196. IN CAMMINO – con entrambi gli occhi…

Pensavo di “piangere con un occhio solo” come si dice in Toscana quando c’è da spendere ma in modo contenuto e invece ho l’impressione che dovrò piangere con entrambi gli occhi perché pavento la necessità di un intervento di restauro molto consistente all’interno (e forse anche all’esterno) della chiesa.

Mi spiego meglio. Nel corso di questo inverno sono comparse in più punti della chiesa e soprattutto nella parte posta sopra ea fianco dell’organo delle enormi macchie di umido.

Era già capitato nel passato ma, allora, il problema era stato risolto in poche ore e senza bisogno di mettere ponteggi con dei disinfettanti a base di varichina che in un batter d’occhio avevano dissolto le muffe e restituito il colore alle pareti.

Pensavo quindi di ripetere la cosa ma il professionista incaricato di studiare la modalità di intervento mi ha fatto notare che probabilmente ci sono delle infiltrazioni esterne dovute a fessurazioni presenti nell’intonaco.

La notizia mi ha lasciato senza parole perché l’intervento di restauro alla facciata e al resto è stato eseguito nel 2012 con un costo di 250.000,00 Euro circa fra intonaco, tinteggiatura, gronde ecc. e dovermi imbarcare di nuovo in un lavoro così consistente mi crea più di un disagio.

Intanto perché abbiamo in portafoglio una cifra modesta e poi non ci saranno, penso, né le agevolazioni né i contributi di allora visto che i tempi impongono altre scelte.

Ho chiesto quindi al professionista di mettermi per scritto le sue osservazioni che passerò poi al mio geometra di fiducia per vedere il da farsi.

Speriamo bene!

195. IN CAMMINO – al cimitero

Questa mattina, di buon’ ora, ho mollato tutti gli impegni e sono andato al mio cimitero di famiglia. Ne sentivo il bisogno (e avvertivo anche il dovere) visto che era da Settembre che non ci andavo.

Come sapete tengo in canonica le ceneri di mio fratelli Gina e ho raccolto in un loculo qui al Forte quelle dei miei nonni materni Antonio e Sabatina e di mia zia Ida. I miei nonni paterni Giuseppe e Giulia invece sono rimasti al cimitero del paese insieme con i miei genitori Varisello e Lina, mio zio Piero e l’altra zia Emma col marito Gino. Mio zio Varese invece è a Livorno al cimitero della Misericordia.

Io appartengo alla vecchia generazione che aveva grande rispetto per i defunti; per di più vivo da solo per cui ho un bisogno quasi fisico di andare a visitare le tombe dei miei cari per “confidarmi” con loro.

Potrei confidarmi con loro anche da casa e già lo faccio visto che ogni mese li ricordo tutti all’altare ma al cimitero è un’altra cosa: entra in gioco l’empatia… sembra di rivederli o almeno di risentirli. C’è un bacìno, un fiorellino, un lume… piccoli gesti che però dicono molto almeno a me.

Ogni tanto mi reco anche a Livorno: il cimitero è disastrato tanto che l’ultima volta che ci sono andato, ormai un anno fa, per accedere alla cappella dello zio ho dovuto chiedere il permesso al custode che poi mi ha accompagnato personalmente.

Almeno una volta l’anno torno anche al cimitero di San Casciano perché mi è impossibile dimenticare i miei vecchi parrocchiani.

Può darsi che sia troppo sentimentale ma a me sta bene così. Voi cosa ne pensate?

194. IN CAMMINO – colazione canina

Il risveglio, per la mia cagnolina Lola, è sempre molto complicato. Il primo richiamo resta inascoltato, il secondo pure… al terzo inizia faticosamente la fase del dissonno finché non mi decido a tirarla giù dal letto!

A quel punto iniziano gli stiramenti, la cura della persona fatta di “leccate”, il momento di privacy nel bagnetto personale. Nel frattempo io sono già pronto per uscire e aspetto pazientemente alla porta in attesa che si decida.

Indossato il collare – letteralmente – si scatena. Smania per uscire e mi guarda nervosa perché non riesco a trovare il guinzaglio. E poi, appena fuori, si lancia in una fuga precipitosa, incurante dei miei richiami, verso il Bar Soldi dove l’aspettano i suoi amici per … sfamarla quasi che io non le assicuri il necessario.

Per prima cosa mette in fuga i poveri uccelletti che aspettano pazientemente le briciole. Poi, ormai padrona del campo, si mette in docile attesa dei “ristori”.

Il primo lo ottiene dalla simpatica cameriera del Bar che attinge a una riserva di “cri-cri” in dotazione dell’esercizio.

Il secondo da un giovanotto, amante degli animali, “costretto” a consegnarle parte della propria brioche per togliersela di torno.

Il terzo da Alberto&Dionigi che alternano crackers integrali a biscottini dietetici di cui va matta.

Il quarto dalla gentile cuoca della Gastronomia Biagi che, in cambio di un simil-ossicino Royal Canin, viene gratificata da strofinamenti, guaiti di soddisfazione e simili…

Il quinto da sottoscritto, una volta rientrati, sotto forma di yogurt magrissimo e privo di zuccheri…

Lorenzo, da parte sua, controlla che i ristori non superino le 30 calorie: in quel caso la distrae proponendole una bella passeggiata fino al giardino del Comune che lei solitamente accetta sebbene a malincuore a giudicare dalle occhiate languide che ci riserva mentre si allontana.

E finalmente, terminata la colazione (o la passeggiata) inizia il proprio lungo turno di “lavoro” alternando la cuccia alla poltrona!