sono stati incarcerati, torturati e infine espulti soltanto perché italiani. Nessuno fra loro era impegnato politicamente. Nella maniera più assoluta.

Purtroppo però i tempi erano quelli che erano e quindi potevano darsi, senz’altro, collusioni sbagliate per un verso o per l’altro ma non era certo il loro caso e nemmeno di tantissimi fra coloro che vennero trucidati.

Quindi il negazionismo è davvero fuori luogo.

Purtroppo in certe situazioni non si guarda tanto per il sottile – è successo anche in Italia – nel dopoguerra. Efferatezze di ogni tipo, vendette politiche e simili sono sempre accadute e così allora.

Il Priore non lamentava né l’arresto e nemmeno la tortura ma piuttosto il clima di indifferenza (se non di odio) avvertito al momento di rientrare in Italia da esule.

Questo proprio lo aveva addolorato. Con tutto questo riconosceva il dovere di perdonare e di guardare oltre.

Cosa che vogliamo fare noi, oggi, pregando per le vittime, per i persecutori e per coloro che per ingnavia non mossero un dito (in Italia) per aiutarli.

 

427. IN CAMMINO – Montepulciano

Sono a Montepulciano per la Faci.

Cos’è la Faci ormai lo sapete. Per i pochissmi che ancora non lo sanno aggiungo che è la Federazione fra le Associazioni del Clero d’Italia.In ogni Diocesi c’é (o dovrebbe esserci) una Associazione a servizio del Clero che tutela, a fianco del Vescovo, gli interessi dei sacerdoti.

Il motivo per cui vado (anzi, torno) a Montepulciano dipende dal fatto che vi risiede il Vescovo referente per il clero della Regione Mons. Manetti.

La situazione finanziaria della Faci è complicata. Lo dico con contezza della cosa perché sono il revisore dei conti. Se non individuiamo e mettiamo in atto alcuni correttivi entro cinque – sei anni chiuderà per insolvenza.

Sto cercando quindi qualche sponda, visto che da solo non riesco a fare granché, per vedere di riuscire, adesso che ve ne è ancora la possibilità, a salvarla.

Vederla morire mi spiacerebbe molto prima di tutto perché è una associazione utilissima a noi sacerdoti: basti pensare che tiene i rapporti con l’INPS per le pensioni, i contenziosi e il resto.

E poi perché è nata in Toscana, ai primi del secolo scorso grazie anche all’intervento del Cardinale Maffi che si pose al fianco di un sacerdote senese per farla nascere.

Ma il Cardinale Maffi non avrebbe preso sul serio l’idea se non avesse avuto al fianco il prof. Toniolo, il grande economista cattolico di cui tuttora si ricorda e si pratica l’idea solidarista.

Ora, dal momento che

1. sono un sacerdote

2. di Pisa

3. e per di più faccio parte dell’ Istituto scientifico di studi Tonoliani

ritengo sia mio dovere impegnarmi al massimo. Spero di riuscirci, a Dio piacendo.