Commento al Vangelo di domenica 28 novembre 2021.
376. IN CAMMINO – Ci siamo per davvero!
È arrivata anche la Rivista.
In anticipo rispetto al consueto perché, dato che nell’editoriale racconto in sintesi qualcosa della mia esperienza venticinquennale, mi piace farvene dono nel giorno stesso dell’anniversario. Ci sono anche alcune fotografie che ricordano quel giorno e altre che ricordano momenti successivi ugualmente belli anche se di minore impatto.
Ma la parte più bella viene subito dopo con la testimonianza di una giovane ragazza tedesca che, ospite del paese alla fine del 1800, ne descrive con grazia l’innata ospitalità.
Il documento mi è stato inoltrato da un bibliotecario tedesco a me sconosciuto ma evidentemente pure lui amico del nostro paese. È stato tradotto e riportato in un italiano corrente dai coniugi Wallbrecht che ringrazio per il servizio.
Questo documento illumina il paese di luce come e più della luminaria perchè consente anche ai più giovani di capire il perché dell’affezione grande che ci riservano i nostri ospiti.
Molto interessante poi e soprattutto utile l’interessante reportage sul carisma dei “Gesuiti” curato dalla nostra direttrice Silvia Cecchi.
Siamo infatti nell’anno “Ignaziano” (da Ignazio di Loyola che ne fu il fondatore) ed è bene sapere qualcosa in più su questo Ordine religioso che ha donato alla Chiesa l’attuale Pontefice, Papa Francesco.
L’articolo poi potrà essere utile ai nostri giovani universitari dato che ai padri Gesuiti è affidata la chiesa universitaria di San Frediano in Pisa.
La Rivista vuole essere il mio DONO di NATALE (insieme con un altro piccolo segno di affetto che vi consegnerò personalmente alla fine della Messa) che resterà nelle vostre famiglie a ricordo della giornata.
375. IN CAMMINO – Ci siamo… quasi!
Eh sì! La data fatidica si avvicina. Domenica 28 saranno ben venticinque anni dal mio ingresso a Forte dei Marmi come Parroco. I pensieri mi si stanno affollando nella mente come non mai.
Il curioso è che se dimentico di quanto accaduto oggi ricordo invece benissimo quando successo allora… la nomina, la conoscenza del paese, il Priore, la Valentina e tante altre carissime persone che allora mi accolsero con gioia.
Ieri sera ho esposto il dono dei piccoli: un quadro raffigurante una grande barca con tanti bimbi a bordo e il sottoscritto sul pennone a indicare la rotta.
Ho esposto anche quello dei grandi: un bullone della mancina impiantato su un cubetto di marmo bianco. Ricordo che proprio non riuscii a capire cosa fosse e per quale motivo tutti stessero a guardarlo con ammirazione. Solo dopo un po’ di tempo riuscii a capire che mi avevano fatto davvero un bel dono tagliando col seghetto quel reperto storico.
Alla fine della Messa mi si avvicinò Paolo con un quadro di Padre Pio. Allora non avevo molta devozione nei confronti del Padre (mi spiace dirlo ma è così) però avvertii qualcosa nell’animo che mi spingeva a onorarlo quasi fosse un grande Santo. Oggi lo è perché è stato proclamato tale dalla chiesa ma allora non lo era e averne ospitato in chiesa una raffiguirazione pittorica era un abuso.
E poi, e poi sono davvero tanti i ricordi, tutti molto piacevoli come il rinfresco signorile nella palestra delle suore agghindata a festa.
Basta così. Sto diventando anziano e tendo a commuovermi facilmente.
Domani provo ad aggiungere qualcosa.