311. IN CAMMINO – Il nuovo “santino”

Domenica prossima comincerò a distribuire il nuovo “santino” patronale, un disegno ogni anno diverso che celebra il Patrono, Sant’Ermete.

L’iniziativa (che comprende anche una poesia) va avanti ininterrottamente dal 1965. Iniziò il mio predecessore don Sabucco che vergava direttamente il pensiero pittorico per affidare poi il disegno a un artista cittadino ospite.

Io la ripresi fin dall’anno del mio ingresso (1996-97) ed è giunta felicemente fino a oggi conoscendo alterne fortune ma sempre ottenendo il plauso dei fedeli, ospiti e residenti.

Quest’anno il “santino” è stato realizzato da Alfredo Ferrone. Rappresenta una nave (la Chiesa) con le vele aperte (in navigazione) nel mare della vita che segue un pesce (Gesù Cristo). Sulla vela maestra è raffigurato il volto del Patrono, il martire (vedi la palma) Ermete che indica la rotta.

Sono certo che vi piacerà!

Alla poesia ha provveduto la m.a Poggi fresca vincitrice del premio poetico Città di Milano che, a partire da una frase del Vangelo (“Signore, lavami pure i piedi…) ci invita a seguire l’esempio di santità di Sant’Ermete.

È una sorta di preghiera che potrete anche usare per la vostra devozione personale.

310. IN CAMMINO – afganistan

Non sono un cultore di scienze politiche e quindi preferisco non avventurarmi in ambiti che non conosco. Però la lettura dei quotidiani mi suggerisce qualche riflessione che vorrei comunicarvi non tanto per condividere le idee quanto per condividere la preghiera per questo popolo tanto sfortunato.

Soltanto un appunto.

Sì, un appunto che riguarda le donne afgane che, dopo un breve momento di libertà, sembra debbano tornare sotto la pesante cappa “protettiva”-così dicono i talebani- della religione: a loro dire l’occidente rischia di distruggere la loro dignità di donne e di madri per cui, volenti o nolenti, dovranno sottostare alle regole rigidissime  della tradizione islamica. Citano al riguardo la dissolutezza morale delle donne europee e americane in particolare che ha minato la loro dignità.

Non mi sembra di aver letto niente sull’argomento. Nè da parte di giornalisti professionisti, né da parte di commentatori politici e religiosi né dai/dalle vari/varie influencer con milioni di followers al seguito.

Ovviamente mi guardo bene dal tranciare giudizi approssimativi in un senso o nell’altro in questa sede.

Faccio presente soltanto che questo problema ha radici antiche. Anche la “societas” cristiana medievale ha conosciuto aberrazioni tipo la caccia alle “streghe” con innumerevoli patiboli eretti per “sanare” la condizione femminile: pagine di storia che sono state prontamente rimosse ma hanno lasciato il segno nella coscienza dei cristiani di ogni tempo. Soprattutto perché gli zelanti custodi della moralità femminile, al riparo da occhi indiscreti, combinavano nefandezze di ogni tipo: erano religiosi ma si guardavano bene dall’operare il bene.

La soluzione, stando alla storia, venne dalle stesse donne che sopportarono con dignità le torture e morirono sui roghi perdonando i carnefici: ciò che produsse, lentamente ma inesorabilmente fortissimi sensi di colpa nei carnefici costringendoli a confessare la loro ipocrisia e a battersi il petto.

Il perdono ha una forza incredibile! Ma la capacità di perdonare è dono di Dio. Per questo impegnamoci seriamente a pregare per queste carissime “sorelle nello spirito”.

 

 

309. IN CAMMINO – pienone di ferragosto

Pensavo di riposarmi un pochino ma dovrò rimandare il riposo ad altro momento. C’è un tale via-vai di persone in paese e di conseguenza in chiesa che non posso assentarmi nemmeno un minuto.

Molti, uomini e donne, vengono per confessarsi o per fare una parola e hanno bisogno di trovarmi al pezzo, come si suol dire. Aggiungo che sono così belli e consolanti questi momenti che “farei la firma” se potessero continuare sempre.

Certe confessioni mi lasciano addirittura senza parole: incontro persone con una finezza d’animo davvero straordinaria. Invidio i loro sacerdoti/catechisti che li hanno formati spiritualmente in questo modo così attento e preciso.

Non mancano anche momenti delicati… peraltro tipici dei giorni del mercato.

Questa mattina ad esempio è schizzata in chiesa una nomade (con un’altra ragazzina al seguito) inseguita da un vigile urbano e da due carabinieri. Aveva borseggiato un’anziana e cercava di sfuggire all’arresto.

Avevo incontrato le due donne e le avevo anche aiutate ma evidentemente avevano bisogno di altro ancora.

A quel punto ho chiuso il portone grande e ho deciso di fermarmi in chiesa fino alla chiusura per timore di altre invasioni.

A domani.