421. IN CAMMINO – Cresima

“Quando li rivedrai?”

Stavo sorbendo il caffè quando N.N. mi ha rivolto questa domanda. Si riferiva ai ragazzi che Domenica avevano ricevuto la Cresima.

Lì per lì ci sono rimasto un po’ male ma riconosco che il mio amico ha colto nel segno e cioè che spesso i ragazzi neo-cresimati non si vedono più e, anzi, quando si rivedono -come mi è capitato proprio in questi giorni- ostentano atteggiamenti indifferenti se non ostili.

Però, per fortuna, ci sono anche eccezioni e sono molte. Ragazzi e ragazze, che anche dopo molti hanni mantengono col parroco e con il loro catechista un rapporto di grande fiducia e affetto.

Poco prima di Natale è spuntato in chiesa un giovanotto con una calvizie pronunciata che mi guardava con insistenza. Ovviamente anch’io l’ho guardato perché non capita tutti i giorni di avere a Messa, in giorno feriale, un giovanotto di una trentina d’anni..

“Non mi riconosci?”

“Scusa ma proprio non ti riconosco”

“Sono XYZ, ti ricordi? È vero che non vengo più alla Messa al Forte ma a … ci vado quasi tutte le Domeniche. Stasera sono venuto al Forte, ho visto la chiesa aperta e sono entrato. Quelli del catechismo sono stati anni felici; poi le cose sono andate come dovevano andare ma non posso lamentarmi. Lo sai don Piero che sei rimasto lo stesso di allora? Non mi sembri per niente invecchiato”

Finita la chiacchierata sono rientrato in casa e sono corso allo schedario dove sono raccolte tutte le foto dei ragazzi che hanno ricevuto la Cresima in questi 25 anni di mia presenza al Forte.

L’ho scovato sotto una montagna di… capelli. Era lui. Con quegli occhi curiosi che mi interrogavano, inquieti, quando facevo lezione di catechismo.

Tornando all’argomento di inizio articolo… non so se questi giovani e ragazze li rivedrò. Però al momento sono ragazzi e ragazze bravi; hanno frequentato con profitto il catechismo e hanno ricevuto con fede il Sacramento. Penso che, se non altro, non dimenticheranno questi anni trascorsi insieme.

Poi sarà quello che Dio vorrà. Da parte mia e degli insegnanti ci sarà sempre il ricordo e la preghiera. I frutti del nostro impegno probabilmente li vedranno altri ma va bene così!

420. IN CAMMINO – fine settimana

Mi piace scrivere “fine settimana” senza cedere agli anglicismi ma non è questo l’argomento di oggi.

L’argomento è l’incontro di preghiera e di riflessione di Sabato sera con Padre Serafino e la Cresima di ieri mattina con  l’Arcivescovo. Devo dire che sono stati entrambi momenti belli – anche se molto diversi l’uno dall’altro – e molto graditi e apprezzati dai numerosi presenti.

Non conoscevo Padre Serafino. A suo tempo, come vi avevo anticipato, avevo conosciuto e frequentato don Divo Barsotti, il fondatore della Comunità dei Figli di Dio, ma ignoravo chi fosse il suo successore alla guida della Comunità.

All’inizio sono rimasto un po’ perplesso perché don Divo era molto “alto” nel suo parlare. Parlava per ore intere senza guardare l’orologio e spaziava da un argomento all’altro evidentemente “preso” dallo Spirito Santo. Inoltre non lesinava osservazioni o rimproveri ai suoi ascoltatori quasi non gli importasse niente dei giudizi altrui.

Vi ho già accennato, se non ricordo male, al rimprovero che ci (mi) fece nell’occasione di un incontro a Firenze: a suo dire quell’incontro era nato dalla curiosità di volerlo ascoltare e non da motivazioni spirituali. Sempre nella stessa occasione rimproverò il Vescovo celebrante perché aveva modificato leggermente alcune parole del “Canone” eucaristico spiegandogli, davanti a tutti, che il prete sempre, ma soprattutto durante la Messa, agisce “in persona Christi” e come “ministro della Chiesa” e pertanto non gli è consentito mutare nemmeno una parola…

Padre Serafino invece l’ho trovato molto mite e affettuoso… Mi avrà ringraziato cento volte per l’invito; è stato attento all’orologio per non stancare; preciso nel parlare ma anche “agile” per essere compreso da tutti; ho rivisto don Divo nel momento della celebrazione e soprattutto nella lettura del “Canone”… era commosso come don Divo che spesso piangeva nel momento della consacrazione!  Insomma è stato molto bravo e rispettoso di tutta la comunità.

Devo interrompere… Della Cresima ne scriverò domani. Scusate.