389. IN CAMMINO – tentato inganno (1)

Appena uscito dall’ambulatorio per la terza dose della vaccinazione anticovid mi si è fatto incontro un signore per sincerarci dello stato della caldaia.

Nello scorso inverno, soprattutto nei primi mesi del corrente anno, ho avuto dei problemi alla caldaia per cui sono intervenuti vari tecnici della ditta responsabile dei guasti per la riparazione. Dato che il problema riguardava la parte elettronica sono intervenute più persone. Essendo io quasi sempre assente perché impegnato in paese ha provveduto all’accoglienza  e alle firme la Flavia.

Quando dunque il predetto signore mi ha chiesto notizie sullo stato della caldaia mi sono premurato di assicuralo che tutto andava bene e l’ho ringraziato. Ovviamente pensavo che fosse uno dei tecnici a suo tempo intervenuto per la caldaia della canonica.

Continuando il discorso mi ha spiegato di essere impegnato con la ditta in un lavoro assai complesso presso il Camp Derby di Tirrenia. Ha aggiunto che, approfittando della sua presenza al presidio militare americano, poteva avere sotto costo del materiale di prim’ordine da offrire. Ha aggiunto che era presente presso l’hub vaccinale per consegnare detto materiale a un medico al momento impegnato nelle vaccinazioni.

Ha aggiunto, con tono familiare quasi fossimo vecchi amici, che poteva avere un regalo di Natale anche per me.

“Grazie – gli ho risposto – e cosa sarebbe?”

Ha tratto fuori dalla macchina un binocolo “militare” e me lo ha consegnato aggiungendo che mi sarebbe stato molto utile -essendo a infrarossi- per gli avvistamenti notturni di chissà chi…

Nel caso poi avessi avuto qualche soldo in tasca …

A quel punto ho capito e l’ho mandato a quel paese (ma in modo urbano perché ho imparato che con i delinquenti dobbiamo essere molto cauti per non finire nel torto).

La cosa non vi meraviglierà, mi immagino. Ma certo sapere che c’è qualcuno che si approfitta di persone anziane e fragili, per di più sotto ansia per il vaccino, per queste mascalzonate fa un certo effetto.

Siamo proprio messi male!

 

388. IN CAMMINO – Manuela Kavalici

No so chi sia ma mi piace per come scrive e per quello che scrive. Leggo ogni giorno (di fretta) il Corriere Fiorentino e spesso mi imbatto in articoli della giornalista in questione.

Articoli brevi, essenziali, che rendono “vivi” e vivaci i protagonisti menzionati. Stamani, ad esempio, ricorda il nostro amico e concittadino Massimo Polacci. Poche righe ma in queste c’è lui, il nostro Massimo, nella sua identità peculiare: amico del divertimento (sportivo), nemico dell’ambizione.

Ho scritto qualcosa anch’io, nei giorni passati e su questo stesso blog, a proposito di Massimo: uomo di poche parole, nemico delle smancerie, forte negli affetti, garante di serietà. Sono contento che sia stato ricordato oltre che su un modesto blog parrocchiale anche sul prestigioso quotidiano nazionale. E complimenti alla giornalista.

Anch’io scrivo. Di tutto. Ma …

Ieri a Roma, nell’intervallo della nostra accesa discussione sul bilancio della FACI, ho offerto ai presenti – sacerdoti di ogni regione d’Italia – la nostra Rivista parrocchiale.

Con mia grande soddisfazione ho visto che sono corsi a sfogliarla…; con un certo imbarazzo ho notato che si lasciavano andare a sorrisi neppure tanto velati. Ho scoperto che invece di leggere gli articoli interessanti erano corsi a leggere le pillole di sorriso! Mi hanno fatto arrossire…

E stamani sono arrossito di nuovo. Entrato nel bar per sorbirmi un caffè ho salutato i baristi e gli avventori. In quel momento sono entrati i carabinieri per chiedere il green pass e io non me lo ero portato dietro… Figuraccia!

 

387. IN CAMMINO – Verso Roma

Sono partito prestissimo, stamani. Mi stanno aspettando a Roma. Pare che mi abbiano nominato Papa… Anche se fosse vero state tranquilli che, come prima cosa, sposterò il Vaticano a Forte dei Marmi e nominerò cardinale Renato…

È più facile invece che mi retrocedano a cappellano per demeriti nell’am- ministrazione del patrimonio Faci. In quel caso però ricordatevi che la colpa non è stata mia. Io ho cercato di fare al meglio ma le cose sono andate male.

Ora, passando a fare discorsi seri, il problema è serio perché l’epidemia ha colpito duro anche le società che amministro.

Il negozio di oggetti sacri (calici e simili ma anche vestiario liturgico e tutto ciò che ha a che fare con le celebrazioni) è andato in rosso per mancanza di clienti. Lo stesso gli alberghi soprattutto quello di Montecatini. Gli affittuari non pagano o pagano soltanto una parte… insomma la situazione è la stessa di tutte le famiglie e di tutti gli esercizi commerciali.

Però le tasse vanno pagate. Come pure gli stipendi ai dipendenti. E così i mutui e tutto il resto. È chiaro quindi che tutto il comparto è andato in forte sofferenza ed è difficile individuare delle soluzioni al momento.

Io, per fortuna, non sono amministratore in senso stretto ma soltanto revisore: devo certificare le “sofferenze” e individuare, nel caso ci fossero, delle soluzioni da prospettare al Consiglio d’Amministrazione ma come ho già detto non so proprio cosa dire. I consiglieri mi guardano per vedere se mi è venuta qualche idea ma c’è poco da guardarmi… i soldi non ci sono!

Una soluzione ci sarebbe: se l’epidemia cessasse, tempo un anno o poco più, Roma tornerebbe ad affollarsi, gli alberghi a lavorare, i negozi a vendere ecc. e tornerebbe il sorriso come era prima della pandemia.

Speriamo bene!