386. IN CAMMINO – amici che ci lasciano

Dedico questa nota giornaliera ad alcuni amici carissimi che ci lasciano, almeno per qualche tempo visto che poi ci ritroveremo tutti… in cielo.

Enrico Pieri, conosciutissimo in tutta Europa e non solo, conobbe ad appena 10 anni quanto fosse cattiva la guerra: ebbe la famiglia sterminata dalla furia delle SS tedesche in quel tragico mattino del 12 Agosto 1944.

La cicatrice di quell’evento tanto doloroso se l’era portata dentro, nel cuore, in silenzio, esule per lavoro in terra straniera, per tutta la vita finché, da uomo di grande e rara umanità qual era, non si era sciolto aprendosi al perdono cristiano.

Ricordo quando, molti anni indietro, mi recai a trovarlo insieme con un sacerdote tedesco che voleva sapere come erano andate le cose… Con fare garbato e con parole gravi ma davvero cristiane gli spiegò che tutto il suo impegno teso a far chiarezza sulle responsabilità nasceva dalla giustizia e non dall’odio o dal desiderio di vendetta. E aggiunse che era contento nel vedere la partecipazione proprio delle autorità tedesche a chiedere la condanna di chi si era macchiato di quelle atrocità.

Domenica prossima lo ricorderemo all’altare del Signore che lo accolga in paradiso insieme ai suoi cari familiari, alle tante vittime di allora, al parroco di allora che morì insieme ai suoi fedeli.

Oggi poi celebro il funerale del caro Massimo Polacci. Uomo di poche parole e di forti sentimenti. Non amava le smancerie ma aveva il cuore grande. E riusciva dimostrarlo in famiglia e in paese. Nell’occasione dell’ictus di molti anni addietro gli feci visita e da allora mi è sempre stato vicino insieme con la moglie e la sorella pronto a darmi una mano per qualsiasi problema. Il Signore lo ricompensi come sa. Un abbraccio a tutti i suoi cari familiari.

385. IN CAMMINO – funerali

Alcune agenzie funerarie propongono ai parenti del defunto oltre che la cassa funebre, i fiori, la sala mortuaria… anche il musicista e il cantante.

Questo determina dei contrattempi molto fastidiosi in quanto il funerale da momento di preghiera si trasforma in evento mondano. E questo non va bene.

Il problema maggiore sono i canti e i cantanti. Serve quindi un po’ di chiarezza…

I canti del funerale religioso sono quelli prescritti dal rituale e cioè: 1) L’ETERNO RIPOSO all’inizio; 2) IO CREDO RISORGERÒ  subito dopo la benedizione e l’incensazione della salma; 3) IN PARADISO alla fine della celebrazione.

Possono essere proposti altri canti ma previo il consenso del celebrante che, nel mio caso, non è solito accordare in quanto mi vengono sempre proposti canti profani che niente hanno a che vedere con la liturgia.

A giudizio del celebrante (o per disposizioni sanitarie come in questo tempo di epidemia)  è possibile limitarsi al suono dell’organo,  ma anche in questo caso con brani scelti e cioè l’AVE MARIA, il CANTICO DELLE CREATURE e un altro brano che in questo momento mi sfugge …

In genere mi limito – salvo eccezioni e cioè in presenza di  al suono dell’organo perché prevede il silenzio e quindi consente ai presenti una maggiore concentrazione.

Sempre per lo stesso motivo non c’è questua e non vengono posizionati nemmeno i contenitori. E questo da sempre o meglio da quando sono parroco di Forte dei Marmi quindi da 25 anni.

Vi prego di rispettare queste norme studiate per favorire il suffragio.