286. IN CAMMINO – Ecco, ci siamo…

Domenica 18 Luglio, nel 50° anniversario dell’apertura al culto della chiesa di Roma Imperiale, verrà inaugurata una bella statua raffigurante San Pio da Pietrelcina, offerta alla comunità parrocchiale dalle famiglie Ricci e Sebastiani.

I signori in questione non amano tanta pubblicità ma sono costretto dalla doverosa riconoscenza a citarli per ringraziarli pubblicamente: combinazione poi ha voluto che nel giorno stesso della posa in opera della statua siano diventati nonni del piccolo Brando per cui, oltre il ringraziamento, anche i complimenti per loro, per i figli e i nipotini che sono nati e che nasceranno.

San Pio, com’è noto, è un Santo molto amato dalla nostra Comunità. Abbiamo in chiesa, fin dal giorno del mio ingresso 25 anni or sono, un meraviglioso dipinto davanti al quale si fermano i fedeli per una preghiera e per una candela.

E, sempre dal primo anno della mia presenza al Forte, siamo andati ogni anno in pellegrinaggio alla tomba del Santo per invocare la Sua protezione e per offrire un contributo per il Suo ospedale.

Se, in questi ultimi due anni a causa dell’epidemia, non siamo riusciti a organizzare il pellegrinaggio siamo riusciti però a inviare il nostro (modesto) obolo a favore dei tanti ammalati che vengono curati gratuitamente. Molti fra noi poi, me compreso, firmano il 5/1000 a favore dell’Ospedale “Casa sollievo della sofferenza-Opera di Padre Pio” sempre per lo stesso motivo.

Vi invito quindi, se potete, a partecipare o almeno a passare parola fra voi in modo che risulti una cerimonia dignitosa. Grazie.

285. IN CAMMINO – Complimenti…

Complimenti ai nostri ragazzi che hanno superato brillantemente gli esami di III Media e di Maturità.

Alle Medie sono ben 20 i ragazzi che hanno avuto il punteggio d’eccellenza e al Liceo sono 15 i “centisti”. Il merito, ovviamente, va ripartito anche con i genitori e gli insegnanti che sono stati capaci, nonostante le limitazioni imposte dal Covid, di seguire i ragazzi & giovani portandoli a questi ottimi risultati.

Da sempre seguo con attenzione i risultati dei nostri studenti e sono onorato della loro amicizia e dell’attenzione/collaborazione che mi riservano gli insegnanti.

Quest’anno non sono riuscito a fare nemmeno una lezione perché la maggior parte delle lezioni sono state tenute in DAD, via mail, e questo mi avrebbe comportato un super lavoro… ma mi sono sempre tenuto in contatto sia con gli insegnanti che con i dirigenti.

Sono onorato infine di poter offrire anche quest’anno, a titolo personale, una (modesta) borsa di studio che ricordi loro il bellissimo percorso scolastico appena concluso.

L’ho sempre fatto, per riconoscenza (indiretta) ai professori/sse che mi hanno istruito ed educato, e ai dirigenti/operatori scolastici che hanno sopportato le mie alzate d’ingegno giovanili.

In bocca al lupo, ragazzi, per il prosieguo dei vostri studi.

284. IN CAMMINO – in memoria…

Ancora un lutto nella nostra piccola/grande comunità cittadina: piccola nel periodo invernale ma grande nell’estate.

Sono davvero molti, o forse sarebbe opportuno scrivere tutti, coloro che si rammaricano per la scomparsa di Alessandro, “storico” farmacista del Forte insieme col fratello Bruno.

Se ne è andato in silenzio accompagnato dalle nostre preghiere e dal nostro affetto: sapevo delle sue pessime condizioni di salute perché lui stesso -tramite un fedele collaboratore- me ne aveva scritto e avevo “convogliato” per lui (pur senza accennare al suo nome) le tante preghiere che quotidianamente i nostri fedeli rivolgono al Signore.

Le sue letterine, almeno fino a poco tempo addietro, erano settimanali e contenevano sempre un concreto sostegno ai poveri del paese.

Alessandro infatti, sia come dottore in farmacia che come privato cittadino, aveva ereditato dalla mamma e dalla nonna l’attenzione ai poveri che era solito aiutare direttamente dal bancone e indirettamente tramite la San Vincenzo, la nostra benemerita associazione di Carità presente al Forte fin dai primi del 1900 grazie appunto all’impegno solidale dei “vecchi” Di Ciolo.

Sorridendo mi ricordava la prima Lettera di San Pietro in cui si legge che la carità “copre” i nostri peccatucci…, una frase che anche noi faremmo bene a ricordare visto che tutti, senza eccezioni, abbiamo qualcosa da farci perdonare.

Ieri ho parlato con la moglie e ho cercato di farle coraggio perché c’è una bambina ancora piccola da tirar su. Al figlio e agli altri familiari esprimo la mie condoglianze attraverso questa modesta nota riservandomi poi, in un momento successivo, di abbracciarli stretti in questo momento per tutti molto doloroso.