407. IN CAMMINO – povero San Giovannino

Domenica scorsa, nel pomeriggio, alcuni ragazzi entrati in chiesa hanno vandalizzato la piccola statua di San Giovanni presente all’ingresso lato monte.

Incuranti della telecamera posta proprio la loro testa si sono aggrappati alla acquasantiera (correndo il rischio di restarne travolti) e poi hanno rovinato la statuetta.

Cosa fare?

La statuetta aveva già subito dei danni ma erano stati danni non voluti. In un caso, ad esempio, una mamma col bambino in braccio si era avvicinata troppo e così il bimbo aveva divelto la statuina… Così allo scopo di eliminare il problema l’amico e collaboratore dr. Francesconi, a proprie spese, rialzò l’acquasantiera di circa 15 centimetri, solidificò la base, riparò la statua ecc.

In questo caso invece non è stato un incidente ma un gesto voluto e quindi le cosa cambiano. Al momento ho deciso di aspettare sperando che qualcuno, autore del gesto o genitore, si faccia vivo se non altro per riconoscere l’errore.

Poi vedrò. L’idea di ricorrere a una denuncia mi spiace perché ci potranno essere conseguenze pesanti. Però non posso nemmeno rimetterci di immagine magari accusato dalla Soprintendenza ai Monumenti di incuria o simili. Speriamo bene.

In attesa di nuovi sviluppi provate a chiedere ai vostri ragazzi: “dov’ eri Domenica pomeriggio? Non eri mica davanti alla chiesa verso le quattro? Per caso non sei mica entrato/a (c’era anche una femmina, si vede bene) a dire le preghierine? Hai fatto il segno della croce? Non ti è mica rimasto in mano un pezzetto di marmo?

406. IN CAMMINO – numeri

“I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera sua Alleluja” è un bel canto di Mons. Frisina che riprende una frase della Sacra Scrittura.

In una predica del periodo natalizio ho aggiunto che sono soprattutto i numeri, la matematica applicata alle leggi dell’universo, a lodare Dio.

Non mi sono avventurato in un ambito, quello della fisica quantistica o delle equazioni di Einstein Dirac, che conosco poco o niente fermandomi soltanto a una considerazione apparentemente banale ma fino a un certo punto.

L’idea mi è venuta in mente mentre osservavo, nel telegiornale del primo dell’anno, le manifestazioni di festa nei vari paesi del mondo. Dai lontani paesi dell’Australia e del Giappone, fino ai nostri paesi europei, alla Cina, alla Russia, agli Stati Uniti… tutti festeggiavano il 2022.

Duemilaventidue da quando, da cosa, da chi..

Dalla nascita di Gesù!

Già proprio dalla nascita di quel piccolo, Gesù appunto, che per noi è il Signore della storia. Quel Gesù che in alcuni ambienti è misconosciuto se non addirittura osteggiato viene però festeggiato con fuochi d’artificio, balli, canti ecc.

Una festa planetaria per Gesù originata dai quattro semplici segni matematici: 2 0 2 0. E sono ancora i numeri che permettono di approfondire il messaggio meraviglioso e al contempo inquietante trasmesso  dall’ universo.

 

405. IN CAMMINO – a baccagliare!

Sono stato tutta la mattina a baccagliare (un po’ di pisano ogni tanto non guasta) con i confratelli del Vicariato riguardo al percorso sinodale indetto dalla Chiesa Italiana sollecitata al riguardo, a più riprese, dal Papa in persona.

Se la Conferenza Episcopale Italiana non ha le idee chiare immaginiamoci noi parroci che siamo l’ultima ruota del carro… Però, nonostante questi contrattempi riguardanti soprattutto  le modalità di svolgimento siamo giunti a una conclusione accolta da tutti.

Quindi sono tornato a casa soddisfatto. Ho trovato subito un problema ma preferisco scriverne domani dopo aver visionato le telecamere: immagino che abbiate già capito di cosa si tratta.

Mettiamo da parte l’argomento e consentitemi una parola sul funerale di sabato che mi ha toccato profondamente. Ovviamente riferisco quello che mi è stato detto a voce, in parte dai figli della signora scomparsa e in parte da una cara amica della stessa.

È saltato fuori infatti che la signora in questione non era battezzata. Io però l’avevo vista e rivista in chiesa, ferma subito all’ingresso oppure davanti alla Madonna ad accendere le candele e quindi sono rimasto perplesso.

Insomma, in poche parole, la signora per decisione dei genitori non  era stata battezzata. Crescendo si era sentita defraudata di qualcosa ma non aveva avuto il coraggio di chiedere il sacramento perché ormai adulta. Capisco bene quella “vergogna” che si avverte quando, divenuti adulti, si accede ai Sacramenti: il parroco vuol sapere il come e il perché mettendo in difficoltà il richiedente… ho avuto anch’io esperienza di queste stupide indagini preliminari fatte apposta per complicare la vita alle persone.

Aveva deciso quindi di soprassedere ma al contempo aveva curato l’educazione cristiana della figlia. Lei se ne stava all’ultimo posto, in chiesa, rispettosa delle norme canoniche, ma in piena sintonia col Signore che non si ferma alle apparenze ma legge nell’intimo dei cuori.

I familiari temevano non avesse diritto al funerale che invece ha avuto pure col privilegio delle campane a stormo come si usa per i funerali dei bambini già santi in partenza.

Bello, vero? Ecco allora il mio appello ai genitori perché provvedano a battezzare i propri figli da piccoli. Purtroppo, diventati adulti, non si battezzeranno mai non avendo, di conseguenza, né tempo né occasioni per conoscere il Signore. E pure se le avessero la vergogna impedirà loro di avvicinarsi al sacramento e a tuuto il resto.

Lungi da me crearvi sensi di colpa. Penso però, pur senza voler giudicare nessuno, che chi decide di recidere le radici cristiane della propria famiglia negando il battesimo ai figli si prenda una bella responsabilità in ordine alla loro salvezza eterna.